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giovedì 16 ottobre 2008

LIBRI ... ADDIO!

Ormai quasi tutti conosciamo la fatidica legge 133/2008. La terribile legge recante le ... disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria. Se molti conoscono gli esiti catastrofici che la legge avrà sulla scuola, la cultura, la ricerca e sull'impiego nei settori istruzione e ricerca, ancora pochissimi sanno che i vecchi e cari libri di scuola, ma anche di università, hanno ormai i giorni contati. Cari libri profumati di stampa, a volte odiati ma ancor più spesso coccolati ... addio!
La legge 133 articolo 15 stabilisce infatti che a partire dal 2008 - 2009 a cominciare dalla scuola primaria, le scuole potranno procedere all'adozione di testi scaricabili on line. Procedura che verrà resa obbligatoria per tutte le scuole di ogni ordine e grado a partire dall'anno scolastico 2011 - 2012. Non solo le scuole saranno assoggettate a questa procedura, ma anche le università saranno fortemente consigliate ad adeguarsi. Il testo integrale della legge recita:


Art. 15. Costo dei libri scolastici

1. A partire dall'anno scolastico 2008-2009, nel rispetto della normativa vigente e fatta salva l'autonomia didattica nell'adozione dei libri di testo nelle scuole di ogni ordine e grado, tenuto conto dell'organizzazione didattica esistente, i competenti organi individuano preferibilmente i libri di testo disponibili, in tutto o in parte, nella rete internet. Gli studenti accedono ai testi disponibili tramite internet, gratuitamente o dietro pagamento a seconda dei casi previsti dalla normativa vigente.
2. Al fine di potenziare la disponibilità e la fruibilità, a costi contenuti di testi, documenti e strumenti didattici da parte delle scuole, degli alunni e delle loro famiglie, nel termine di un triennio, a decorrere dall'anno scolastico 2008-2009, i libri di testo per le scuole del primo ciclo dell'istruzione, di cui al decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59, e per gli istituti di istruzione di secondo grado sono prodotti nelle versioni a stampa, on line scaricabile da internet, e mista. A partire dall'anno scolastico 2011-2012, il collegio dei docenti adotta esclusivamente libri utilizzabili nelle versioni on line scaricabili da internet o mista. Sono fatte salve le disposizioni relative all'adozione di strumenti didattici per i soggetti diversamente abili.
3. I libri di testo sviluppano i contenuti essenziali delle Indicazioni nazionali dei piani di studio e possono essere realizzati in sezioni tematiche, corrispondenti ad unità di apprendimento, di costo contenuto e suscettibili di successivi aggiornamenti e integrazioni. Con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, sono determinati: a) le caratteristiche tecniche dei libri di testo nella versione a stampa, anche al fine di assicurarne il contenimento del peso;
b) le caratteristiche tecnologiche dei libri di testo nelle versioni on line e mista; c) il prezzo dei libri di testo della scuola primaria e i tetti di spesa dell'intera dotazione libraria per ciascun anno della scuola secondaria di I e II grado, nel rispetto dei diritti patrimoniali dell'autore e dell'editore.
4. Le Università e le Istituzioni dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica, nel rispetto della propria autonomia, adottano linee di indirizzo ispirate ai principi di cui ai commi 1, 2 e 3.

Non mi scandallizzo per l'ingresso di testi scaricabili via internet, ma per l'obbligo imposto per legge che dal 2012 sancisce la morte assoluta del libro di testo nella forma che tutti noi conosciamo.
Immaginate una massa di fogli malconci e accartocciati in bella mostra nelle librerie scolastiche o universitarie, potranno essere utili solo per accendere falò: uno scenario da Fahrenheit 451. Considerate poi quanto costa un foglio in stampa e il toner delle stampanti e moltiplicate per il numero di fogli che dovranno essere stampati a carico di ogni famiglia e ancora per il numero di volte che dovranno essere stampati, perché la loro vita non sarà certo lunga. Pensate agli autori dei testi che non verranno più salvaguardati dalla legge sui diritti d'autore perché non sarà praticamente possibile distinguere fotocopie da stampe a pagamento. Pensate ai libri a download libero, chi controllerà la scientificità dei contenuti. Quali autori avranno voglia di scrivere o tradurre testi solo per la gloria di vedersi scaricare e citare in internet. Forse che i nostri governanti non amano i libri e non pensano che la cultura debba essere un patrimonio da conservare e amare? Come faranno i nostri figli ad imparare ad apprezzare il fascino di un libro?

16 commenti:

Luca Conti - Pandemia ha detto...

Siamo seri, si può veramente affermare quanto riportato al termine del post? L'autore ha mai provato un ebook reader di ultima generazione?

In definitiva, parla con cognizione di causa? A quanto leggo, per le conoscenze che ho, direi proprio di no e da questo blog mi attenderei ben altri contributi.

Tambu ha detto...

stampare? toner? sta scherzando vero? lei quando va su repubblica.it si stampa tutte le pagine e poi le legge comodamente in poltrona?

Pensi invece al vantaggio ENORME che si può avere con libri elettronici: mai più zaini pesanti, facilità di ricercare all'interno dell'intero testo, possibilità di prendere appunti direttamente nel testo, anche in forma grafica e multimediale (magari aggiungo una nota audio o mi registro mentre studio un capitolo), aggiornamento dei testi pressoché istantaneo grazie a internet.

Credo che non abbia capito nulla dello spirito della legge, degli ebook e della tecnologia in generale!

Anonimo ha detto...

Egregio Massimo Auci
da tempo sono in commercio dei comodissimi e-reader ad inchiostro elettronico con cui leggere, annotare e pefino studiare testi documenti etc. :
http://store.simplicissimus.it/component/page,shop.browse/category_id,11/option,com_virtuemart/Itemid,16/

Per cui il toner e la stampante non servono più davvero.

Luigi Passerino Simplicissimus Book Farm

Massimo Auci ha detto...

Ovviamente non pretendo che il mondo sia d'accordo con me, parlo comunque con l'esperienza di chi ha passato decenni in aula. Aule di scuola, università, laboratori scientifici e centri di calcolo. Ho poi vissuto l'esperienza di alunno, quella di docente e quella di padre di un figlio ora adolescente, perciò conosco le problematiche attuali dello studio e della scuola italiana e non solo italiana, da entrambe le parti della barricata; mai in Europa o negli USA qualcuno ha proposto e-reader al posto dei libri.
Anche se ciò potrebbe stupire, conosco gli e-reader perchè scrivo ipertesti per i miei studenti ed e-book relativi alle mie lezioni e sono ovviamente informato sulle tecnologie informatiche. Capisco però dal tono usato che chi ha commentato questo post è talmente seccato da non veder altro mezzo per mostrare il proprio disappunto che l'attacco, superando così ampiamente i limiti del confronto dialetico da sfociare in una palese arroganza.
Per rispondere ai commenti, mi sembra che la riduzione della spesa a carico delle famiglie, a cui la legge si ispira, non possa essere raggiunta dotando ogni studente delle elementari, medie e liceo di un e-reader (costo medio 400-500 euro) in sostituzione dei libri di testo, soprattutto considerando che molte famiglie hanno molto più di un figlio. Altrettanto improponibile sarebbe lasciare questa operazione a carico della scuola. Restano perciò validi i vecchi metodi: stampa a toner appunto. Chi critica la mia posizione, forse non ha mai visto ciò che capita all'interno di una scuola. Zaini lanciati e calpestati, spinte e furti di cellulari e non parlo delle elementari. Quanti e-reader dovrebbe comprare una famiglia in un hanno? Sicuramente un affarone per le case costruttrici, ma una strada non percorribile per la gente comune e soprattutto la misura che si vuol adottare non raggiunge l'obiettivo prefisso: il risparmio. Provate poi a informarvi da un oculista sui danni che l'uso prolungato di un monitor, seppur ultramoderno, può recare alla vista dei ragazzi.
Se l'e-reader è uno strumento ormai quasi indispensabile per manager, ricercatori, professori e studenti universitari, a mio parere non è assolutamente proponibile sui banchi di scuola. Poi se qualcuno non se ne fosse ancora accorto, un e-reader non è un libro.

Claudio Pasqua ha detto...

Bene! Spieghiamo ai lettori che sono nuovi del mondo giornalistico che cosa sono le "marchette".

E lo faccio portando la voce proprio di un giornalista, Luca Castelli, che su questo argomento ha scritto una frase emblematica un paio d'anni fa su La Stampa.

"Le marchette – volenti o nolenti, coscienti o incoscienti, dichiarate o non dichiarate – rappresentano una delle spine più profonde, dolorose, problematiche e silenziosamente condivise del giornalismo moderno. A qualsiasi livello".

A cosa si riferisce Castelli?

La notazione la troviamo in Wikipedia:

"In ambito giornalistico, con il termine marchetta si fa riferimento ad un articolo scritto per compiacere qualcuno".

Ora, chi può compiacere Luigi Passerino, ma soprattutto Luca Conti insinuando la scarsa cognizione di causa del nostro Massimo e cercando di screditare il nostro blog?

Beh! Luca Passerino si presenta da solo: è infatti presente su web come responsabile delle pubblicazioni di store.simplicissimus.it azienda che commercializza tra l'altro gli e-reader.

Luca Conti, che ha in comodato d'uso almeno uno dei prodotti dell'azienda, espone in numerosi blog e siti il suo e-reader/pensiero.


Un esempio per tutti?

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10 Nov 2007 - Luca Conti Blog
L’invenzione dell’anno? Cybook Gen3
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"...lo so, non è rivoluzionario quanto l’iPhone [...] ma per me un prodotto di largo consumo come il Cybook Gen3, non troppo costoso, capace di far risparmiare carta e innovare è comunque un prodotto che merita".

"Merita a tal punto che sto meditando seriamente l’acquisto. iLiad mi ha frenato, dopo averlo provato, perché seppur più performante - consente di prendere appunti, note sui libri e altro - l’ho reputato al di là dell’utilizzo che ne avrei potuto fare e quindi non sfruttato a dover per 630 euro che costa".

Cybook Gen3 è un lettore di ebook di ultima generazione, leggero, con uno schermo sufficientemente grande, ad alta leggibilità con tecnologia E Ink e tutto sommato ammortizzabile in non troppo tempo per 339 euro che costa. Potrebbe diventare il mio regalo di Natale e poi non bisogna necessariamente attendere Natale, seppur sia così richieste che le consegne partono a dicembre

ecc.. ecc.. e qui parte un generoso link sempre verso un sito di nome "simplicissimus" (si, propriolo stesso dell'azienda citata prima) commercializzante il prodotto.

"Consigli per gli acquisti" come questo ne trovate a decine sui vari blog della rete, a firma Luca Conti, e tutti puntati sempre sullo stesso sito: "simplicissimus"

E che, come già affermava lo stesso Conti, il 24 agosto 2007:

"Con grande piacere annuncio ufficialmente che questo blog è finalmente transitato dall’hosting di TopHost (esatto, questi simpaticissimi ragazzi) alle amorevoli cure di Antonio Tombolini e della Simplicissimus Blog Farm, dove si trova in buonissima compagnia".

E giustamente, dico io, liberissimo di scrivere quando vuole di queste tecnologie, citare prezzi, sconti, se questo vale compiacere gli animi di coloro con cui collabora.

E non si vuole affermare con questo che su Gravità Zero non ci sia spazio per scrivere su questi argomenti, ci mancherebbe. Il blog è aperto a incontri, scambi di idee, dibattiti e riflessioni.

Quello che mi ha rattristato veramente sono due cose (e che non vorrei si ripetessero più)

1) Che si scambiasse questo spazio di apertura e confronto per promuovere questo o quell'altrui prodotto sapendo che scrivendo di questi argomenti non si può proprio essere imparziali.
Addirittura, come ha fatto Passerino, indicando con un link diretto allo store il modello da acquistare!

E fin qui sarebbe bastata una tirata di orecchie!

2) Ancor più grave, non riuscendo a portare - ovviamente - argomentazioni più convincenti, vengono anche usati termini volti a screditare la competenza di una persona, oltretutto senza conoscerla! Qui allora si oltrepassa quella linea sottile che separa l'onestà intellettuale dagli opportunismi.

Per questo suggerisco a Luca di fare ammenda e porgere le proprie scuse a Massimo. Le quali saranno sicuramente accettate riportando il livello dello scambio di opinioni sui sani binari del confronto, e verso un percorso di sana crescita collettiva che, sono sicuro, tu stesso apprezzerai...

Tambu ha detto...

se la mettiamo su questo punto, allora potremmo anche concludere che l'articolo è una marchetta per i produttori di stampanti e toner :)

Il ragionamento è fallace alla base, e lo conferma nei commenti: il costo di un ebook si ammortizza in più anni e il costo totale di ebook per 5 anni + reader è molto inferiore alla somma di quanto ho pagato tutti i miei libri delle superiori.
Le famiglie con più figli comprano più reader, mi sembra lapalissiano, allo stesso modo in cui comprano due interi cataloghi di testi. la domanda corretta infatti è : "quante sono le famiglie con più figli NELLA STESSA CLASSE DELLA STESSA SCUOLA?" altrimenti è evidente che bisogna prepararsi a comprare tutti i libri di terza superiore per geometri e magari tutti i libri di quinta superiore di ragioneria.

Se davvero conosce gli ereader, conosce anche la tecnologia e-ink, e forse all'oculista dovrebbe chiedere questo, e non un generico "monitor ultramoderno". L'ultima frase invece mi lascia parecchio perplesso: noi siamo tutti consapevoli che un ereader non è un libro, ma dubitiamo invece di lei. Che fa ci rigira la domanda? :D

un ereader NON E' un libro per via dei tanti vantaggi che cerchiamo di spiegare, che lei nega cercando di metterlo a comune denominatore con un libro attraverso la pretestuosità della stampa. Operazione errata che però persevera, che rappresenta la classica somma di mele e pere...

Matteo Cerro ha detto...

É incredibile ! É la prima volta che visito questo sito di "divulgazione scientifica" e a dire la verità l'aspetto é molto professionale con tutti i riferimenti a riviste di primo piano, però, il contenuto di questo articolo é uno dei peggiori esempi di mancanza di lungimiranza ché abbia mai visto, per giunta scritto da un "uomo di scienza.
E questa é solo la mia modesta opinione.

Claudio Pasqua ha detto...

Quindici anni e fiumi di inchiostro dopo, oggi abbiamo la risposta alla seguente domanda: "il Cd-Rom sostituirà il libro"?

Umberto Eco, da sempre scettico, scrisse nel 1994 che il CD-Rom non avrebbe mai potuto sostituire il libro. E spiegò che ci sono due tipi di libri: quelli DA CONSULTARE e quelli DA LEGGERE.

I primi (il prototipo è l'elenco telefonico , ma si arriva fino ai dizionari e alle enciclopedie) occupano molto posto in casa, sono difficili da manovrare e sono costosi. Eco affermava che sì, questi potranno essere sostituiti da dischi multimediali.

In effetti è successo quello che Eco preconizzava, e Wikipedia infatti anni dopo prese il sopravvento. Mentre il CD-Rom è ufficialmente morto (chi lo usa più oggi ormai?).

A questo proposito segnalo un importante progetto che verrà inaugurato il prossimo mese (ne parleremo su Gravita' Zero). Si tratta di Europeana (www.europeana.eu), il prototipo di Biblioteca digitale sviluppata dalla Bibliothèque nationale de France (BnF), nel quadro di un progetto di Biblioteca digitale europea.

Diventerà il più grande archivio mondiale, completamente gratuito e fruibile da ogni computer collegato a Internet, di tutta la cultura europea pubblicata (testi, foto, immagini, video).

Per quanto riguarda invece gli "e-reader", questo è un argomento che personalmente seguo ma trovo poco stimolante, anzi, al momento noioso...

Ho infatti la stessa sensazione di rivivere l'atmosfera di 15 anni fa in cui l'inchiostro (quello vero non l'e-ink) e la carta si sprecò a tonnellate per declamare la morte del libro e la nascità del Cd-Rom.


Pur ammettendo che con le nanotecnologie (avete presente i display arrotolabile?) sarà possibile ottenere dei device molto maneggevoli, attualmente non vedo negli e-reader una "killer application".

Personalmente trovo che il mio ipod touch (abbinato a software scaricabili gratuitamente dal web) sia il miglior e-reader in commercio (e anche il più economico). Ovviamente lo è anche l'iphone, visto che usa la stessa tecnologia ma è un po' più costoso).

Il vantaggio del device Apple è che dietro esiste tutto un mondo di applicazioni e tecnologie di terze parti che vengono rese disponibili gratuitamente, oltre a iTunes (e il podcasting) e l'integrazione con l'hardware di casa Apple, Wi-Fi compreso. Per chi come me lavora in viaggio non può che apprezzare queste caratteristiche che non posso spiegare in poche righe, ma che chi come me le usa concorderà nella loro utilità.


Certo, naturalmente è solo il punto di partenza, e personalmente usando molto i podcast, il web e i lettori di e-book per le mie ricerche sarò lieto in futuro di trovare sul mercato un tipo di tecnologia migliore che mi faciliti la vita.

Se avessi avuto la possibilità di usare questa tecnologia durante i miei anni di liceo/università ne avrei apprezzato i vantaggi.

Ora che da oltre 10 anni insegno soprattutto in teledidattica, sono lieto di poter utilizzare e-book e podcast per l'insegnamento a distanza (per la cronaca è dal 1998 che li uso nei corsi universitari). Ma da amante del buon libro non riesco proprio a fare a meno della carta: e quando apprezzo un autore o un argomento che voglio conservare per poi leggerlo e rileggerlo entro ancora in una libreria (reale o virtuale) e prenoto la mia copia cartacea.

Forse, tra qualche decennio le cose cambieranno, ma al momento, come afferma ancora Eco, sono convinto con lui che: "il libro da leggere appartiene a quei miracoli di una tecnologia eterna di cui fan parte la ruota, il coltello, il cucchiaio, il martello, la pentola, la bicicletta. Ci sono macchine che sostituiscono il martello, ma per certe cose sarà sempre necessario qualcosa che assomigli al primo martello mai apparso sulla crosta della Terra. Potete inventare un sistema di cambi sofisticatissimo, ma la bicicletta rimane quel che è, due ruote, una sella e i pedali. Altrimenti si chiama motorino ed è un'altra faccenda!".

Tambu ha detto...

sbaglio o si parlava di didattica e scuola? sono molto contento che lei ammetta i vantaggi degli ebook, sono anche contento che apprezzi il profumo di una libreria, ma i libri di scuola sono fatti per lo più per essere "devastati" e rivenduti l'anno successivo, aggiornati, scarabocchiati. Tutte cose che traggono giovamento dalla loro trasformazione in ebook.

Ma l'autore del pezzo dov'è?

Noa BBN ha detto...

Io commento solo l'ultima parte dell'articolo, che è stata poco considerata nei commenti precedenti.
Per il resto appoggio Luca Conti, Tambu e, parzialmente, Luigi Passerino (che non me ne vorrà perché sa bene che l'e-reader, a scuola, non può essere una soluzione immediata – ma in un futuro molto vicino sì).

E dico subito che sono un editore, così da risparmiar tempo a Claudio Pasqua che non dovrà fare ricerche per accusarmi di far marchette.

L'ultima parte dell'articolo è forse la meno scientifica, come approccio, di quella che la precede, se pensiamo che tale approccio non possa prescindere da una corretta informazione, da una completa conoscenza, di quello che è lo stato dell'arte delle cose.
Vediamo punto per punto:

"Pensate agli autori dei testi che non verranno più salvaguardati dalla legge sui diritti d'autore perché non sarà praticamente possibile distinguere fotocopie da stampe a pagamento."

Ho premesso che sono un editore, e questo potrebbe far pensare che la questione dei diritti d'autore e delle fotocopie pirata sia per me un problema. Bene, NON lo è.
La posizione della BBN è stata chiarita in un recente post sul mio blog, ma la riassumo:
Se i testi vengono rilasciati alle scuole con una licenza d'uso – come quella che utilizziamo noi – la libera distribuzione dei file, il download "torrenziale" e la fotocopia selvaggia non costituiscono un danno ai fini del diritto d'autore, sia per l'editore che per l'autore del testo.
L'autore dell'articolo non ha considerato questa possibilità, ma se avesse fatto una ricerca in rete avrebbe letto le discussioni sull'argomento (e sui DRM) che negli ultimi mesi compaiono in più blog. E avrebbe letto anche della recente proposta di Garamond che parte dallo stesso principio.

"Pensate ai libri a download libero, chi controllerà la scientificità dei contenuti."

Se parliamo di contenuti scaricati dalla rete, senza controllo delle fonti, posso anche essere d'accordo. Ma non è di questo che si sta parlando.
Il fatto che un editore pubblichi un testo su carta o su file (in rete o su CD) non cambia nulla riguardo alla responsabilità sui contenuti. Non è il processo di stampa che trasforma i contenuti di un testo in verità assolute. La differenza tra materiale vario scaricato dalla rete e spacciato per dispensa didattica – sotto la responsabilità esclusiva dell'insegnante che lo utilizza – e un testo digitale pubblicato da un editore è evidente.
Il lavoro editoriale è pesante: dalla correzione delle bozze alla revisione stilistica, dalla ricerca iconografica alla redazione degli apparati didattici, dalla realizzazione delle illustrazioni al progetto grafico. Da questo punto di vista il testo digitale non è così diverso da quello tradizionale, anzi, la "liquidità" dei contenuti, il loro essere componibili, rende questo impegno più complesso – e il testo più evoluto.

"Quali autori avranno voglia di scrivere o tradurre testi solo per la gloria di vedersi scaricare e citare in internet."

Quelli che già lo fanno: è piena la rete di contenuti free. Grazie al cielo.
Gli altri possono scegliere di collaborare con gli editori: i nostri autori hanno un contratto molto simile a quello di coloro che scrivono testi tradizionali. Ma la percentuale che costituisce il diritto d'autore è doppia: il fatto che il testo costi la metà non deve ricadere sul lavoro dell'autore.

"Forse che i nostri governanti non amano i libri e non pensano che la cultura debba essere un patrimonio da conservare e amare?"

È un dubbio che coltivo da tempo. Ultimamente poi.

"Come faranno i nostri figli ad imparare ad apprezzare il fascino di un libro?"

Chissà, magari proprio liberandosi della zavorra del tomo obbligatorio.
Imparando a considerare i materiali di studio una cosa, e scoprendo il piacere del libro attraverso altre strade, alcune delle quali passano certamente dalla scuola.

Ovviamente non pretendo di essere, come auspica Claudio, proprio imparziale.
Di fatto non lo sono per niente. Ma non sempre si scrive per compiacere qualcuno: si può scrivere anche perché si condividono idee e progetti con qualcuno. Si pensa che una cosa sia buona e giusta e lo si dichiara, come Luca.
Personalmente io non scrivo per compiacere l'editore che rappresento: sono io l'editore, e non lo sarei se non fossi fermamente convinta di quello che sostengo.
Come chiunque, o forse no.

Luigi Passerino ha detto...

Caro Claudio Pasqua,
il signor Auci ha scritto che gli ebooks a scuola sono inutili perchè si finirebbe per stamparli, ed io ho commentato, gentilmente, che non servono toner e stampante perchè sono in commercio dei fantastici e-reader e-ink molto comodi per la lettura ed ho linkato, nel caso il signor Auci non ne fosse a conoscenza, al sito di Simplicissimus, visto che tra l'altro siamo gli unici in Italia a distribuirli.
Ha notato la mia firma? Luigi Passerino, Simplicissimus Book Farm. Bene, ho segnalato (in totale trasparenza)all'interno di un discorso che riguarda direttamente il mio settore, i prodotti dell'azienda dove lavoro. Embè?
Lei risponde dicendo che la mia è una marchetta. Ma stiamo scherzando?

Massimo Auci ha detto...

Per rispondere a "Tambu", l'autore del pezzo non è scomparso, passa le sue giornate lavorando a progetti didattici e di ricerca, confrontandosi continuamente con chi la pensa come lui ma anche con chi ha idee diverse e mai ha preteso che qualcuno lo compiacesse dicendogli ... "ha ragione lei". Consapevole del fatto che ho diritto a pensarla come mi pare, continuo a credere nella grande utilità dell'e-book come mezzo didattico autoprodotto da scuole, dipartimenti scolastici o docenti, che si assumono in prima persona, con la loro facia e a titolo gratuito, la responsabilità scientifica dell'opera a favore dei propri studenti, oppure finalizzato ad un pubblico adulto che sa usare il mezzo informatico a proprio favore con proprietà e consapevolezza.

I punti che invece ritengo molto negativi sono:

1- L'imposizione a norma di legge dell'uso per la scuola di ogni orine e grado di testi scaricabili da internet e l'imposizione dei contenuti essenziali.

2- L'illusione della riduzione delle spese familiari.

3- Con gli e-book a pagamento qualcuno ci guadagna, ma non le famiglie.

4- La non praticità nell'uso scolastico.

Ora dico perché:

Punto 1. Scompare la libertà che i docenti devono poter avere nella scelta del mezzo didattico ritenuto più idoneo e dei contenuti.
Multimedialità significa anche libro cartaceo.

Punto 2. Il libro se scaricabile a pagamento rappresenta comunque un costo per le famiglie, costo che per quanto più ridotto di quello di un testo cartaceo è aggravato dalla necessità di acquistare un lettore o computer portatile per ogni figlio, mezzi notoriamente fortemente deperibili.

Punto 3. Gli e-book a pagamento rappresentano un affare per le case editrici e anche per i distributori di hard-ware in quanto i bassi costi di editoria rappresentano un forte guadagno ridistribuito solo in minima parte agli autori. Il costo dei lettori hard-ware sarebbe poi difficilmente unico nel corso del percorso scolastico di ciascuno studente, perchè come si sa l'elettronica si rompe, invecchia e diventa inadeguata e un e-book senza un lettore non serve a nulla. Un libro didattico cartaceo invece, esaurita la sua vita utile si vende o si ricicla.

Punto 4. Oltre alla maneggevolezza, la presenza di un e-reader o computer sul banco potrebbe essere utile e stimolante per ragazzi dai 16-18 anni in su, per ragazzi più piccoli è solo fonte di distrazione. Escludendo gli aspetti assolutamente positivi dei mezzi informatici che potrei io stesso elencare, basta vedere cosa sono capaci di combinare i ragazzi quando partecipano ad attività laboratoriali con l'ausilio del computer, per capire che fine farebbero quei meravigliosi strumenti. Un libro si sgualcisce, si macchia, si scarabocchia ma resta li da leggere e studiare, un e-book invece? Lo vedo meglio come ausilio alla didattica.

Per rispondere poi ad una delle affermazioni fatte da Noa bbn, posso dire che ho avuto modo in questi anni di leggere numerose affermazioni false o errate fatte da vari autori pubblicati da case editrici autorevoli. In parte possono essere ricondotte a refusi, in parte a strafalcioni dovuti a copiature maldestre (purtroppo la bibliografia non si usa molto nei libri di testo). Solo un comitato scientifico e non un comitato editoriale può garantire la scientificità di un'opera, pertanto pur rispettando l'autorevolezza della pubblicazione, se di fiducia si deve parlare mi fido di più degli autori che delle case editrici: come ex autore avrei numerosi aneddoti in merito.

Passo e chiudo.

Luigi Passerino ha detto...

"Ancor più grave, non riuscendo a portare - ovviamente - argomentazioni più convincenti, vengono anche usati termini volti a screditare la competenza di una persona, oltretutto senza conoscerla! Qui allora si oltrepassa quella linea sottile che separa l'onestà intellettuale dagli opportunismi.
Per questo suggerisco a Luca di fare ammenda e porgere le proprie scuse a Massimo. Le quali saranno sicuramente accettate riportando il livello dello scambio di opinioni sui sani binari del confronto, e verso un percorso di sana crescita collettiva che, sono sicuro, tu stesso apprezzerai..."
Ehm...signor Auci, temo che il signor Pasqua abbia scambiato un blog di divulgazione scientifica per un campo di rieducazione della Securitate.

Tambu ha detto...

veramente pessima la sua insinuazione che io avrei tempo per disquisire perché non lavoro o lavoro poco, e che lei è più impegnato di me e quindi non risponde. Altrettanto pessima la sua chiusura finale, come se la discussione fosse finita qui.

Positivo il fatto che non menzioni più stampanti e toner, segno che s'è reso finalmente conto dell'immensa stupidaggine che ha scritto :)

Massimo Auci ha detto...

"Per rispondere a "Tambu", l'autore del pezzo non è scomparso ...", se lei vuole leggere queste mie parole come un'offesa è libero di farlo, ma non era nelle mie intenzioni. Ritengo solo poco produttivo continuare a ripetere sempre le stesse cose. Per quanto riguarda i toner e le stampanti penso che lei non conosca le realtà scolastica e sociale italiana ed europea; se vuole le aggiungo anche quella USA ecc.ecc. Comunque se lei ha letto i miei commenti sappia che non ho altro da aggiungere in merito.
Cordialmente ...

Anonimo ha detto...

io non sono uno scientifico ne un giornalista, ma uno che visita per caso questo blog e mi rendo conto che da parte delle persone che commentano questo articolo ci sia una maleducazione inaudita e un sentimento di FALSA superiorità verso chi l'ha pubblicar