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agosto 23rd, 2007 — PayPal Nightmare, Webismi
“Siamo lieti di soddisfare la tua richiesta di informazioni riguardo alle difficoltà che incontri nel prelevare fondi dal tuo conto PayPal”. Già, peccato che non è vero.
A quindici giorni dall’invio della mia mail, di cui vi ho resi edotti qui, e ad un mese e mezzo dalla mia prima richiesta di prelievo fondi da PayPal, non solo il problema non è stato risolto, ma non ho ricevuto neanche una riga di risposta, foss’anche soltanto per accusare ricevuta del messaggio.
Nel frattempo sono capitate due o tre cose simpatiche (si fa per dire), che vado a raccontarvi.
La prima è che mi ha scritto oggi un funzionario di PayPal Italia, qualificatosi come Large Merchants Sales Manager, il quale, dopo avermi ricordato che
Banca PayPal è la società leader nel settore dei pagamenti on-line che vanta circa 155 milioni di conti nel mondo di cui 2,2 milioni in Italia e gestisce pagamenti in 17 differenti divise. Presente con i propri uffici in 14 paesi, è disponibile per i pagamenti in 190 differenti nazioni
si è detto desideroso di entrare in contatto con me per verificare le possibilità di collaborazione con SL.
Non mi è parso vero, e gli ho risposto così:
Gentile Xxxxxxx, sarebbe un piacere collaborare con lei, ma – mi perdoni la franchezza – ad una condizione. Ovvero che lei mi aiuti a risolvere questo problema (relativo ad un’altra mia società che utilizza già PayPal), con un movimento di circa 10-15 mila euro mensili di incasso
indicandogli il link al mio post precedente perché possa farsi un’idea del problema. C’è da dire che mi ha appena scritto dicendomi che sta interessando i suoi colleghi della questione e mi farà sapere. Vi terrò aggiornati.
Il secondo fatto l’ho provocato io: poiché una delle scuse accampate telefonicamente, e mai per iscritto guarda caso, da PayPal è stata quella di blaterare di presunti limiti di prelievo sul nostro conto – e ben sapendo che trattandosi di un conto pluriverificato tali limiti, come da contratto, non sussistono -, ho inviato un messaggio all’assistenza PayPal facendo lo gnorri, del tipo Per favore mi dite quali sono i limiti di prelievo sul mio conto, visto che i prelievi che ordino non vanno a buon fine? Ho ricevuto risposta pochi minuti fa, e la cosa si fa interessante:
- Finalmente ho la prova scritta che, per loro stessa ammissione, sul mio conto non esistono limiti di sorta al prelievo di fondi, cosa che già sapevo, ma soprattutto ho la prova scritta che loro ne sono consapevoli.
- Nella mail di risposta appena ricevuta mi si comunica con tono autoritativo che
Il problema è il seguente:
Se il conto bancario xxxxyyyy é intestato a tuo nome, per poterlo aggiungere al tuo conto PayPal, sarà necessario prima declassare il conto PayPal da Business a Premier. A differenza dei conti Business, che consentono di svolgere attività a nome di un’azienda o gruppo, i conti Premier richiedono l’utilizzo del nome personale degli utenti.
Anche questa scusa mi era stata già avanzata telefonicamente con grande sicumèra, per scoprire che, ahiloro (o piuttosto ahimé?), il conto bancario abbinato al conto PayPal, trattandosi di una società a responsabilità limitata, ovviamente non è intestato a me, ma alla società, esattamente come richiesto: alla stessa ragione sociale cui è intestato il conto PayPal. Per questo ho inviato un nuovo messaggio all’assistenza PayPal, di questo tenore:
No, il problema non è quello che voi qui affermate. Infatti il conto bancario inserito non è intestato a mio nome, ma è intestato esattamente alla stessa società cui è intestato il conto PayPal, ovvero alla Simplicissimus Book Farm SRL, di cui sono Amministratore unico. Attendo ulteriori chiarimenti molto urgenti.
Ho inviato questo messaggio non più di mezz’ora fa, e ricevo mentre scrivo un’ulteriore risposta, dal tono soddisfatto di chi dice haha, abbiamo scoperto l’inghippo! Ecco cosa dice quest’ultima email di PayPal:
Gentile Antonio Tombolini, Siamo lieti di soddisfare la tua richiesta di informazioni riguardo alle difficolta’ che incontri nel prelevatre fondi dal tuo conto PayPal. Da una verifica effettuata all’interno del tuo conto PayPal, mi risulta che il tuo conto PayPal e’ intestato ad Antonio Tombolini, mentre invece il conto bancario xxx0535, registrato all’interno del conto PayPal, e’ intestato a Simplicissimus Book Farm SRL. Se pertanto vorrai trasferire fondi dal tuo conto payPal al tuo conto bancario, quest’ultimo dovra’essere intestato a Antonio Tombolini.
Beh, non sono deliziosi? Prima mi dicono che il conto PayPal è intestato alla società e quello bancario a me personalmente, e che per questo non va bene. Gli faccio osservare che non è così e cosa ti rispondono? Che allora è il contrario: è il conto PayPal che è intestato a te e il conto bancario all’azienda, e questo anche non va bene, ovvio no?
Ovvio è semmai che non è vero neanche questo: ho anche un conto personale con PayPal, ma qui si sta parlando del conto aziendale, intestato ad una srl, la Simplicissimus Book Farm, cui è intestato anche il conto bancario, e ovviamente il mio conto personale non c’entra assolutamente niente! Di conseguenza la mia ennesima risposta:
Gentile Xxxxxxxx,
Prima di essere “lieti di soddisfare la mia richiesta”, sarebbe meglio verificare se questa sia stata soddisfatta davvero.
Purtroppo non è così: infatti non è vera neanche questa spiegazione. Gestisco diversi conti su PayPal, uno dei quali è personale, e dunque intestato personalmente ad Antonio Tombolini. Ma questo conto non ha nulla a che fare col conto da cui sto tentando invano di fare un prelievo, ed è un diverso conto, il conto *aziendale* intestato alla società di cui sono amministratore, ovvero la “Simplicissimus Book Farm srl”. Il conto PayPal, come potete facilmente verificare, ha dunque la stessa intestazione del conto bancario segnalato, abbinato a detto conto.
La mia richiesta di ulteriori spiegazioni si fa sempre più urgente, e a questo punto carica d’ansia e di preoccupazione.
C’è infine un terzo fatto: ho inoltrato questa mattina online una richiesta di prelievo minima, di 100 Euro. Così, tanto per vedere cos’altro succede.
agosto 22nd, 2007 — Webismi
agosto 22nd, 2007 — Webismi

Ebbene sì, miei cari e fedeli seguaci: Simplicissimus non è soltanto il vostro blog preferito. Simplicissimus, anzi, Simplicius Simplicissimus è stato il più grande best-seller europeo del seicento; nonché la più raffinata e longeva rivista di scritti e grafica satirica del secolo scorso.
La notizia è di quelle che hanno fatto il giro del mondo, tra gli appassionati di letteratura, di grafica, di satira: è disponibile gratis online l’intera raccolta (49 annate complete, dal 1896 al 1944) della rivista Simplicissimus, un’infinità di numeri tutti riprodotti in PDF di alta qualità.
Dategli un’occhiata, anche se non conoscete il tedesco: le opere grafiche valgono da sole una visita.
agosto 8th, 2007 — Odi et amo, PayPal Nightmare, Webismi
Per vendere iLiad dal nostro sito usiamo PayPal (o il bonifico bancario). Lo sappiamo tutti, è pratico, è sicuro, si integra facilmente al sito di ecommerce eccetera. MA. C’è un grosso, enorme, GIGANTESCO MA.
Non voglio farla lunga, mi limito a riportare qui sotto la mail che ho appena inviato, nella mia qualità di Amministratore Unico della Simplicissimus Book Farm SRL, ai signori di PayPal. Leggetela e comprenderete. E fate sapere in giro, possibilmente.
Gentili Signori,
Per l’ennesima volta, e nonostante tutte le vostre rassicurazioni, ho appena ricevuto, per l’ennesima volta, comunicazione del vostro “rifiuto” di accreditare al nostro conto bancario la somma da me indicata seguendo scrupolosamente e in maniera precisa tutte le indicazioni di sistema, e perfino quelle “informali” e non scritte in alcun regolamento, relative ad un presunto “tetto” di 10.000,00€ per i prelievi.
Questa volta metto in copia, oltre al funzionario della nostra banca dottor Xxxxxx Yyyyyyy e al nostro consulente amministrativo e finanziario dottor Xxxxxx Yyyyyyy, anche il nostro legale avvocato Xxxxxx Yyyyyyy.
A lui invierò tutte le carte relative a questa vicenda, che data ormai da oltre un mese, con l’incarico di procedere nei vostri confronti con ogni mezzo legale per la tutela dei nostri diritti e per il risarcimento degli ingenti danni da voi provocati. Nel frattempo sarà mia cura mettere in guardia ogni operatore di un certo rilievo dal ricorrere ai vostri servizi, raccontando pubblicamente i fatti, come è giusto che sia. Vicenda che per l’intanto riassumo qui per sommi capi:
* Per l’espletamento delle proprie attività commerciali la nostra società, la Simplicissimus Book Farm srl, utilizza i servizi di pagamento e di incasso messi a disposizione da PayPal, sottoscrivendo a questo fine tutte le condizioni richieste attraverso l’apposito sito web.
* La nostra società ha provveduto a più riprese a rispondere, pur non essendovi obbligata, alle vostre richieste circa la propria attività, stante, come veniva asserito, l’ingente ammontare delle transazioni.
* La nostra società ha nel proprio conto PayPal una disponibilità (derivante da tali incassi) dell’ordine di diverse migliaia di Euro (ad oggi oltre 20.000,00).
* La nostra società ha proceduto per la prima volta ad una richiesta di prelievo fondi a conto corrente bancario in data 6 luglio, per € 12.500,00, vostro ID XXXXXXXXX.
* In data 11 luglio ci veniva notificato rifiuto di detta operazione con la identica motivazione ricevuta oggi nel messaggio sottostante: “Informazioni sul conto bancario non valide”. In conseguenza di ciò ci venivano inoltre addebitati 6,00€ a titolo di penale.
* Effettuato per puro scrupolo un nuovo controllo dei dati bancari da noi inseriti, ne appuravamo l’esattezza, e protestando per l’accaduto questa veniva da voi riconosciuta, tanto da riaccreditarci i 6,00€ di penale.
* Inizia a questo punto una estenuante sequela di telefonate vòlte, ci accorgiamo oggi, semplicemente a temporaggiare nella vostra incapacità di risolvere il problema. In una di queste il vostro operatore riconosceva che i dati relativi alla nostra banca, pur forniti del tutto correttamente, non risultavano nel database della banca vostra partner (che non ci è dato di conoscere). Alla mia richiesta che provvedeste immediatamente ad aggiornare i vostri database, mi veniva risposto che se volevo i miei fondi dovevo “aprire un nuovo conto bancario presso banca più grande”, cosa che ovviamente mi sono rifiutato di fare.
* E’ seguita una nuova richiesta di trasferimento fondi, sempre per € 12.500,00, questa volta direttamente a cura di vostri funzionari, come da me autorizzato, perché facessero in modo che l’operazione andasse in porto. Il tutto veniva disposto in data 19 luglio, vostro ID XXXXXXXXXXXXX. In data 25 luglio ricevevo, a firma della vostra Xxxxxx Yyyyyyy la seguente sconcertante comunicazione:
Ho verificato che il trasferimento della somma di 12.500 EUR che noi
abbiamo inziato e’ purtroppo fallito. Ho provveduto a rieffettuare in
data odierna due trasferimenti per l importo di 6.000 EUR. e di 6.500
EUR.
* Naturalmente di tali ulteriori due trasferimenti da voi per vie brevi disposti non abbiamo avuto più alcuna notizia.
* Ho infine inserito personalmente, il 2 agosto scorso, una nuova richiesta di prelievo fondi, questa volta per 10.000,00€, attenendomi al presunto “tetto” che nel frattempo mi veniva da voi telefonicamente e informalmente comunicato (tetto di cui ovviamente non si fa alcuna menzione in alcuna clausola contrattuale). Il tutto per ricevere la comunicazione odierna, e di nuovo tornando al punto di partenza, con la motivazione di oltre un mese fa, già verificata come insussistente e fallace: “Informazioni sul conto bancario non valide”. Con conseguente addebito (la beffa che segue al danno!) ancora una volta della “penale” a nostro carico di 6,00€.
A questo punto, a meno di vostre *immediate ed efficaci azioni volte a metterci immediatamente nella disponibilità dei nostri fondi*, darò mandato al nostro legale, che ci legge in copia, di procedere con ogni mezzo per la risoluzione contrattuale per vostro inadempimento e per il risarcimento dei danni subiti, che a puro titolo esemplificativo, e fatti salvi quelli che in dettaglio verranno rilevati e contestati, consistono almeno nei seguenti:
1. costi di gestione della operazione (disposizioni impartite a più riprese, telefonate, gestione della pratica)
2. indisponibilità dei fondi necessari a far fronte ai normali obblighi societari nei confronti dei nostri fornitori e creditori, con conseguenti danni finanziari (multe, ammende, importi di mora per ritardati pagamenti) e di immagine (relativamente alla reputazione commerciale della nostra società).
Tutto ciò, lo ripeto, fatta salva la individuazione nel dettaglio di ogni ulteriore pregiudizio a noi causato dal vostro incredibile comportamento.
Mi attendo, come già detto, a questo punto *non* vostre ulteriori comunicazioni via mail, né vostre ulteriori telefonate (che francamente ad oggi sono servite soltanto a farci perdere tempo prezioso), ma *la soluzione al nostro problema*, ovvero la disponibilità immediata dei nostri fondi, nella misura di almeno 10.000,00€, nel nostro conto bancario, di cui possedete le coordinate che come sapete, e contariamente a quanto il vosto sistema continua a notificarci, vi sono stati fin dall’inizio esattissimamente comunicati.
Distinti saluti.
Antonio Tombolini
luglio 23rd, 2007 — Mangiare e bere, Sensible (E)commerce, Webismi
[Mi accorgo solo ora, mentre cercavo qualche link per l'argomento di cui sto postando, che Robin Good ha voluto rieditare e pubblicare nel suo sito l'introduzione che scrissi per l'edizione italiana di Cluetrain Manifesto: grazie Robin!]
Voglio parlare ancora della questione dell’antimarketing antivirale di IVLPN, l’iniziativa che San Lorenzo ha avviato nel giugno scorso: ogni mese 10 persone vengono scelte a caso tra tutti gli iscritti per essere ospiti a cena (o a pranzo, dipende) presso uno dei più grandi ristoranti italiani. Non 10 giornalisti specializzati, di settore. Non 10 blogger influenti. Non 10 opinion-leaders. Semplicemente 10 persone, scelte a caso tra quelle che iscrivendosi (senza alcuna precondizione particolare) hanno manifestato il desiderio di esserci.
Venerdì scorso eravamo a cena al Symposium (una meraviglia, tanto per capirci) per la seconda tappa di IVLPN, e mentre eravamo lì fuori a chiacchierare, una della partecipanti se ne esce con un ma per voi, per San Lorenzo, che ritorno ha un’iniziativa come questa?
Bella domanda. Certo, non mancano le risposte, anche giuste e vere: chi viene probabilmente ne parla. Magari ne parla anche chi non viene. Ma è tutto qui? Sarebbe sufficiente questo a rendere comunque economicamente redditizio, da un punto di vista aziendale, un investimento di questo genere, magari a preferenza di qualche altra forma di pubblicità o di promozione?
C’è dell’altro?
È proprio questo eventuale altro infatti che mi sembra la parte più interessante della cosa. Secondo me sì, c’è. Anche se si tratta per me ancora più di un qualcosa di intuìto, che non di razionalmente chiaro, e mi farebbe piacere se qualcuno mi aiutasse a metterlo a fuoco.
Intanto, nel dubbio… continuiamo, e anzi presto metteremo online non solo la terza tappa in programma per settembre (saltiamo agosto), ma anche tutte le altre, fino al giugno prossimo. Magari per quell’epoca sarò riuscito a chiarirmi le idee, no?
[HINT: forse quel qualcosa d'altro che sto cercando di mettere a fuoco ha a che fare con il tono di chi ha iniziato a parlare della serata, e con il tono e i modi della bella mail che ho appena ricevuto da Lucio Pompili, chef e patron del Symposium, che riporto qui proprio a questo scopo:
Caro Antonio,
voglio ringraziarvi per l'occasione che mi avete dato venerdì sera di ospitarvi e farvi conoscere casa nostra.
Spero che gli amici che hanno fatto tanta strada siano tornati indietro con soddisfazione.
Mi auguro di rivedervi presto... con le gambe sotto al tavolo e a questo punto buone vacanze.
lucio pompili
Grazie Lucio, anche per questo.]
[UPDATE 2, mi è venuta un'altra illuminazione... di quelle rischiose però, spero non venga fraintesa e che non si arrabbi nessuno: le serate che stiamo facendo stanno a queste altre qua come l'amore sta alla pornografia. L'ho detta troppo grossa? Speriamo di no.]
luglio 17th, 2007 — Webismi
Mi sono un po’ commosso nel leggere che, secondo Marcello (grazie Marcello!), la miglior newsletter è la mia, quella che scrivevo ai clienti ai tempi di Esperya (e ne mostra anche due o tre esemplari d’epoca). Passata la commozione mi dico: beh, sapete che c’è? Tra un po’ comincio a scriverne di nuovo! Va bene il blog, vanno bene i feed e tutto quello che vi pare. Ma una lettera, insomma, perché no? Estote parati!
luglio 16th, 2007 — Webismi
Ecco fatto, si ricomincia: server nuovo, piattaforma nuova, indirizzo nuovo, vestito nuovo, feed nuovo. PageRank a zero e statistiche pure, tiè. Mi sono portato dietro però quello a cui tenevo di più: quel che sono andato scrivendo (e quel che ci avete aggiunto commentando anche voi!) fino a ieri l’altro, è tutto qui, trasferito di sana pianta. Visto mai qualcuno dovesse sentirne la mancanza
[Piccola confessione: adoro ripartire da zero]
luglio 12th, 2007 — Webismi
He-he, come potete vedere il mio blog è un po’ terremotato: stiamo traslocando anche noi, qui, dell’ammiraglia, sul nuovo server. Mi sento come se mi aveste sorpreso in negligé
NB Ciò non mi esime dal ricordarvi che avete ancora 24 ore di tempo per iscrivervi alla seconda tappa di IVLPN, rischiando così di trovarvi invitati alla succulenta cena che Lucio Pompili, del Symposium di Cartoceto, ha pensato per noi.
luglio 10th, 2007 — Webismi

Amanda Lorenzani è italiana e vive a Londra, dove cura il portale di Excite UK. Da ieri è anche l’editor di blognation Italy, un blog-osservatorio in lingua inglese su quello che si muove anche (stavo per dire perfino e nonostante tutto…) in Italia a proposito di web, innovazione, business online. Io l’ho già aggiunto al mio reader, e vi consiglio di fare altrettanto.
luglio 5th, 2007 — Webismi
Ho pensato di mettere su un sito-network riservato ai mercanti del vino, a quelli che il vino lo comprano e lo rivendono, a quelle sporche figure (di cui mi onoro di far parte) che fanno del commercio del vino la ragione principale (o una delle ragioni, ok) della loro esistenza.
Siamo in pochi, ed esclusivamente: enotecari, ristoratori, sommelier professionisti, rappresentanti, distributori. Altre categorie – sorry – non ammesse: niente produttori, niente giornalisti, niente appassionati. Niente di personale, s’intende, è solo che abbiamo bisogno di un posto in cui discutere tra noi, lo capirete, in gran segreto… siamo o non siamo volgari commercianti, dediti all’arte di turlupinare il malcapitato consumatore?
Magari poi, di tanto in tanto, se ne avremo l’estro, vi racconteremo qualcosa di quel che andremo facendo, chi lo sa…
Perciò, Mercanti del vino, unitevi: se volete un posto in cui darci una mano senza dare nell’occhio, andate alla homepage e chiedete di essere invitati: Mercanti del vino è qui.