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Web 2.0 e sughi pronti

Prima dell’estate ha preso avvio il lavoro del Panel degustatori SL 2007. Il primo task consisteva nella degustazione, valutazione e discussione sui sughi pronti attualmente venduti da San Lorenzo.

Quel che ne è venuto fuori è l’essenza del web 2.0 secondo me, molto al di là della sua (continua) banalizzazione e riduzione ad elementi di grafica, bottoni e paccottiglia varia: i mercati sono conversazioni, e conversazioni vere, fatte al mercato, cioè in piazza.

Se ne volete una prova, date un’occhiata a quel che ne è venuto fuori.

Credits: Un ringraziamento tutt’altro che formale a Sara che ha organizzato tutta l’operazione, allo staff San Lorenzo che ha curato le spedizioni e rincorso gli indirizzi irrintracciabili, e ai members del Panel perché… è un duro lavoro, ma qualcuno deve pur farlo! :-)

[UPDATE: pare che non sia possibile visualizzare il thread linkato sopra, che è oggetto di questo post, se non si è members del gruppo. Il fatto è che sono più avanti del social software ;-) Scherzi a parte, sto cercando di creare un account jolly, di cui metterò qui user e password, per consentire a tutti di visualizzarlo. Scusate]

Quest’uomo ha le palle

Stefano Bonilli

Di lui ho scritto che ha torto marcio, gli ho dato del populista gastronomico, l’ho accusato di cercare l’effetto e il consenso facile. Gli ho perfino assegnato il mio privatissimo Premio L’Agnellino d’Oro.

È Stefano Bonilli, direttore del Gambero Rosso nonché blogger. Se ne parlo oggi è per dire che con questo post ha dimostrato di essere uno dei rarissimi giornalisti professionisti che ha compreso cosa cambia nella comunicazione online.

Molti pensano che per comunicare online basti essere outspoken, un po’ sfacciati, fintamente trasgressivi, parecchio pettegoli, trasformando tutto in una leziosa questione di stile. Non è così. Per comunicare bene online c’è una sola regola, semplice semplice: occorre essere veri. Ed occorre essere veri non quando è facile, quando ho da comunicare le mie glorie e le mie gioie. Occorre essere veri anche (soprattutto) quando c’è da comunicare rabbia, amarezza, delusione. Quello che ha fatto oggi Bonilli, insomma.

Chapeau.

Dai numeri alle opinioni del vino: iscrivetevi al panel!

Marco Baccaglio aka Bacca si è accollato un lavoro straordinario, il cui valore in rete non è ancora stato percepito del tutto, ma che non tarderà ad emergere: il suo blog, I numeri del vino, è probabilmente la più seria e autorevole fonte di dati disponibile in rete per descrivere la realtà del vino e del suo mercato.

Ora Marco ha avuto un’altra idea: affiancare ai numeri del vino anche le opinioni del vino, e a questo scopo propone a chi vuole di segnalarsi come disponibile a far parte del panel cui Marco invierà periodicamente i suoi questionari. Il tutto ovviamente gratis e senza alcun scopo di lucro (perfino la pubblicità che Marco ospita sul blog è totalmente destinata a beneficienza).

Marco dice che tanto non funzionerà, che non ci sarà mai un numero di iscritti sufficienti a dare significatività ai suoi sondaggi sulle opinioni del vino. Volete per favore aiutarmi a dimostrargli il contrario, iscrivendovi? Grazie!

Clipperz, the best online password manager worldwide. Full stop.

Clipperz, the best online password manager worldwide. Full stop.Ho conosciuto Clipperz attraverso Giovy, che ne aveva scritto da par suo. L’ho provato, armato dello scetticismo profondo che sempre mi suscita qualsiasi cosa legata al mito della sicurezza (mito informatico, mito esistenziale, mito politico: la sicurezza non esiste, diciamolo una volta per tutte). Mi sono ritrovato a farne un uso sempre più intenso, e oggi mi sono sentito in dovere di fare la mia prima donazione di 20€ a Marco e Giulio Cesare, i creatori di Clipperz.

Clipperz, the best online password manager worldwide. Full stop.

Clipperz è un tool di gestione password bello, comodo, utilissimo. Il migliore che c’è in circolazione, a livello mondiale, intendo.

Non sono un tecnico, sono uno smanettone. Il principio di base però l’ho capito: creare un’applicazione che funzioni senza che il server che la fornisce sappia nulla di chi sono io, di dove vado in rete, e men che meno delle mie password. Il lavoro di criptazione e decriptazione viene svolto dal browser, in locale, e la chiave risiede lì. E per chi oltre a essere scettico come me è anche capace di esaminare un codice, Marco e Giulio Cesare offrono la possibilità di scaricarlo integralmente a tutti, senza bisogno di registrarsi.

Clipperz è, ad oggi, l’unico servizio web creato in Italia in grado di competere seriamente a livello globale.

[Full disclosure: ho incontrato di persona Marco e Giulio Cesare pochi giorni fa, su mia richiesta, per capirne di più su quello che stanno facendo. E quello che stanno facendo mi piace ancora di più di quello che hanno già fatto. Chissà, magari le nostre strade potrebbero incrociarsi, farò sapere].

PayPal: è casino totale

PayPal skilled experts at work

Nuovo aggiornamento sulla mia PayPal Odissey (sto ormai esaurendo la vena creativa per dare titoli alla faccenda, chi ha suggerimenti è pregato di metterli nei commenti, grazie).

“Grazie per aver scelto PayPal, il servizio di pagamento online migliore al mondo!”.
Figuratevi gli altri.

Non granché di nuovo, nel senso che i miei soldi sono sempre lì, sequestrati da PayPal contro la mia volontà. Nel frattempo però ho ricevuto altre 3 o 4 telefonate, sia da Dublino che da Milano, tutte vòlte ad assicurarmi che stiamo facendo il possibile, e che certamente in mattinata (telefonata di questa mattina) riusciamo a sistemare tutto e la richiamo (ovviamente non mi ha più richiamato) eccetera.

Pare ormai ufficiale che il problema non siano i presunti limiti all’importo del prelievo (tanto che stamattina una delle zelanti funzionarie che si stanno dando da fare al mio caso mi ha chiesto se volevo fare il prelievo per 12.500€, al di sopra quindi della millantata soglia dei 10.000,00$). Il problema, ormai lo ammettono, è che PayPal per mandare i soldi al legittimo proprietario usa una banca (quale? Sto cercando di scoprirlo!). Certo una primaria banca, roba internazionale, mica una banchetta di provincia come quella che uso io. La loro primaria banca non ha i database aggiornati, e non gli risulta l’esistenza della mia banca di provincia, tanto che qualche tempo fa mi avevano addirittura invitato a risolvere il problema… aprendo un conto presso una banca più grande!

L’altra rilevante novità è che PayPal sta letteralmente spammando la mia mailbox, con l’invio continuo e incontrollato (oggi ne ho ricevute 5) della seguente email (da notare: in risposta evidentemente ai loro stessi tentativi di prelievo per mio conto, visto che io non ne ho più fatti):

Gentile Simplicissimus Book Farm SRL,
In data odierna un bonifico elettronico di fondi dal conto PayPal al tuo conto bancario è stato rifiutato per il seguente motivo:

Informazioni sul conto bancario non valide

Il nostro sistema non è stato in grado di gestire la transazione con le informazioni bancarie presenti sul tuo conto. Prova a contattare la banca per le informazioni sul conto bancario necessarie per i trasferimenti elettronici di fondi. Per ulteriore assistenza, non esitare a inviarci un messaggio email tramite il nostro server sicuro all’indirizzo https://www.paypal.com/wf/f=act_verifyba
Grazie per aver scelto PayPal, il servizio di pagamento online migliore al mondo!
Cordiali saluti,
PayPal

Naturalmente, in corrispondenza di tali messaggi, continuano a fioccare addebiti a titolo di penale a suon di 6$ ognuno per ogni tentativo di prelievo non andato a buon fine.

A tirarci su il morale (si fa per dire), la vignetta che vedete su in alto sopra, di cui potrete godere cliccandoci sopra (segnalataci da Angelo: grazie!).

Ho sempre lavorato per la gloria

WHAM purchase order

Magari le cifre non sono così grosse, però ricevere un ordine d’acquisto da parte di Hutchison Whampoa Europe Ltd, meglio noto in Italia (tra l’altro) come il signor 3, fa sempre un certo effetto.

Ma per fare che?, vi starete chiedendo. Tranquilli, niente di trascendentale, una cosa molto più trivial di quel che immaginate, però divertente: lo saprete tra qualche giorno. Adesso devo correre a rispondere a questi signori, vogliono sapere come gradisco che mi paghino. Stavo per rispondergli via PayPal, ma forse non è il caso…

Odiare PayPal: adesso è ufficialmente un incubo

A questo punto esigo anche che mi vengano corrisposti gli interessi sulla somma che avrei avuto diritto di prelevare quando avevo deciso di prelevarla, ovvero gli interessi su € 12.500,00, a decorrere dal 6 luglio scorso, data della mia prima disposizione di prelievo.

Per puro scrupolo avevo usato condizionali e punti interrogativi per comunicarvi, tre giorni fa, quella che mi veniva comunicata con ben 4 telefonate dirette dei vertici di PayPal Europe come la soluzione definitiva al mio problema di prelievo, con tanto di scuse ecc. ecc…

Bene: i due trasferimenti da 5.000 € ognuno disposti direttamente da PayPal sul mio conto per risolvere il problema sono stati rifiutati da PayPal, analogamente a tutti quelli disposti prima. Non solo: anche il prelievo di 100 € che avevo personalmente disposto, per controllare che effettivamente si trattasse di un problema relativo a presunti limiti di prelievo stabiliti da authorities europee , limiti peraltro contrattualmente insussistenti, è stato rifiutato.

Morale: ho nel mio account PayPal circa 20.000 € e non riesco, dal 6 luglio scorso, a disporne in alcun modo (per chi si fosse sintonizzato solo ora su queste frequenze, la storia comincia qui). Vi ricordo che si tratta di un account aziendale, e che dunque quella disponibilità mi serve per la normale gestione della società: pagamenti ai fornitori, tasse, bollette, compensi a collaboratori ecc…

A questo punto vorrei chiedervi un piccolo aiuto, se siete d’accordo, che potrebbe essere anche un aiuto a quelli di PayPal, ove lo sapessero interpretare: nella corrispondenza che fin qui vi sono andato esponendo (e di cui vi appiccicherò qui sotto l’ultimo scambio email di oggi) ho utilizzato un indirizzo email diretto utilizzato per la gestione delle situazioni di crisi. Ecco, vorrei rendere noto quell’indirizzo a tutti coloro che, chiedendolo qui sotto nei commenti, si rendessero disponibili a mandargli due righe sulla vicenda. Chissà, magari serve anche quello. Grazie fin d’ora.

Ecco l’ultima mail che ho inviato:

Gentile Marilu’,
Come può vedere dalla mail qui sotto, i 2 trasferimenti da voi direttamente disposti e comunicatimi come soluzione del problema la settimana scorsa sono stati di nuovo rifiutati… da voi stessi!
Ma c’è di più: mi è giunta notifica del rifiuto anche di un trasferimento di 100 Euro, da me personalmente disposto online, per verificare la vostra tesi relativa al fatto che si trattava di questioni di “limiti” agli importi del prelievo.
Mi pare ormai evidente che così non è, e la soluzione da voi prospettata non è quella reale.
Sono ormai certo che il problema è esattamente quello da me comunicato fin dall’inizio, ma che non so per quale motivo vi siete ostinati a trascurare: la banca di cui vi servite per i trasferimenti non ha nel suo database i dati della nostra banca, una banca locale, ma ovviamente in regola con tutte le normative e debitamente autorizzata da Banca d’Italia, che è nata più di un anno fa.
Vedo dal mio account che avete disposto di nuovo altri 2 trasferimenti da 5.000 Euro, ma temo che se non verrà risolto il problema la storia sia destinata a ripetersi all’infinito.
A questo punto esigo che troviate una soluzione immediata, se necessario procedendo con vostri normali bonifici anche al di fuori delle vostre normali procedure, questo non mi riguarda.
Ma a questo punto esigo anche che mi vengano corrisposti gli interessi sulla somma che avrei avuto diritto di prelevare quando avevo deciso di prelevarla, ovvero gli interessi su € 12.500,00, a decorrere dal 6 luglio scorso, data della mia prima disposizione di prelievo.
Attendo sconcertato un qualche esito definitivo di questa storia che mi sta francamente nauseando.
Grazie.
Antonio Tombolini

SL è un’azienda con le orecchie!

Azienda con le Orecchie!Che Massimo Carraro abbia insignito SL del titolo di Azienda con le Orecchie, mettetela come vi pare, mi inorgoglisce assai: grazie Massimo!

[E non perdetevi i suoi blog!]

Slow Foodblog List

Era il 7 aprile scorso, e leggendo la meritoria lista dei foodblog de Lo Spazio di Staximo, pensai che una lista autogestita e autoaggiornata via wiki dei Foodblog italiani sarebbe stato uno strumento più efficace (e meno pesante per Simona, l’autrice del blog!) per avere sottomano un censimento dell’esistente. Misi così in piedi la Italian Foodblog List, e ne parlai in un post, invitando chi voleva ad iscrivere il suo blog là, poi basta.

Come ciascuno può verificare, la lista non ha fatto molta strada. Ricordo che scrissi pure una mail a Simona per chiederle che ne pensava, e magari per far convergere sul wiki il suo prezioso lavoro, ma non ho mai ricevuto risposta. Magari, giustamente, ci tiene ad avere la lista nel suo blog invece che in un anonimo wiki, giustamente.

Tuttavia di tanto in tanto mi arriva la notifica di un blog che va ad aggiungersi alla lista (l’ultimo, 32 minuti fa). Si tratta di blog che non fanno parte del giro dei foodblog à la page, quelli che si contendono visitatori, link, commenti, manco ne cavassero miliardi. La cosa mi piace, mi pare molto interessante. Forse non ne uscirà una lista esaustiva: di certo ne sta già uscendo una lista curiosa, interessante, un piccolo raggio di luce gettato negli angoli della blogosfera italiana che nessuno illumina. Una vera e propra Slow Foodblog List, insomma! Curiosateci, e provate ad aggiungere quei blog alle vostre letture, ne caverete piacevoli sorprese.

PayPal-story: happy end?

[UPDATE 05/09/2007: il presente post era stato scritto in un momento di evidente eccesso di ottimismo, del tutto fuori luogo, come verrà messo in chiaro dal prosieguo della vicenda].

Ci metto il punto interrogativo, e il perché ve lo dico dopo, ma sembra che la saga dei miei prelievi da PayPal, iniziata il 6 luglio scorso, stia volgendo al lieto fine. Ho appena ricevuto la seguente email, di cui vi metto a parte:

Gentile sig. Antonio Tombolini,
Come da accordi telefonici intercorsi, le confermo che in data 23 agosto
2007 abbiamo trasferito la somma di 10.000 EUR (frazionata in due
prelievi di 5.000 EUR ciascuno) al suo conto bancario le cui ultime
quattro cifre sono XXXX. La prego di considerare che la tempistica per
l’accredito puo’ portare fino a 7 giorni lavorativi.
La informo altresì che le abbiamo accreditato al saldo del suo conto
PayPal la somma di 6.00 EUR, addebitata a seguito del prelievo
infruttuoso di 10.000 EUR.
La prego di non esitare a contattarmi direttamente all’indirizzo
xxxxxxxx@paypal.it per qualsivoglia ulteriore chiarimento.

Distinti saluti,
Xxxxx Yyyyyy
PayPal, an eBay Company

Alcune osservazioni:

  1. L’intervento del sales manager italiano che mi aveva scritto settimana scorsa mi è parso tutt’altro che ininfluente, e voglio ringraziarlo da qui.
  2. Ci metto il punto interrogativo perché l’operazione mi è stata comunicata ma, visti i precedenti, aspetto l’effettivo accredito sul mio conto bancario.
  3. Ci metto il punto interrogativo perché il prelievo è andato in porto ma solo grazie ad un intervento diretto dei funzionari PayPal. A tutt’oggi non ho ricevuto, se non telefonicamente e in maniera ancora provvisoria, chiarimenti sui motivi del disguido, e dunque non sono sicuro che non ricapiti alla prossima occasione.
  4. Senza questo blog non avrei mobilitato le truppe di PayPal alla soluzione del problema come è invece accaduto: nella sola giornata di oggi ho ricevuto ben 3 telefonate da altrettanti funzionari (dal quartier generale di PayPal Europe e dall’Italia) tutti ansiosi di comunicarmi la soluzione del problema, e prodighi di scuse per l’accaduto.

Piccola morale sull’eterna questione blog&business: il blog può anche, a volte e raramente, servire direttamente a fare business, ovvero a vendere. La cosa che conta è che però il blog serve sempre, sia pure indirettamente, a fare business: senza questo blog avrei probabilmente dovuto spendere un bel po’ di soldi e tempo in più per gestire la cosa in telefonate, raccomandate, atti legali internazionali ecc… Stiamo parlando di qualche migliaio di Euro e di un bel po’ di ore risparmiate, grazie ad un paio di post.

E invece di correre ad aprirvi un blog, magari gratis nella nostra farm, siete ancora lì davanti al monitor a leggere i miei post, pussa via! ;-)

[Tranquilli però: nel frattempo sta prendendo corpo un nuovo incubo. Ho attivato mesi fa il servizio Bolletta@nline di Enel, disponendo l'addebito che avviene regolarmente. Altrettanto regolarmente, da quando l'ho attivato, mi arriva una raccomandata che minaccia di ridurmi la potenza erogata se non pago la bolletta che ho già pagato, o se non mando la ricevuta di pagamento via fax, ad un fax che la mia macchina di fax virtuale non riesce a contattare. Quel che è peggio è che costoro sembrano essere del tutto irraggiungibili: non c'è un indirizzo email per contattarli, solo una form, e nessun numero telefonico, né verde né nero]