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October 28th, 2007 — Antonio ci va (o ci andrebbe), San-lorenzo.com

Vi do una dritta: la prossima tappa di IVLPN-SL, la cena di venerdì 30 novembre, è di quelle da non perdere. Un ristorante di cui la maggior parte di voi non avrà mai sentito parlare. Ma di quelli che chi conosce le Langhe colloca ai vertici assoluti della cucina territoriale: è il Ristorante dei Cacciatori da Cesare, dove Cesare sta per Cesare Giaccone, cuoco esoterico, fuori dagli schemi e fuori dallo star-system, un mito e una leggenda di genio e sregolatezza in cucina.
Il menu non c’è e non ci sarà: il tutto è rigorosamente affidato all’estro del momento. Una sola certezza, è autunno, e l’autunno nelle Langhe qualche frutto della terra tutto suo lo porta con sé…
Per iscriversi si va qui.
October 27th, 2007 — San-lorenzo.com
Rosa fa il copywriter per le case farmaceutiche. Ha avuto un blog in passato, per scopi terapeutici dice con un sorriso in cui appare una vena di nascosto rimpianto. Chissà, magari dopo la cena di stasera apre un nuovo blog
Andrea non è vegetariano, ma se può la carne la evita, gli dà fastidio l’odore e l’idea della carne. La cena del Joia gli piace assai, e si vede. Studia a Siena, mi chiede di iLiad, magari ne parla in università e proviamo ad avviare una sperimentazione anche lì.
Giovanni è lì che non vede l’ora di mettere le mani, l’indomani, su Leopard, e continua a rimuginare idee di networking, e non si dà pace perché sente che in rete, in Italia, si potrebbe fare di più e meglio, insieme. Sforna idee a getto continuo, uno da tenere d’occhio secondo me.
Alberto è consulente per diverse aziende metalmeccaniche, Il Tondino Lo Portiamo Noi, lo prendiamo in giro parafrasando l’IVLPN di San Lorenzo. Non la smette un secondo di parlare, incurante dei riti culinari che si vanno svolgendo con liturgica solennità a tavola, una sorta di discolo opportunamente dissacrante del piccolo e leggero rito che si sta lì celebrando.
Schigi i suoi compagni lo chiamavano così fin dalle medie, contrazione di Schifoso Luigi, rivela già al secondo bicchiere di Champagne. Adesso lo chiamano così anche sua mamma, e i suoi figli. Gran bel naso da sommelier, niente approccio scolastico, col vino ci parla davvero. Bannato da tutti i forum del regno del Gambero Rosso, violento provocatore virtuale, in rete abbiamo litigato alla grande, per la gioia di newsgrouppari forumisti e lurker assortiti. Grazie a San Lorenzo me lo ritrovo accanto a cena, Ma sono una pasta d’uomo, mi rassicura lui. E ci innamoriamo insieme di quel Nero d’Avola biologico con un non so che di Frappato che rivela al naso storie solari ed esotiche senza fine.
Manuela fa il tutor informatico in università, non si dà pace per lo scadimento del livello di creatività degli studenti con cui ha a che fare. Una passione per l’astrologia umanistica maturata leggendo e studiando Jung, traduce (benissimo!) testi per hobby, presto pubblicherò una sua traduzione da queste parti.
Riccardo studia alla Bocconi e intanto fa il suo stage con un economista. Ma hai un blog? No, fa lui. Ma sei sommelier? No, fa lui. Poi se ne esce, beh, i miei in Friuli fanno un po’ di vino, una piccola cosa… i suoi sono la Teresa Raiz, pensa te. Troveremo il modo di farci mandare qualche bottiglia in assaggio, questo è sicuro.
Maria Grazia si è trovata catapultata con l’entusiasmo di una diciottenne (adesso che di anni ne ha più o meno venticinque come me…) nientepopodimeno che alla costituente del Partito Democratico, in onda oggi e domani proprio qui a Milano, eletta nelle liste della Bindi. E’ lì a chiederci preoccupata se ha fatto bene o no, e la risposta è unanime: con una passione così qualsiasi cosa fai non puoi sbagliare. Poi non resiste, e da sommelier qual è anche lei (ok, quasi, preciserebbe lei, sosterrà il mitico esame del terzo anno tra due mesi) si misura con Schigi ed Enrico sui vini che passano nel bicchiere, e sui suoi vini del cuore, il Soave e il Recioto.
Enrico: se non si offende gli dico che un po’ mi assomiglia. Un markettaro borderline, di quelli che sanno perfettamente che l’armamentario del marketing tradizionale, e forse ancora di più quello del sedicente marketing innovativo è vecchio, inutile, costoso, irrilevante, dannoso, e lo combatte, come si diceva una volta, dal di dentro, lavorandoci. Ma è sommelier anche lui, cribbio, e il verdicchio che gli passa sotto il naso stasera lo cattura, lo riporta a quando, un po’ più giovane, partiva con gli amici per cantine nei fine settimana.
Andrea Bezzecchi lo conosco dal 1998, se non sbaglio, giusto Andrea? Arrivò nella mia Loreto con due boccettine del suo aceto balsamico tradizionale che non aveva ancora un nome. Adesso è l’Acetaia San Giacomo. Arriva tardi, si perde metà della cena, ha passato un paio d’ore buone bloccato in autostrada, la prossima volta impari a prendere il treno (gli impartisco così la mia paternale di rito). Ah, il ragazzo ha bisogno d’aiuto: sta sfornando (è il caso di dirlo) un prodotto nuovo, una specie di panettoncino morbido morbido con le amarene e due gocce di balsamico dentro, e non sa ancora come chiamarlo. Gli avevo suggerito un nome straordinario, Pandora. In effetti era così azzeccato che non è disponibile, è già registrato. Ora sta per rassegnarsi a chiamarlo PanEssenza: per favore dategli una mano (Rosa-copywriter-scientifico ci pensi tu?) e trovategli un nome decente prima che compia il misfatto.
Patrice è francese e (indovinate?) sommelier anche lui, miscela esplosiva. Lui è di quelli che ascoltano, apparentemente distratto, ma dice la sua con piccoli cenni di assenso o di dissenso assai chiari ed eloquenti. Non lo dice, ma si vede: il suo gusto e il suo olfatto sono capaci di una concentrazione straordinaria in ciò che mangia e in ciò che beve, e sono sicuro che potrebbe guidare dei corsi di degustazione in maniera eccellente, mi sa che proveremo a usarlo. E’ accanto a Sara, che è anche sua moglie.
Sara è accanto a Patrice, suo marito. Un marito francese, una laurea in storia e qualche anno in Inghilterra, un lavoro a fare catering a Milano, e ora anima della San Lorenzo nella rete, in Italia e in Inghilterra. Energia allo stato puro, combinata ad una capacità organizzativa inappuntabile. E simpatica, cosa che fa la differenza con tutti gli energetici-straordinari-organizzatori che conosco.
Pietro Leemann ci regala un viaggio attraverso la sua cucina concettuale, dedicandoci una saletta tutta per noi con vista al grandangolo sulla cucina al lavoro. Di tanto in tanto si affaccia, si ferma un po’ con noi. Per parlare sì di quel che ha cucinato per noi, ma di più per condividere con noi lo stupore per una compagnia così strana, così eterogenea, così improvvisata, eppure così evidentemente affiatata, felice di essere lì, e perfino competente. E scopre anche lui per la prima volta (mi è parso di capire) che Internet è anche questo, anzi, che Internet è soprattutto questo. Quanto a me, porterò nella mente e nel cuore il suo Ricordo (un barattolino da aprire e mangiare col cucchiaino rubando avidamente come un bambino il suo ghiotto contenuto, mentre dal piatto si leva la nenia musicale di una ninna nanna elettronica) tra le mie venti o trenta esperienze alimentari più belle.
Ecco, sono solo alcuni scampoli di una serata fuori dal comune con persone fuori dal comune. Questo è quello che San Lorenzo sta facendo per farsi apprezzare, per farsi conoscere, per farsi giudicare, per farsi (possibilmente) comprare. Per far cambiare un po’ delle nostre abitudini alimentari, non sempre così buone e giuste. E allo stesso tempo per farsi cambiare, incontrando e ascoltando tutte queste persone.
Potete ancora chiamare marketing tutto ciò? Bah, se ci tenete fate pure.
October 26th, 2007 — Antonio ci va (o ci andrebbe), San-lorenzo.com
Questa sera sarò a cena al Joia, grazie a San Lorenzo, per la nuova tappa di IVLPN. Questo il menu e questa la lista dei fortunati avventori.
[PS Domani sera sarò di nuovo cuoco all'enoteca, che riapre: prenotate!]
October 6th, 2007 — Mangiare e bere, San-lorenzo.com
Trovo che il menu che Pietro Leemann ci ha proposto per la cena San Lorenzo al Joia del 26 ottobre prossimo (iscrivetevi in fretta!) sia a dir poco grandioso. Sentite qua:
- Cibo offerto
- Contatto e consenso
- Un sasso cade
- Lady Curzon, moglie del viceré d’India
- Prima del digiuno
- Nuvole scorrono veloci, mi soffermo e le osservo felice
- Per chi ama la verdura
- Felicità
- Gong
- Il buon gusto delle origini
- Invito alla purezza
- Montebianco musicale
- Ricordo
Ed ecco i vini SL che ci accompagneranno in questo cammino: Champagne Grende Réserve Sélection; Verdicchio dei Castelli di Jesi d.o.c. 2006; Nero d’ Avola Sicilia i.g.t biologico 2006; Pinot Nero Alto Adige d.o.c. 2003; Ramandolo d.o.c.g. 2003.
October 1st, 2007 — Mangiare e bere, San-lorenzo.com, Webismi

La dignità dell’uomo risiede nel suo poter fare di ogni cosa un Kultur-Arbeit (diceva papà Freud), un lavoro di civilizzazione. Bene: mangiare all’Ambasciata di Quistello sabato scorso, ospiti di San Lorenzo, con una compagnia tanto casuale e composita quanto piacevole, lontana anni-luce dallo stereotipo dei ghiottoni caciaroni in trasferta, è stata l’esperienza di come anche mangiare possa essere vissuto come un lavoro di civilizzazione, da cui si esce più grandi, più buoni, migliori.
Merito dell’occasione, della compagnia: ma merito dell’Ambasciata di Quistello, dello spirito di quel luogo, di quella cucina, di quelle persone (i fratelli Tamani e i loro collaboratori, fornitori compresi), ristorante che con coraggio raro proprio questo si propone, di offrire cioè all’avventore un’esperienza totale e coinvolgente.
Ne ha parlato Franco Ziliani, che non a caso si è ritrovato alle prese con ricordi ed emozioni dalle radici lontane. E ne ha parlato in maniera straordinariamente pregnante Martino Pietropoli, architetto in Rovigo, autore di The Design Council, in un post che tutti, ma proprio tutti, sarebbero felici di leggere: La fine del minimalismo.
Basta leggere il post di Martino per comprendere quanto concrete siano riflessioni come le sue, che a partire dall’esperienza di un pranzo come quello giungono naturalmente e si direbbe necessariamente a riflessioni di respiro totale e trasversale (sul design, sugli – scusate la volgarità – stili di vita, sulle culture e la storia).
E quanto all’opposto appaiano ormai astratti, volatili, inconsistenti, tutti gli approcci alla cucina, al cibo, alla ristorazione (alta o piccola che sia) che in nome di un rancoroso e piccolo-borghese richiamo alla pseudo-concretezza di un ma in fondo si tratta solo di mangiare dà vita (anche e soprattutto tra i foodblog!) a deprimenti prose in arrampicata libera sugli specchi della vuota gergalità specialistica e di settore.
Un pranzo, un’esperienza estetica (nel senso pienamente filosofico del termine), un ritrovarsi attorno alla tavola (e che tavola!): col cibo e il vino (e che cibo e che vino!) ricondotti al rango loro proprio (e che rango!) di medium del vivere e dello stare insieme. Strappati finalmente dallo status di feticcio cui vengono volgarmente ridotti da troppi sedicenti esperti.
September 26th, 2007 — San-lorenzo.com, Sensible (E)commerce, Webismi
Prima dell’estate ha preso avvio il lavoro del Panel degustatori SL 2007. Il primo task consisteva nella degustazione, valutazione e discussione sui sughi pronti attualmente venduti da San Lorenzo.
Quel che ne è venuto fuori è l’essenza del web 2.0 secondo me, molto al di là della sua (continua) banalizzazione e riduzione ad elementi di grafica, bottoni e paccottiglia varia: i mercati sono conversazioni, e conversazioni vere, fatte al mercato, cioè in piazza.
Se ne volete una prova, date un’occhiata a quel che ne è venuto fuori.
Credits: Un ringraziamento tutt’altro che formale a Sara che ha organizzato tutta l’operazione, allo staff San Lorenzo che ha curato le spedizioni e rincorso gli indirizzi irrintracciabili, e ai members del Panel perché… è un duro lavoro, ma qualcuno deve pur farlo! 
[UPDATE: pare che non sia possibile visualizzare il thread linkato sopra, che è oggetto di questo post, se non si è members del gruppo. Il fatto è che sono più avanti del social software
Scherzi a parte, sto cercando di creare un account jolly, di cui metterò qui user e password, per consentire a tutti di visualizzarlo. Scusate]
September 17th, 2007 — Antonio ci va (o ci andrebbe), San-lorenzo.com
Mentre sono ancora aperte le iscrizioni per tentare la sorte e godersi il pranzo di sabato 29 settembre all’Ambasciata di Quistello, abbiamo definito la tappa di ottobre di IVLPN: la San Lorenzo ospiterà altri 10 fortunati a cena, venerdì 26 ottobre, al celeberrimo Joia di Milano, chef Pietro Leemann. Menu e pagina delle iscrizioni online tra qualche giorno. La pagina per le iscrizioni invece è già attiva qui.
[Se nel frattempo qualcuno avesse da suggerirmi un tool simpatico per fare il sorteggio dei fortunati online gliene sarei molto grato]
[Se nel frattempo qualcun altro magari legge qui ma vive a Londra, o giù di lì, sappia che San Lorenzo UK sta facendo qualcosa anche per lui/lei: un'occhiata qui, please]
September 13th, 2007 — Antonio ci va (o ci andrebbe), San-lorenzo.com

L’appuntamento è coi fratelli Tamani, per il pranzo di sabato 29 settembre all’Ambasciata di Quistello: è lì che incontreremo i dieci fortunati ospiti di SL, dopo le prime due tappe di IVLPN (giugno al Don Alfonso 1890 di Alfonso Iaccarino e luglio al Symposium di Lucio Pompili).
Per essere uno dei 10 occorrerà tentare la sorte iscrivendosi attraverso la form che sarà online domani è già online nel SLSC. Intanto rifatevi gli occhi col menu:
- Luccio in salsa verde con insalata
- Tagliatelle gialle con salsiccia e funghi pioppini
- Guancialino di maiale stufato con polenta fresca
- Salame di cioccolato con zabaglione al moscato e marsala con i dolci secchi di cultura del Vicariato di Quistello
NB Se avete suggerimenti per i vini in abbinamento a un siffatto menu (dobbiamo decidere presto), indicateli nei commenti, grazie!
PS Chi dei prescelti volesse portare con sé una persona (di più non è proprio possibile), potrà farlo pagando € 150,00 direttamente al ristorante.
September 13th, 2007 — Antonio ci va (o ci andrebbe), Mangiare e bere, San-lorenzo.com
Sono in partenza per Londra, per la prima di una serie di serate SL: ogni mese una trentina di clienti/non-clienti/bloggers saranno ospiti a cena di SL all’Osteria dell’Arancio in King’s Road, per una cena a tema. Questa sera tocca a riso e porcini, barolo e barbaresco.
August 28th, 2007 — San-lorenzo.com, Webismi
Che Massimo Carraro abbia insignito SL del titolo di Azienda con le Orecchie, mettetela come vi pare, mi inorgoglisce assai: grazie Massimo!
[E non perdetevi i suoi blog!]