Ho aspettato a lungo prima di postare il lieto fine del mio PayPal Nightmare, ma adesso è ora di farlo. Ho aspettato perché fosse tutto a posto, perché la soluzione fosse definitiva, e per capire meglio cosa fosse successo. Adesso ci siamo: il nostro giro d’affari nel frattempo è aumentato, e gli importi in ballo sono ancora più importanti di quelli che avevo indicato a suo tempo, ma i rimborsi avvengono regolarmente nei termini previsti dal contratto: PayPal ha risolto il mio problema, e si è dimostrata totalmente affidabile.
Quelli di PayPal (hanno seguito il mio caso dal quartier generale di PayPal Europe a Dublino) hanno alla fine sistemato tutto e risolto un problema che sembrava irrisolvibile.
Ed ecco cosa è successo: il sistema bancario (di cui PayPal deve ancora servirsi per i trasferimenti, non potendo assurgere al rango di banca in prima battuta) non risultava l’esistenza della mia banca. Il baco era dunque non in PayPal ma nel sistema bancario tradizionale.
Come potete verificare qui sopra, dal ritaglio dei movimenti bancari che ho potuto visualizzare, quelli di PayPal sono finalmente riusciti a farmi entrare in possesso di una parte dei miei (rectius, della SBF) soldi: 12.500€ ci sono stati accreditati sul conto aziendale, come richiesto il… 6 luglio scorso!
“La prego di contattare direttamente me o la mia manager qualora necessitasse trasferire i suoi fondi dal saldo del suo conto PayPal al suo conto bancario”
Non si tratta di una soluzione, perché la soluzione non è stata ancora trovata, a quanto pare, e la famosa primaria banca (ma quale sarà? Riusciremo a scoprirlo?) attraverso cui PayPal Europe effettua i versamenti ai conti correnti dei suoi clienti pare trovi enormi difficoltà a far risultare esistente la mia Banca della Provincia di Macerata. Tanto che alla mia domanda su come fare per disporre ulteriori prelievi, evitando tutto questo casino, mi è stato risposto così:
Gentile sig. Antonio Tombolini,
Come da conversazione telefonica intercorsa, le comunico i nostri
recapiti telefonici:
Xxxxxxxxx Yyyyyyy: 00353 1 …….8
Zzzzzz Ttttttttttt: 00353 1 …….9
L’indirizzo email del dipartimento di Executive Escalaltions e’ il
seguente:
xxxxx@paypal.it.
La prego di contattare direttamente me o la mia manager qualora
necessitasse trasferire i suoi fondi dal saldo del suo conto PayPal al
suo conto bancario. Ad ogni modo le confermo che a tal fine provvedero’
giornalmente alla revisione del suo conto PayPal registrato
all’indirizzo email info@simplicissimus.it.
La ringrazio per la sua disponibilita’ e comprensione,
Distinti saluti,
Xxxxx Yyyyyyy
Executive Escalations
PayPal, an eBay Company
Insomma da oggi dispongo di una vera e propria hotline diretta e personale per l’incasso dei miei soldi: che ve ne pare?
Nuovo aggiornamento sulla mia PayPal Odissey (sto ormai esaurendo la vena creativa per dare titoli alla faccenda, chi ha suggerimenti è pregato di metterli nei commenti, grazie).
“Grazie per aver scelto PayPal, il servizio di pagamento online migliore al mondo!”.
Figuratevi gli altri.
Non granché di nuovo, nel senso che i miei soldi sono sempre lì, sequestrati da PayPal contro la mia volontà. Nel frattempo però ho ricevuto altre 3 o 4 telefonate, sia da Dublino che da Milano, tutte vòlte ad assicurarmi che stiamo facendo il possibile, e che certamente in mattinata (telefonata di questa mattina) riusciamo a sistemare tutto e la richiamo (ovviamente non mi ha più richiamato) eccetera.
Pare ormai ufficiale che il problema non siano i presunti limiti all’importo del prelievo (tanto che stamattina una delle zelanti funzionarie che si stanno dando da fare al mio caso mi ha chiesto se volevo fare il prelievo per 12.500€, al di sopra quindi della millantata soglia dei 10.000,00$). Il problema, ormai lo ammettono, è che PayPal per mandare i soldi al legittimo proprietario usa una banca (quale? Sto cercando di scoprirlo!). Certo una primaria banca, roba internazionale, mica una banchetta di provincia come quella che uso io. La loro primaria banca non ha i database aggiornati, e non gli risulta l’esistenza della mia banca di provincia, tanto che qualche tempo fa mi avevano addirittura invitato a risolvere il problema… aprendo un conto presso una banca più grande!
L’altra rilevante novità è che PayPal sta letteralmente spammando la mia mailbox, con l’invio continuo e incontrollato (oggi ne ho ricevute 5) della seguente email (da notare: in risposta evidentemente ai loro stessi tentativi di prelievo per mio conto, visto che io non ne ho più fatti):
Gentile Simplicissimus Book Farm SRL,
In data odierna un bonifico elettronico di fondi dal conto PayPal al tuo conto bancario è stato rifiutato per il seguente motivo:Informazioni sul conto bancario non valide
Il nostro sistema non è stato in grado di gestire la transazione con le informazioni bancarie presenti sul tuo conto. Prova a contattare la banca per le informazioni sul conto bancario necessarie per i trasferimenti elettronici di fondi. Per ulteriore assistenza, non esitare a inviarci un messaggio email tramite il nostro server sicuro all’indirizzo https://www.paypal.com/wf/f=act_verifyba
Grazie per aver scelto PayPal, il servizio di pagamento online migliore al mondo!
Cordiali saluti,
PayPal
Naturalmente, in corrispondenza di tali messaggi, continuano a fioccare addebiti a titolo di penale a suon di 6$ ognuno per ogni tentativo di prelievo non andato a buon fine.
A tirarci su il morale (si fa per dire), la vignetta che vedete su in alto sopra, di cui potrete godere cliccandoci sopra (segnalataci da Angelo: grazie!).
A questo punto esigo anche che mi vengano corrisposti gli interessi sulla somma che avrei avuto diritto di prelevare quando avevo deciso di prelevarla, ovvero gli interessi su € 12.500,00, a decorrere dal 6 luglio scorso, data della mia prima disposizione di prelievo.
Per puro scrupolo avevo usato condizionali e punti interrogativi per comunicarvi, tre giorni fa, quella che mi veniva comunicata con ben 4 telefonate dirette dei vertici di PayPal Europe come la soluzione definitiva al mio problema di prelievo, con tanto di scuse ecc. ecc…
Bene: i due trasferimenti da 5.000 € ognuno disposti direttamente da PayPal sul mio conto per risolvere il problema sono stati rifiutati da PayPal, analogamente a tutti quelli disposti prima. Non solo: anche il prelievo di 100 € che avevo personalmente disposto, per controllare che effettivamente si trattasse di un problema relativo a presunti limiti di prelievo stabiliti da authorities europee , limiti peraltro contrattualmente insussistenti, è stato rifiutato.
Morale: ho nel mio account PayPal circa 20.000 € e non riesco, dal 6 luglio scorso, a disporne in alcun modo (per chi si fosse sintonizzato solo ora su queste frequenze, la storia comincia qui). Vi ricordo che si tratta di un account aziendale, e che dunque quella disponibilità mi serve per la normale gestione della società: pagamenti ai fornitori, tasse, bollette, compensi a collaboratori ecc…
A questo punto vorrei chiedervi un piccolo aiuto, se siete d’accordo, che potrebbe essere anche un aiuto a quelli di PayPal, ove lo sapessero interpretare: nella corrispondenza che fin qui vi sono andato esponendo (e di cui vi appiccicherò qui sotto l’ultimo scambio email di oggi) ho utilizzato un indirizzo email diretto utilizzato per la gestione delle situazioni di crisi. Ecco, vorrei rendere noto quell’indirizzo a tutti coloro che, chiedendolo qui sotto nei commenti, si rendessero disponibili a mandargli due righe sulla vicenda. Chissà, magari serve anche quello. Grazie fin d’ora.
Ecco l’ultima mail che ho inviato:
Gentile Marilu’,
Come può vedere dalla mail qui sotto, i 2 trasferimenti da voi direttamente disposti e comunicatimi come soluzione del problema la settimana scorsa sono stati di nuovo rifiutati… da voi stessi!
Ma c’è di più: mi è giunta notifica del rifiuto anche di un trasferimento di 100 Euro, da me personalmente disposto online, per verificare la vostra tesi relativa al fatto che si trattava di questioni di “limiti” agli importi del prelievo.
Mi pare ormai evidente che così non è, e la soluzione da voi prospettata non è quella reale.
Sono ormai certo che il problema è esattamente quello da me comunicato fin dall’inizio, ma che non so per quale motivo vi siete ostinati a trascurare: la banca di cui vi servite per i trasferimenti non ha nel suo database i dati della nostra banca, una banca locale, ma ovviamente in regola con tutte le normative e debitamente autorizzata da Banca d’Italia, che è nata più di un anno fa.
Vedo dal mio account che avete disposto di nuovo altri 2 trasferimenti da 5.000 Euro, ma temo che se non verrà risolto il problema la storia sia destinata a ripetersi all’infinito.
A questo punto esigo che troviate una soluzione immediata, se necessario procedendo con vostri normali bonifici anche al di fuori delle vostre normali procedure, questo non mi riguarda.
Ma a questo punto esigo anche che mi vengano corrisposti gli interessi sulla somma che avrei avuto diritto di prelevare quando avevo deciso di prelevarla, ovvero gli interessi su € 12.500,00, a decorrere dal 6 luglio scorso, data della mia prima disposizione di prelievo.
Attendo sconcertato un qualche esito definitivo di questa storia che mi sta francamente nauseando.
Grazie.
Antonio Tombolini
[UPDATE 05/09/2007: il presente post era stato scritto in un momento di evidente eccesso di ottimismo, del tutto fuori luogo, come verrà messo in chiaro dal prosieguo della vicenda].
Ci metto il punto interrogativo, e il perché ve lo dico dopo, ma sembra che la saga dei miei prelievi da PayPal, iniziata il 6 luglio scorso, stia volgendo al lieto fine. Ho appena ricevuto la seguente email, di cui vi metto a parte:
Gentile sig. Antonio Tombolini,
Come da accordi telefonici intercorsi, le confermo che in data 23 agosto
2007 abbiamo trasferito la somma di 10.000 EUR (frazionata in due
prelievi di 5.000 EUR ciascuno) al suo conto bancario le cui ultime
quattro cifre sono XXXX. La prego di considerare che la tempistica per
l’accredito puo’ portare fino a 7 giorni lavorativi.
La informo altresì che le abbiamo accreditato al saldo del suo conto
PayPal la somma di 6.00 EUR, addebitata a seguito del prelievo
infruttuoso di 10.000 EUR.
La prego di non esitare a contattarmi direttamente all’indirizzo
xxxxxxxx@paypal.it per qualsivoglia ulteriore chiarimento.Distinti saluti,
Xxxxx Yyyyyy
PayPal, an eBay Company
Alcune osservazioni:
- L’intervento del sales manager italiano che mi aveva scritto settimana scorsa mi è parso tutt’altro che ininfluente, e voglio ringraziarlo da qui.
- Ci metto il punto interrogativo perché l’operazione mi è stata comunicata ma, visti i precedenti, aspetto l’effettivo accredito sul mio conto bancario.
- Ci metto il punto interrogativo perché il prelievo è andato in porto ma solo grazie ad un intervento diretto dei funzionari PayPal. A tutt’oggi non ho ricevuto, se non telefonicamente e in maniera ancora provvisoria, chiarimenti sui motivi del disguido, e dunque non sono sicuro che non ricapiti alla prossima occasione.
- Senza questo blog non avrei mobilitato le truppe di PayPal alla soluzione del problema come è invece accaduto: nella sola giornata di oggi ho ricevuto ben 3 telefonate da altrettanti funzionari (dal quartier generale di PayPal Europe e dall’Italia) tutti ansiosi di comunicarmi la soluzione del problema, e prodighi di scuse per l’accaduto.
Piccola morale sull’eterna questione blog&business: il blog può anche, a volte e raramente, servire direttamente a fare business, ovvero a vendere. La cosa che conta è che però il blog serve sempre, sia pure indirettamente, a fare business: senza questo blog avrei probabilmente dovuto spendere un bel po’ di soldi e tempo in più per gestire la cosa in telefonate, raccomandate, atti legali internazionali ecc… Stiamo parlando di qualche migliaio di Euro e di un bel po’ di ore risparmiate, grazie ad un paio di post.
E invece di correre ad aprirvi un blog, magari gratis nella nostra farm, siete ancora lì davanti al monitor a leggere i miei post, pussa via!
[Tranquilli però: nel frattempo sta prendendo corpo un nuovo incubo. Ho attivato mesi fa il servizio Bolletta@nline di Enel, disponendo l'addebito che avviene regolarmente. Altrettanto regolarmente, da quando l'ho attivato, mi arriva una raccomandata che minaccia di ridurmi la potenza erogata se non pago la bolletta che ho già pagato, o se non mando la ricevuta di pagamento via fax, ad un fax che la mia macchina di fax virtuale non riesce a contattare. Quel che è peggio è che costoro sembrano essere del tutto irraggiungibili: non c'è un indirizzo email per contattarli, solo una form, e nessun numero telefonico, né verde né nero]
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