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	<title>Simplicissimus &#187; Odi et amo</title>
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	<description>il blog di Antonio Tombolini</description>
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		<title>Odiare Berlusconi</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Feb 2009 08:17:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Tombolini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Odi et amo]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[englaro]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione]]></category>
		<category><![CDATA[micromega]]></category>
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		<category><![CDATA[testamento biologico]]></category>
		<category><![CDATA[tortura]]></category>

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		<description><![CDATA[Odio Berlusconi, perché mi costringe a partecipare oggi ad una manifestazione con gente come Pancho Pardi e Antonio Di Pietro :/ Mi consolo con tre cose: Beppino Englaro dice giustamente che questa manifestazione è necessaria Ci vado con tutta la famigliola Vedrò anche un sacco di amici e gente che mi garba PS Chi lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Odio Berlusconi</em>, perché mi costringe a partecipare oggi ad una <a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/i-dettagli-della-manifestazione-a-piazza-farnese/">manifestazione</a> con gente come Pancho Pardi e Antonio Di Pietro :/</p>
<p>Mi consolo con tre cose:</p>
<ol>
<li><a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/beppino-englaro-questa-legge-e-una-barbarie-necessario-scendere-in-piazza/">Beppino Englaro dice</a> giustamente che questa manifestazione è necessaria</li>
<li>Ci vado con tutta la famigliola</li>
<li>Vedrò anche un sacco di amici e gente che mi garba</li>
</ol>
<p><del datetime="2009-02-22T09:15:27+00:00">PS Chi lo sa, magari una volta arrivati a piazza Farnese si liveblogga un po&#8217;&#8230;</del> Niente liveblogging, ho fatto da culla a Matilde che si è addormentata quando ha cominciato a parlare dom Franzoni <img src='http://antoniotombolini.simplicissimus.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Odiare FriendFeed (ovvero Maistrello über alles)</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 10:30:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Tombolini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Odi et amo]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[FriendFeed]]></category>
		<category><![CDATA[Maistrello]]></category>
		<category><![CDATA[Ning]]></category>

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		<description><![CDATA[Grandioso, illuminante post di Sergio Maistrello, che spiega come meglio non si potrebbe come e perché FriendFeed vada odiato. Oddio, in realtà lui, che è più giovane di me, lascia ancora una porta aperta: Perché non amo (ancora) FriendFeed, dice lui. Io che sono più vecchio, tendo a pensare che se una cosa nasce così, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sergiomaistrello.it/2008/07/23/perche-non-amo-ancora-friendfeed/"><strong><em>Grandioso, illuminante post di Sergio Maistrello</em></strong></a>, che spiega come meglio non si potrebbe come e perché <a href="http://www.friendfeed.com/">FriendFeed</a> vada odiato. Oddio, in realtà lui, che è più giovane di me, lascia ancora una porta aperta: <em>Perché non amo (ancora) FriendFeed</em>, dice lui. Io che sono più vecchio, tendo a pensare che se una cosa nasce così, nel 99% dei casi così resta, e dunque posso permettermi un più definitivo <em>odiare FriendFeed</em>.</p>
<p>Cosa fa di così grandioso Sergio? Riesce a dare un nome a ciò che fa la differenza, ovvero a distinguere tra un <strong>servizio</strong> e un <strong>ambiente</strong> web:</p>
<blockquote><p><em>FriendFeed crea una zona altra dove avvengono cose (repliche di cose, a essere precisi). Per seguire quelle cose devi andare lì. Devi andare in piazza, devi scendere fino in centro. Un centro, di nuovo, dentro un mondo di periferie. Sì, puoi integrare il livefeed di FriendFeed nel blog, come gli altri servizi citati, ma è solo una frazione del servizio nel suo complesso. Che vive invece della presenza frequente e collettiva degli iscritti all’interno di uno stesso spazio sociale, e del rimescolamento in quello spazio di canali e protocolli. Twitter è un servizio, FriendFeed è un ambiente. I servizi li usi e li adegui alle tue esigenze, gli ambienti li devi frequentare, nella misura in cui hai interesse o motivo di farlo.</em></p></blockquote>
<p>Insomma, mentre i <em>servizi web</em> sono cose che tu usi e te le porti in rete dove vuoi, <em>gli ambienti web</em> sono invece <em>luoghi</em> ben precisi, che &#8211; come fa <em>FriendFeed</em> &#8211; rubano, replicandone i contenuti, ciò che viene prodotto grazie ai servizi, e li mettono lì, nella loro piazza, a disposizione <em>solo</em> di chi ci va. Mentre un servizio web lo usi e ne fai quel che vuoi, e così ne sei partecipe (classicamente, ormai, Twitter, o i tool di Google), un ambiente web <em>o ci sei o non ci sei</em>, e tutte le sue belle cose o vai lì o ne sei escluso.<br />
E questo non mi piace.</p>
<p>Non a caso Sergio coglie anche il nesso tra questo ordine di ragioni e <a href="http://www.facebook.com/">Facebook</a>: come si sa <a href="http://antoniotombolini.simplicissimus.it/?s=facebook"><em>odio anche Facebook, e in fondo per lo stesso motivo</em></a>.</p>
<p>Ecco come la vedo io:</p>
<ul>
<li><em>voglio e apprezzo i servizi web ben fatti</em>, dotati di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Application_programming_interface">API</a> che mi consentano di usarli e portarmerli a spasso ovunque mi aggradi, in giro per la rete;</li>
<li><em>non voglio siti che pretendano di diventare la piazza totale e globalizzante</em>: c&#8217;è già, ed è la rete, il web, non ho bisogno di una replica della rete ad uso e consumo degli inserzionisti presenti (Facebook) o futuri (FriendFeed, c&#8217;è da scommetterci);</li>
<li><em>voglio invece sì delle piazze piccole, specifiche, da poter creare per me e per i miei amici</em>, che non abbiano la pretesa di imporsi come piazza globale, per tutto e per tutti: ecco perché mi piace Google Reader, e mi piacciono i forum (roba vintage, si direbbe ormai, ma quanta roba buona continuate a trovare lì dentro, vero o no?), e mi piace pure l&#8217;approccio di <a href="http://www.ning.com/">Ning.com</a>.
</li>
</ul>
<p><em>Augh!</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Adorare Glenn Gould</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Apr 2008 14:27:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Tombolini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Odi et amo]]></category>
		<category><![CDATA[art of fugue]]></category>
		<category><![CDATA[arte della fuga]]></category>
		<category><![CDATA[bach]]></category>
		<category><![CDATA[gould]]></category>
		<category><![CDATA[heidegger]]></category>
		<category><![CDATA[nietzsche]]></category>

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		<description><![CDATA[Pensi a Glenn Gould e vai subito con la mente alle sue sublimi esecuzioni delle Variazioni Goldberg, da quella sfacciatamente iper-virtuosistica del 1955, a quella metafisica e definitiva del 1981. Eppure il vertice della sua arte risiede secondo me nella più che controversa (e parziale) esecuzione (compratevela!) dell&#8217;Arte della Fuga. Prima di proseguire nella lettura, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href='http://www.glenngould-chair.com/italiano/storia.htm' title="La storia della sedia di Glenn Gould"><img src="http://antoniotombolini.simplicissimus.it/wp-content/uploads/2008/04/glenn-gould-chair.jpg" alt="La sedia di Glenn Gould" width="200" height="273" class="center" /></a></p>
<p>Pensi a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Glenn_Gould"><strong>Glenn Gould</strong></a> e vai subito con la mente alle sue <a href="http://www.amazon.com/State-Wonder-Complete-Goldberg-Variations/dp/B00006FI7C/ref=sr_1_1?ie=UTF8&#038;s=music&#038;qid=1209220300&#038;sr=1-1">sublimi esecuzioni</a> delle <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Variazioni_Goldberg"><em>Variazioni Goldberg</em></a>, da quella sfacciatamente iper-virtuosistica del 1955, a quella metafisica e definitiva del 1981.</p>
<p>Eppure <strong>il vertice della sua arte</strong> risiede secondo me nella più che controversa (e parziale) esecuzione (<a href="http://www.amazon.com/Art-Fugue-Anniversary-Glenn-Gould/dp/B00006FI8C"><em>compratevela!</em></a>) dell&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Arte_della_Fuga"><strong><em>Arte della Fuga</em></strong></a>. Prima di proseguire nella lettura, guardatevi almeno un po&#8217; del video qui sotto, ché altrimenti non ci capiamo.</p>
<p><iframe width="480" height="360" src="http://www.youtube.com/embed/aah-wMG9F4A?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Ora, a parte che se una lacrima non vi ha nemmen  lambito il ciglio sarà il caso che vi facciate vedere da qualcuno, sostengo che <strong><em>in nessun altro punto la musica ha espresso con maggiore nettezza la cifra e l&#8217;essenza proprie della civiltà occidentale (l&#8217;eterno ritorno dell&#8217;uguale e la volontà di potenza) altrove che nella sua esecuzione dell&#8217;Arte della Fuga da parte di Glenn Gould</em></strong>.</p>
<p>All&#8217;eterno ritorno dell&#8217;uguale giunse, e prima di ogni altro con quella nettezza, Johann Sebastian Bach, proprio con la più circolare delle sue opere, l&#8217;ultima, anzi postuma <a href="http://de.wikipedia.org/wiki/Die_Kunst_der_Fuge"><em>Die Kunst der Fuge</em></a>. Ma <strong>la <em>volontà di potenza</em>, che <em>si dispiega nel voler eseguire l&#8217;Arte della Fuga al pianoforte</em>, è un&#8217;acquisizione tutta sua, di Gould</strong>, che con questa esecuzione perviene a rendere plasticamente la moderna intuizione della co-appartenenza circolare tra interpretante e interpretato (tra autore ed esecutore), fino alla totale fungibilità dei rispettivi ruoli.<br />
Tanto che a me par di vedere il vecchio Bach sorridere soddisfatto ascoltando Gould, felice che sia riuscito a liberarlo dal polveroso sgabuzzino ad accesso controllato in cui vorrebbero rinchiuderlo i tristi fanatici della <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Performance_practice"><em>Prassi Esecutiva</em></a>.</p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/G%C3%B6del%2C_Escher%2C_Bach:_Un%27Eterna_Ghirlanda_Brillante"><em>Gödel &#8211; Escher &#8211; Bach</em></a>, certo, ovvero il cerchio dell&#8217;Eterno Ritorno.<br />
Ma <strong><em>Nietzsche &#8211; Heidegger &#8211; Gould</em></strong>, ovvero <em>la Volontà di Potenza che si appropria &#8211; gioiosamente rompendolo &#8211; di quel cerchio, e giunge all&#8217;ostensione finalmente chiara e priva di maschere del nichilismo come cifra definitiva dell&#8217;Occidente</em> (ovvero di tutti noi, orientali inclusi, beninteso).</p>
<p>[PS <em>Astenersi moralisti da passeggio, please: per lo scrivente il nichilismo (e il relativismo) è l'unica vera base solida di un possibile futuro per l'occidente e per l'uomo</em>.]</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Amare il Tablet PC</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Dec 2007 09:40:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Tombolini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Odi et amo]]></category>

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		<description><![CDATA[No, non uno qualsiasi: amo il mio, il mio Tablet PC Compaq TC1000 (nome in codice martin), che mi accompagna(va) da oltre quattro anni per ogni dove, strapazzato e sballottato, ma sempre pronto a rispondere al comando del mio mouse, della mia penna, della mia tastiera. Gli devo questo riconoscimento proprio ora che siamo sull&#8217;orlo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://antoniotombolini.simplicissimus.it/wp-content/uploads/2007/12/tabletpctc1000.jpg" class="right" alt="Tablet PC Compaq TC1000" />No, non uno qualsiasi: amo <strong><em>il mio</em></strong>, il mio <a href="http://www.tabletpc.it/tabletpc/scheda_tc1000.php">Tablet PC Compaq TC1000</a> (nome in codice <em>martin</em>), che mi accompagna(va) da oltre quattro anni per ogni dove, strapazzato e sballottato, ma sempre pronto a rispondere al comando del mio mouse, della mia penna, della mia tastiera.</p>
<p>Gli devo questo riconoscimento proprio ora che siamo <em>sull&#8217;orlo di una tragedia irreparabile</em>: venerdì scorso è precipitato dal comodino della mia camera d&#8217;albergo. Era acceso, ed è rimasto acceso, ci ho lavorato su un po&#8217;, come per consolarlo della caduta, e ho pensato che anche questa volta ci era andata bene, alleviando il mio senso di colpa. Poi l&#8217;ho spento. Dopo due ore l&#8217;ho riacceso e&#8230; <strong><em>la spia si accende, lui fa come un piccolo gèmito, lo ripete due o tre volte, ma&#8230; niente, non riparte più <img src='http://antoniotombolini.simplicissimus.it/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':-(' class='wp-smiley' /> </em></strong></p>
<p>Anni fa, mi fosse accaduta la stessa cosa, avrei pianto sui miei dati, sul software, sui programmi: adesso ho tutto su web, e non mi importa, e <em>piango il mio hardware</em>.</p>
<p>Adesso il mio povero <em>tablet</em> è in una sorta di stato vegetativo permanente: elettricamente attivo, informaticamente spento. Farò un tentativo di riparazione, non appena avrò capito dove portarlo, sperando me lo trattino bene.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Amare Mascarello, ma nel senso di Giuseppe</title>
		<link>http://antoniotombolini.simplicissimus.it/2007/11/amare-mascarello-ma-nel-senso-di-giuseppe.html</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Nov 2007 23:38:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Tombolini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Odi et amo]]></category>
		<category><![CDATA[Vino]]></category>

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		<description><![CDATA[Margherita-ginestra-pesca-nespola-rosa-anice-caffè-cioccolato-uva spina-melone-amaretto-zucchero filato. Tanto per rimanere al naso e per non dire degli occhi (velluto rosso trasparente) e del palato (seta finissima). E tutto in un bicchiere di Barolo Giuseppe Mascarello Riserva Monprivato 2003. Solo l&#8217;uva è capace di miracoli come questo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mascarello1881.com/testi/schedevini/img/barolomonprivato-g.jpg" class="center frame" alt="Barolo Monprivato 2003 Giuseppe Mascarello" /><br />
<em>Margherita-ginestra-pesca-nespola-rosa-anice-caffè-cioccolato-uva spina-melone-amaretto-zucchero filato</em>. Tanto per rimanere al naso e per non dire degli occhi (velluto rosso trasparente) e del palato (seta finissima). E tutto in un bicchiere di <strong>Barolo <a href="http://www.mascarello1881.com/">Giuseppe Mascarello</a> Riserva Monprivato 2003</strong>. Solo l&#8217;uva è capace di miracoli come questo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Amare Giacomo, ovvero: Liberismo Leopardiano</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Nov 2007 19:07:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Tombolini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Odi et amo]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Chi mi chiedesse quanto e fino a qual segno la filosofia si debba brigare delle cose umane e del regolamento dello spirito, delle passioni, delle opinioni, de’ costumi, della vita umana; risponderei tanto e fino a quel punto che i governi si debbono brigare dell’industria e del commercio nazionale a voler che questi fioriscano, vale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://antoniotombolini.simplicissimus.it/wp-content/uploads/2007/11/giacomoleopardi.jpg" class="center frame" alt="Giacomo Leopardi" /></p>
<p style="font-family: Georgia; font-size: 18px"><span style="font-size: 24px"><strong>&#8220;</strong></span>Chi mi chiedesse quanto e fino a qual segno la filosofia si debba brigare delle cose umane e del regolamento dello spirito, delle passioni, delle opinioni, de’ costumi, della vita umana; risponderei tanto e fino a quel punto che i governi si debbono brigare dell’industria e del commercio nazionale a voler che questi fioriscano, vale a dire non brigarsene nè punto nè poco.<br />
E sotto questo aspetto la filosofia è veramente e pienamente paragonabile alla scienza dell’economia pubblica. La perfezione della quale consiste nel conoscere che bisogna lasciar fare alla natura, che quanto il commercio (interno ed esterno) e l’industria è più libera, tanto più prospera, e tanto meglio camminano gli affari della nazione; che quanto più è regolata tanto più decade e vien meno; che in somma essa scienza è inutile, poichè il suo meglio è fare che le cose vadano come s’ella non esistesse, e come anderebbero da per tutto dov’ella e i governi non s’intrigassero del commercio e dell’industria<span style="font-size: 24px"><strong>&#8220;</strong></span><br />
(<strong>Giacomo Leopardi, <em><a href="http://www.leopardi.it/zibaldone10.php">Zibaldone</a>, </em>pagina 2668, 2-3 febbraio 1823</strong>)</p>
<p><em><span style="font-family: Georgia; font-size: 11px"><strong>Postilla № 1</strong>, ad uso dell&#8217;insegnante di lettere della scuola italiana: <strong>alla faccia del pessimismo cosmico!</strong></span></em></p>
<p><span style="font-family: Georgia; font-size: 11px"><em><strong>Postilla № 2</strong>, ad uso del mio lettore liberale: le adesioni al <strong>Movimento Liberista Leopardiano</strong> possono essere annunciate nei commenti a questo post. Seguirà <strong>LibLeopCamp</strong>. E non sto scherzando.  </em></span></p>
<p><em><span style="font-family: Georgia; font-size: 11px"><strong>Postilla № 3</strong>, ad uso del proprietario dell&#8217;immagine, a mo&#8217; di <strong>disclaimer</strong>: quella utilizzata qui sopra l&#8217;ho prelevata da <strong><a href="http://www.consapevolezza.it/notizie/ott-dic-2002/A_Silvio.asp">qui</a></strong>. Avrei voluto, e vorrei, poterla correttamente attribuire, ma non ci sono riuscito. Pronto a farlo al primo cenno, naturalmente.</span></em></p>
<p><em><span style="font-family: Georgia; font-size: 11px"><strong>Postilla № 4</strong>, ovvero, come usa dire oggidì, <strong>credits</strong>: debbo questa folgorante scintilla di pura filosofia alla lettura di un curioso e prezioso volume, ovverossia la <strong>Presentazione del Bilancio 2006</strong> (invero originale e godibile assai) della <a href="http://www.mythosarke.eu/">Mythos Arké</a>, società di cui mi riservo di parlare in un prossimo futuro.</span></em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Amare, ma che dico, adorare Pierangelini</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Nov 2007 04:02:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Tombolini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mangiare e bere]]></category>
		<category><![CDATA[Odi et amo]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;I blog stanno al giornalismo come la pedofilia all’amore&#8221; Ma sì, dai, mi pento e ritratto tutto. Fior di commentoni mi hanno convinto, non si fa così, ne va del Movimento (come sarebbe a dire quale Movimento? Ma quello del Buon Nome della Cucina Italiana, cribbio!). Non si fa così, non si può usare il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://antoniotombolini.simplicissimus.it/wp-content/uploads/2007/11/grandegiornalistagastronomico.jpg" class="center frame" alt="GGG - Grande Giornalista Gastronomico" /></p>
<blockquote class="right"><p>&#8220;I blog stanno al giornalismo come la pedofilia all’amore&#8221;</p></blockquote>
<p>Ma sì, dai, <strong>mi pento e ritratto <a href="http://antoniotombolini.simplicissimus.it/2007/11/odiare-pierangelini.html">tutto</a></strong>. Fior di commentoni mi hanno convinto, <em>non si fa così, ne va del Movimento</em> (come sarebbe a dire <em>quale Movimento?</em> Ma quello del <em>Buon Nome della Cucina Italiana</em>, cribbio!). Non si fa così, non si può usare il verbo <em>odiare</em>, neanche rifugiandosi, come ho vigliaccamente fatto io, dietro lo schermo dell&#8217;ambiguità catulliana: ché mica uno che ti legge il blog deve averci pure la patente da esperto di letteratura latina, ari-cribbio! E poi vuoi mettere come sarebbe migliore il mondo se nessuno usasse il verbo odiare? Se magari venisse cancellata la parola stessa da ogni vocabolario?</p>
<blockquote class="left"><p>&#8220;Una volta, prima dell’invenzione di internet, i disperati che vivevano in solitudine venivano definiti sfigati, ora blogger&#8221;</p></blockquote>
<p>I più premurosi e affettuosi mi hanno invitato a <strong><em>cancellare</em></strong> quel mio post, così <em>violento-signora-mia</em> e <em>inopportuno</em>, ma cancellarlo significherebbe cancellare le tracce della mia nequizia: invece no, voglio che restino a imperitura memoria, a onta mia e della mia progenie, <em>in secula seculorum</em>.<br />
Io voglio però fare <strong>di più e meglio</strong>, voglio che il mondo sappia che <strong><em>io quell&#8217;uomo, ma cosa dico, quel cuoco, ma cosa dico, quel filosofo, ma cosa dico, quel poeta, ma cosa dico, quel genio, Fulvio Pierangelini, io lo amo, anzi, lo adoro.</em></strong></p>
<blockquote class="right"><p>&#8220;‘nickname’ va tradotto con ‘delatore’ piuttosto che ’spia’&#8221;</p></blockquote>
<p>E per far capire a tutti voi come non si possa non amarlo, voglio mettervi a parte di alcune sue <strong><em>affettuose considerazioni su blog, bloggers e dintorni</em></strong>, fresche fresche, di poche decine di ore fa. Le riporto con animo grato e commosso:</p>
<blockquote><p><strong><em><span class="testonormale">“I blog stanno al giornalismo come la pedofilia all’amore. (&#8230;) Una volta, prima dell’invenzione di internet, i disperati che vivevano in solitudine venivano definiti sfigati, ora blogger, così come &#8216;nickname&#8217; va tradotto con &#8216;delatore&#8217; piuttosto che &#8216;spia&#8217;.”</span></em></strong></p></blockquote>
<p>Ma che ometto delizioso, nevvero? Vien proprio voglia di sedersi al suo desco ospitale, già già.</p>
<p>[<strong>UPDATE</strong>: <em>per <a href="http://blog.gamberorosso.it/bonilli/">Bonilli</a> è ormai tardi per fare marcia indietro. Ma <strong>qualcuno avvisi subito <a href="http://vizzari.blogautore.espresso.repubblica.it/">Vizzari</a> <a href="http://vino.blogautore.espresso.repubblica.it/">Rizzari e Gentili</a>, per l'amor di Dio!</strong> Debuttare con un blog, per un vero giornalista, pare non sia una cosa così per bene! <img src='http://antoniotombolini.simplicissimus.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' />  Fuor di celia, benvenuti in questo covo di pedof... ops, di liberi pensatori: leggerò con interesse, naturalmente</em>].</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Succede a cena, specie se è una Cena Lunga (in altre parole: amare i blog)</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Nov 2007 22:50:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Tombolini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Odi et amo]]></category>
		<category><![CDATA[Webismi]]></category>

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		<description><![CDATA[[Disclaimer: post lunghino e pallosetto anzichenò] Metti 80 bloggers a cena, tutti insieme, a Milano. Tipo ieri sera, la Cena Lunga, magnificamente escogitata e mirabilmente organizzata da Giovy: caro Giovy, altro che Facebook! Dico sul serio, e passo a dimostrarlo. Ok, il piacere di passare insieme con gente che senti affine diamolo per scontato (e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[<em>Disclaimer</em>: post lunghino e pallosetto anzichenò]</p>
<p><strong>Metti 80 bloggers a cena</strong>, tutti insieme, a Milano. Tipo ieri sera, la <a href="http://www.giovy.it/2007/11/15/la-mia-cena-lunga/"><strong>Cena Lunga</strong></a>, magnificamente escogitata e mirabilmente organizzata da <a href="http://www.giovy.it/">Giovy</a>: caro Giovy, <em>altro che Facebook!</em> Dico sul serio, e passo a dimostrarlo.</p>
<p>Ok, il piacere di passare insieme con gente che senti affine diamolo per scontato (<em>e ti pare niente!</em>). Ma come la mettiamo con la gracchiante vocina di quello che ti dice <em>&#8220;eh, ma dai, &#8216;ste cene dei blogger, sempre lì a parlare delle solite cose ecc. ecc. ecc&#8230;&#8221;</em>?</p>
<p><strong>Balle</strong>. A me ier sera è capitato, senza programmare alcunché, senza rinunciare a nulla della levità dell&#8217;occasione, in maniera del tutto naturale e imprevista, quanto segue:</p>
<ul>
<li>avere uno scambio niente male con un manager Barilla su cose che mi interessano assai;</li>
<li>programmare un appuntamento per settimana prossima con quelli di un importante quotidiano nazionale, per questioni relative a ebook ecc&#8230;;</li>
<li>ricevere una richiesta di quotazione per una grande catena di distribuzione su un prodotto di cui mi occupo;</li>
<li>impostare un lavoro di sviluppo applicazioni su iLiad con uno dei partecipanti, probabilmente uno degli sviluppatori più geniali che abitino la rete in Italia;</li>
<li> proseguire una trattativa già avviata in sede formale in una sede assai meno formale ma quanto più efficace;</li>
<li><strong><em>ecc&#8230; </em></strong><em>(e sottolineo eccetera!)</em></li>
</ul>
<p>Senza contare (<em>e ti ri-pare niente!</em>) le idee che &#8211; di ritorno da quella serata &#8211; mi sono venute in mente ripensando ai rapidi scambi avuti con le persone incontrate lì.</p>
<p>Il punto interessante ora è il seguente: <strong><em>qual è l&#8217;insegnamento che si ricava da tutto ciò?</em></strong></p>
<p>Eccolo: <strong><em>i bloggers, </em></strong><em>generally speaking</em><strong><em>, sono gente speciale</em></strong>. Beninteso non nel senso di una differenza antropologica col resto del mondo. Nel senso però di persone in qualche modo segnate da <strong><em>un&#8217;esperienza, il blogging, del tutto speciale</em></strong>.</p>
<p><strong><em>I blog sono a tutt&#8217;oggi l&#8217;esperienza web più rispondente all&#8217;essenza della rete</em></strong>, intesa come molteplicità e pluralità di luoghi e di persone che li abitano, in libera relazione tra loro. E sono queste <strong>libere relazioni che nascono in rete</strong> a rendere così speciali queste persone, a far sì che quando le metti insieme (possibilmente a tavola) possa sprigionarsi un&#8217;<strong>energia creativa</strong> che nessun seminario o corso o training potrà mai neanche lontanamente sognarsi di produrre.</p>
<p>[<em>Bonus link</em>: <a href="http://www.flickr.com/photos/tags/cenalunga/">le foto della Cena Lunga</a>; <a href="http://it.blogbabel.com/search/entries/cena%20lunga/">i post dedicati alla Cena Lunga</a>]</p>
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		<title>Odiare Facebook</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Nov 2007 23:01:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Tombolini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Odi et amo]]></category>
		<category><![CDATA[Webismi]]></category>

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		<description><![CDATA[Ebbene sì, adesso basta, lo dico: ho resistito, ho aspettato, ho cercato di capire. Ho rischiato perfino di ingannare me stesso: Ma come, piace a tutti, lo usano tutti, non può essere così sbagliato! E invece no: il re è nudo, e Facebook non serve a niente. Da quando ho creato un account su Facebook [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://antoniotombolini.simplicissimus.it/wp-content/uploads/2007/11/stop-facebook.jpg" class="left" alt="Stop Facebook" />Ebbene sì, adesso basta, lo dico: ho resistito, ho aspettato, ho cercato di capire. Ho rischiato perfino di ingannare me stesso: <em>Ma come, piace a tutti, lo usano tutti, non può essere così sbagliato!</em></p>
<p>E invece no: <strong><em>il re è nudo, e <a href="http://www.facebook.com/">Facebook</a> non serve a niente</em></strong>.</p>
<p>Da quando ho creato un account su Facebook (saranno ormai due mesi, o giù di lì) non sono riuscito a farci altro che:</p>
<ul>
<li><em>accettare inviti di amici</em></li>
<li><em>installare applicazioni (per lo più stupidissime) su invito degli amici</em></li>
<li><em>provare queste applicazioni per scoprirne regolarmente l&#8217;inutilità</em></li>
<li><em>visualizzare malgré moi pubblicità di ritardanti dell&#8217;eiaculazione precoce o (nel migliore dei casi) di servizi di dating<br />
</em></li>
<li><em>disinstallare le applicazioni</em></li>
<li><em>rifiutare l&#8217;invito ad installare nuove applicazioni</em></li>
</ul>
<p><strong>Ora basta</strong>. All&#8217;inizio pensavo che i miei fossero pregiudizi: mi sembrava uno strumento <em>contro-natura</em>, rispetto  alla natura della rete, intendo. Il tentativo in definitiva violento di voler ridurre la rete a sé, o se preferite il tentativo delirante di voler espandere sé a coincidere col tutto della rete. Invece se la rete ha un senso esso risiede nella pluralità dei luoghi e delle connessioni, nella pluralità e nella fluidità delle connessioni, <a href="http://www.smallpieces.com/"><em>small pieces loosely joined</em></a>.</p>
<p>Non erano pregiudizi, ora mi sento di dirlo: <strong><em>Facebook rema contro l&#8217;essenza della rete</em></strong>, non fa per me. Magari cambierà, ma per ora, sorry, me ne vado.</p>
<p>[Nel frattempo segnalo che <a href="http://www.gaspartorriero.it/2007/11/bye-bye-facebook.html">Gaspar</a> se n'è andato anche lui da Facebook, per le scelte pubblicitarie che sta facendo. Mentre di diverso parere - a favore di Facebook, ma per lo stesso motivo per cui io ne scappo (<em>"è il social network definitivo"</em>) - è <a href="http://www.giovy.it/2007/11/09/facebook-consigli-per-luso-produttivo/">Giovy</a>]</p>
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		<title>Odiare Pierangelini</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Nov 2007 12:13:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Tombolini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mangiare e bere]]></category>
		<category><![CDATA[Odi et amo]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Cucino per esprimermi, il mangiare non mi interessa, non assaggio mai, non mangio mai i miei piatti, non mi interessa, lascio che li mangino gli altri, a me non interessa&#8221; Ci avevo mangiato cinque anni fa, al suo celebrato Gambero Rosso di San Vincenzo. Molto male. E il servizio era stato pessimo, lento, scortese, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="right"><p><em>&#8220;Cucino per esprimermi, il mangiare non mi interessa, non assaggio mai, non mangio mai i miei piatti, non mi interessa, lascio che li mangino gli altri, a me non interessa&#8221;</em></p></blockquote>
<p>Ci avevo mangiato cinque anni fa, al suo celebrato <em>Gambero Rosso</em> di San Vincenzo. Molto male. E il servizio era stato pessimo, lento, scortese, e con errori marchiani (compreso il tentativo di rifilarmi di soppiatto un vino di annata diversa da quella richiesta ed esposta in carta).<br />
E tuttavia non ne avevo mai parlato: un errore, si sa, una giornata storta, ecc. ecc&#8230;, ok.</p>
<p>Sospettavo che il personaggio, lui, <strong><em>Fulvio Pierangelini</em></strong>, fosse un bluff, ma mi sono astenuto dal sostenerlo, per &#8211; diciamo così &#8211; <em>insufficienza di prove</em>.</p>
<p>Oggi, questa mattina, <strong>la rivelazione</strong>: ho ascoltato letteralmente rapito la sua delirante intervista a <em>Radio3</em> (<strike>non la trovo ancora disponibile da linkare nel sito, sorry</strike> <em>il buon Fabrizio, nei commenti, ha scovato il <a href="http://www.radio.rai.it/player/player.cfm?Q_CANALE=http://www.radio.rai.it/radio3/terzo_anello/storiedidesiderio/archivio_2006/audio/storiedidesiderio2006_09_10.ram">link all&#8217;intervista</a> da cui si desume che quella da me ascoltata domenica scorsa è la replica di un&#8217;intervista rilasciata dal Nostro un anno fa</em>)  da cui si apprende, frammisto ad altre perle, quanto segue (cito all&#8217;impronta):</p>
<ul>
<li><em>io ho un rapporto intellettuale col cibo, cucino per esprimermi, il mangiare non mi interessa, non assaggio mai, non mangio mai i miei piatti, non mi interessa, lascio che li mangino gli altri</em></li>
<li><em>i miei piatti migliori non li metto in carta, devo difenderli, non posso metterli alla mercè del primo che capita</em></li>
<li><em>quando vado al mercato mi lascio rapire ad esempio da una patata, la tocco, la sento, ne carpisco l&#8217;anima, e io gli do la mia, ecc. ecc&#8230; </em>(a questo punto mia figlia, che era lì, è scoppiata a ridere, e non sono riuscito a cogliere tutto il resto, sono spiacente)</li>
<li><em>vorrei passare un inverno ad andare nelle case di vorrebbe venire a mangiare da me per guardare nella sua dispensa e nel suo frigorifero, per valutare se è giusto che possa venire a mangiare nel mio ristorante</em></li>
<li><em>oh, sì, il Sassicaia, noi cerchiamo di bere sempre il Sassicaia</em></li>
<li><em>lo so, sono un tipo scomodo, dico sempre quello che penso e mi faccio molti nemici. Certo ho anche alcuni amici, ma pochi, come ad esempio Veronelli-Bonilli-Vizzari-Marchi-Paolini-</em>(&#8230; segue elenco completo dei critici gastronomici dell&#8217;ultimo trentennio)<em>, ma per il resto&#8230;</em></li>
<li><em>la musica è tutto per me, non saprei vivere senza ecc. ecc. </em>(il conduttore annuncia il brano scelto dal famoso chef, un brano emblematico di questo suo legame profondo con la musica. Parte un Barry White d&#8217;annata)<em> </em></li>
</ul>
<p>Ovviamente c&#8217;è dell&#8217;altro, molto altro, assolutamente da non perdere. Per farsi quattro risate, lì per lì. Per lasciarsi poi prendere da un po&#8217; di amarezza, per come un bluff possa fare tanta strada. Per infine dirsi, sereni, che in fondo, nel mondo della cucina, e della cosiddetta <em>alta ristorazione</em>, non si vede perché dovrebbe andare diversamente che in altri àmbiti della vita: ci sono cose belle, serie, vere, e ci sono i bluff. <strong><em>Pierangelini è un bluff</em></strong>. Pazienza. Tanto basti per non parlare più di Fulvio Pierangelini, e guardare al resto, voltando pagina.</p>
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