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febbraio 19th, 2007 — Mangiare e bere, Notizie Clericali
E’ stata aggiudicata al prezzo di £3.995,00 (poco meno di 6.000€) questa bottiglia di Führerwein 1943, vino del Führer, raffigurante il criminale nazista Adolf Hitler, e contenente un vino rosso (anzi, ovviamente, nero: Schwarzer Tafelwein, recita l’etichetta) di certo imbevibile, per molti motivi. La bottiglia veniva da Hitler regalata ai suoi cari gerarchi in occasione del suo compleanno. L’asta si è tenuta in Inghilterra la settimana scorsa. Massimo riserbo sull’acquirente. [via Dr. Vino's wine blog]
gennaio 9th, 2007 — Mangiare e bere, Notizie Clericali
Da quando bazzico Slow Food (ora meno), e cioè almeno dal 1997, mi avevano sempre detto che l’associazione non avrebbe mai consentito di abbinare il suo nome a iniziative enogastronomiche commerciali private. La realtà mi appare oggi alquanto diversa.
La fredda cronaca:
- Qualche tempo fa, nell’aprile 2003, Oscar Farinetti, patron di Unieuro (sì, quelli che hanno ridotto il povero Tonino Guerra alla macchietta dell’ottimista, ma questo è un altro discorso), cede la catena al Gruppo Dixons, incassando adeguato guiderdone.
- Il Farinetti, piemontese e appassionato di enogastronomia, pensa di mettere in piedi nell’enogastronomia di qualità lo stesso meccanismo basato sulle grandi superfici di vendita già collaudato nell’elettronica: nasce Eataly (gestire il limite, per l’appunto, come recita il claim).
- L’Agenzia di Pollenzo spa è società che dal punto di vista finanziario ha realizzato investimenti negli anni fra il 2003 e il 2005 per complessivi 22,6 milioni di Euro per la ristrutturazione del complesso architettonico carloalbertino di Pollenzo, finanziata in parte con successivi aumenti di capitale e in parte con l’accensione di un finanziamento pari a 8 milioni di Euro con il pool di banche San Paolo IMI – Banca di Roma, e a fronte di tali investimenti ha realizzato, nell’anno 2005, un fatturato pari a Euro 806.000 composto da canoni di affitto e da rimborsi spese ricevuti da Banca del Vino, Università di Scienze Gastronomiche, Ristorante Guido e Albergo dell’Agenzia, attuali locatari della struttura.
- Il 28 maggio 2004 Oscar Farinetti viene nominato, pare a seguito di un ingente investimento e su proposta di Carlin Petrini, Presidente del CdA della Agenzia di Pollenzo spa, società a capitale misto pubblico-privato, attraverso cui Slow Food gestisce l’Università di Scienze Gastronomiche, la Banca del Vino, l’Albergo dell’Agenzia, nonché le strutture e attività ad essa connesse.
- il 30 gennaio prossimo apre i battenti a Torino Eataly, il più grande centro enogastronomico d’Italia, 11.000 (undicimila) metriquadri di prodotti tipici a profusione.
- Nel sito di Eataly fa bella mostra di sé, in tutte le pagine, un link Eataly – Slow Food.
- Andandolo a vedere, ci si dice che a quello di Torino seguiranno altri centri, sempre di dimensioni significative (da un minimo di 5.000 ad un massimo di 10.000 metri quadrati) ed in luoghi di grande fascino a Genova, Milano, Verona, Roma, Bologna, Firenze, Napoli, Bari e Palermo.
- Proseguendo nella lettura si arriva al paragrafo SLOW FOOD ITALIA, dove si legge che la benemerita Associazione ha accettato il ruolo di consulente strategico di Eataly, individuando in questo progetto una forma moderna e innovativa di distribuzione alimentare, da affiancare (proprio nelle grandi città) ai progetti di filiera corta che l’associazione sostiene in tutto il mondo. Ci si accorge così che si tratta dello stesso testo che viene pubblicato proprio ieri nel sito Slow Food per annunciare l’apertura di Eataly. Ne proseguiamo quindi la lettura di là.
- Slow Food, elencati i motivi che l’hanno spinta ad accettare tale consulenza (motivi di ispirazione ideale, ben s’intende), si preoccupa di chiarire la partecipazione al progetto non ha quindi natura speculativa (come d’altro canto non potrebbe essere per un’associazione no profit): Slow Food Italia non ha quote azionarie di Eataly, non riceverà provvigioni sulle vendite, non gestirà spazi commerciali o di ristorazione, non concederà l’utilizzo del proprio marchio (che comparirà solo nelle attività gestite direttamente dall’associazione, come ad esempio le iniziative didattiche, e negli spazi dedicati ai Presìdi).
Uhmmm… passiamo a qualche domanda:
- Il fatto che Slow Food non incassi da Eataly provvigioni sulle vendite, significa che la sua consulenza a Eataly è svolta a titolo gratuito? In tal caso, potrebbero usufruirne anche altri soggetti privati alle stesse condizioni?
- Se invece, come sembra più plausibile, a fronte della sua consulenza Slow Food riceve da Eataly un adeguato compenso, cosa vuol dire affermare che la partecipazione al progetto non ha natura speculativa? Forse che ricevere soldi in forma di provvigioni ha natura speculativa e riceverli invece in forma di onorario non ce l’ha?
- Che senso ha precisare che Slow Food non concederà l’utilizzo del proprio marchio, quando il proprio nome è presente in tutti i luoghi e materiali di comunicazione propri di Eataly, online e offline (come peraltro appare giusto, visto che si avvale di tale consulenza proprio a questo scopo)?
- La consulenza che Slow Food presta a Eataly è concessa in esclusiva, o potrebbe oggi chiunque avvalersene allo stesso modo?
- Se la risposta a quanto sopra fosse negativa, c’entra niente il fatto che Eataly sia controllata dalla stessa persona che riveste la carica di Presidente della Agenzia di Pollenzo spa, o la cosa è del tutto casuale?
In calce al comunicato di Slow Food su Eataly, si precisa opportunamente che l’Associazione, attraverso Sebastiano Sardo sebasardo@slowfood.it, è a disposizione per ogni ulteriore informazione: ne approfitterò per girare a lui le domande di cui sopra, premurandomi di farvi conoscere, come giusto, le sue risposte.
[Disclaimer: il sottoscritto in materia è tutt'altro che neutrale. Viene infatti da una lunga militanza in Slow Food, interrotta per mancata condivisione delle linee di sviluppo intraprese, nonché da quasi dieci anni di iniziative e interessi professionali relativi proprio al settore enogastronomico].
dicembre 26th, 2006 — Notizie Clericali
La preghiera con cui la Chiesa conclude la giornata, ogni giornata, all’ora di compieta, è il Cantico di Simeone (Nunc dimittis), un ebreo al quale era stato profetizzato che non sarebbe morto finché non avesse visto il Messia. Quando finalmente può abbracciare Gesù bambino, Simeone prorompe in una preghiera, che altro non è che la preghiera di chi supplica il suo Signore di poter morire in pace:
- Ora lascia , o Signore, che il tuo servo
- Vada in pace secondo la tua parola:
- Perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza
- Preparata da Te davanti a tutti i popoli:
- Luce per illuminare le genti
- E gloria del tuo popolo Israele.
(Lc 2:34)
Non v’è dubbio che così facendo il vecchio Simeone – e con lui, ogni giorno, il popolo di Dio – ogni sera, tutte le sere, renda "nota, in quanto ripetutamente e pubblicamente affermata, la volontà del Dott. Welby (e di tutti i buoni cristiani, ndr) di porre fine alla propria vita".
Non saprei dire se, come afferma il Vicariato di Roma nel negare i riti religiosi a Welby, "ciò contrasta con la dottrina cattolica (vedi il Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 2276-2283)": certo è che in questo caso la cosa dovrebbe preoccupare i nostri pastori, poiché significherebbe che detto codesto catechismo contrasta col Vangelo.
dicembre 23rd, 2006 — Notizie Clericali
Sicura, quasi rocca in alto monte,
seder sovresso una puttana sciolta
m’apparve con le ciglia intorno pronte.
(Dante, Purgatorio, Canto XXXII)
«In merito alla richiesta di esequie ecclesiastiche per il defunto Dott. Piergiorgio Welby, il Vicariato di Roma precisa di non aver potuto concedere tali esequie perché, a differenza dai casi di suicidio nei quali si presume la mancanza delle condizioni di piena avvertenza e deliberato consenso, era nota, in quanto ripetutamente e pubblicamente affermata, la volontà del Dott. Welby di porre fine alla propria vita, ciò che contrasta con la dottrina cattolica (vedi il Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 2276-2283; 2324-2325). Non vengono meno però la preghiera della Chiesa per l’eterna salvezza del defunto e la partecipazione al dolore dei congiunti»
(Comunicato ufficiale del Vicariato di Roma)
dicembre 3rd, 2006 — Notizie Clericali
Questa avrei voluto scriverla io. Hey… ma l’ho scritta io!
novembre 3rd, 2006 — Notizie Clericali
Tre giorni fa il mio amico Alberto manda ai suoi amici una mail che sprizza gioia da tutti i pori: E’ nato Alessandro Tremolada!
Oggi ricevo ancora da lui una mail di diverso tenore, che sprizza sacrosanta rabbia da tutti i pori. Non so fare di meglio che riprodurla qui, senza commenti:
Come sapete sono neo-papà di Alessandro Tremolada nato il 31/10,
e Vi ringrazio per gli auguri.
Purtroppo tuttora ricoverato, presso il Presidio Ospedaliero
Macedonio Melloni a Milano.
Cosa abbiamo scoperto oggi?
Che per probabile negligenza di un operatore
in sala parto ( pur essendo scritto in cartella ), non
è stata fatta profilassi antibiotica di copertura
a mia moglie.
Mio figlio ha così contratto infezione, che è in fase
di trattamento antibiotico.
Chi mi garantisce che in futuro non abbia problemi di
salute, causa negligenza?
Per risparmiare una flebo da pochi euro?
L’importante è portarsi i telefonini in sala parto.
La preoccupazione non è solo per il mio caso personale,
ma che possa succedere ad altre persone.
Questa è la sanità, dove la nostra vita è in mano anche agli
incompetenti ( che spesso la fanno franca ).
Su un punto concordo con Voi, che sono le persone che fanno
la differenza.
Si investono milioni e milioni e poi per un errore, all’apparenza
stupido, le Istituzioni possono avere danni rilevanti ( di immagine
e reputazione ).
Sul miglioramento delle persone dobbiamo lavorare tutti assieme.
Scusate lo sfogo bisogna dare voce a quanto non funziona.
Saluti.
Alberto Claudio Tremolada
ottobre 31st, 2006 — Notizie Clericali, Relativismi
Mi ha sempre dato assai fastidio il moralismo di quelli che se la prendono con Halloween: ah, orrore, una roba finta, americana, che non c’entra niente con noi, che ci lasciamo colonizzare come al solito. La mia esperienza testimoniava il contrario, e sono felice oggi di portare una pezza d’appoggio di carattere etimologico, grazie al mio amico Gianluigi Mazzufferi, che mi segnala questa intervista di Paolo Gulisano, da cui cito: Il nome Halloween altro non è che la storpiatura americana del termine – nell’inglese di Irlanda – All Hollows’ Eve: La vigilia di Ognissanti.
Tiè!
ottobre 6th, 2006 — Notizie Clericali
Oggi i giornalisti fanno sciopero. Dice che con quest’andazzo di collaborazioni volanti chissà dove andremo a finire, il Grande Giornalista è preoccupato, preoccupatissimo: mica per lui e le sue tasche, no, è preoccupato per noi, per la Qualità dell’Informazione.
Mah. Io so che ho capito di più, negli ultimi giorni, sulla realtà e la consistenza del mercato del vino in Italia leggendo I numeri del vino, il neonato blog di Bacca, che non leggendo tonnellate di articoli su giornali e riviste specializzate.
Mah, io so che ho capito di più del vino e dell’America, e del vino in America, dal blog-reportage del viaggio che Gianpaolo Paglia (Poggio Argentiera) ha fatto negli States, che da tante dotte disquisizioni di giornalisti e marketers specializzati.
Amici giornalisti, vedete un po’ voi: a me mi sa che la vostra professione (come tante altre, un giorno dirò qualcosa di quella del venditore) avrebbe un gran bisogno di ripensarsi criticamente. Ma se preferite barricarvi dietro i vecchi concetti e tutelarvi in quanto casta sacerdotale, attenti: la secolarizzazione è un processo che non coinvolge (e travolge) solo le religioni, ma qualsiasi clericalismo, quelli professionali inclusi.
settembre 16th, 2006 — La Finanza spiegata agli Idioti, Notizie Clericali

E’ che si sta scaldando!

giugno 14th, 2006 — Notizie Clericali
[Disclaimer: userò un linguaggio astruso, allusivo ed ermetico, per evitare l'uso di parole che farebbero capire anche a Google di cosa sto parlando, se no mi scoprono!]
Metti che ti invitano a una specie di convegno, dove devi parlare con altri. Metti che ci vai volentieri, e pure gratis. Metti che a pochi giorni dal convegno ti chiamino per dirti "Hey, mi raccomando però, niente scherzi: tutti gli interventi dovranno essere sulla stessa linea!". Ora il mio problema è questo: ma come faccio io a sapere quale sarà la linea per essere fedele alla linea?