Ecco perché se Amazon & Co. la fanno da padroni la colpa è tutta degli editori che mettono i DRM sui loro ebook

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Ecco cosa si potrebbe fare da subito se gli editori smettessero di ingabbiare e rendere inusabili i loro ebook in formato EPUB aggiungendogli i famigerati DRM (di Adobe, o in casi molto più limitati, di altro tipo):

  1. L’utente potrebbe comprare ebook da qualsiasi libreria online, una volta qua e una là, e avere una propria libreria digitale con tutti i libri che possiede, per gestirli come crede, indipendentemente da dove li ha comprati. Creare tool di gestione di queste librerie digitali personali sarebbe già un business in se stesso. Grazie ai DRM non si può fare, ma Amazon con Kindle lo fa.
  2. I motori di ricerca semantica potrebbero indicizzare tutto il contenuto di tutti i libri: creare tool di ricerca/raccomandazione/analisi della lettura/analisi strutturale dei testi/indici analitici e un sacco di altre bellissime cose si potrebbe fare. Grazie ai DRM no, ma su Kindle sì.
  3. Tutti potrebbero leggere il libro da una pluralità di device, avendo il testo sincronizzato su tutti. Grazie ai DRM non si può fare, Kindle lo fa.
  4. Le evidenziazioni e sottolineature, così come le note e i commenti, potrebbero arricchire i libri per tutti, indipendentemente dalla piattaforma di fruizione, e chiunque potrebbe creare siti e applicazioni di vero e diffuso social reading. Grazie ai DRM non si può, ma su Kindle sì.
  5. Il mercato degli ebook illustrati interattivi e multimediali, e soprattutto quello degli audio-ebook, potrebbe finalmente partire perché la loro produzione, finalmente su formato standard (EPUB3), sarebbe economica e tutti i dispositivi avrebbero software adatti a leggerli. Grazie ai DRM non si può.
  6. E ovviamente l’utente potrebbe comprare scaricare spostare dove gli pare e leggere i suoi ebook senza i casini che provocano i DRM nel processo di acquisto. Grazie ai DRM comprare un ebook è un atto di eroismo e di fiducia sul futuro, su Kindle no, funziona tutto più liscio.
  7. Eccetera.

La realtà invece è che tutti i grandi editori, e molti dei piccoli editori che per sentirsi più fichi fanno finta di essere grandi, usano i DRM di Adobe. Questo, e solo questo, consente ad Amazon (e ad Apple e a Kobo) di lavorare su formati e piattaforme proprietarie per “rinchiudere” i propri utenti dentro i loro ambienti di acquisto e fruizione.

Ah, dimenticavo: per ottenere questo bel risultato quegli editori PAGANO ad Adobe una bella sommetta per ogni singolo download che viene fatto, perché darsi la zappa sui piedi non è nemmeno gratis. Geniale no?

Quando si dice un business scalabile: ecco i (nostri) numeri

Continuo a leggere a destra e a manca fior di analisi sul fatto che l’ebook, signora mia, non crescerebbe mica più come una volta. Poi scopri che tutto questo fior di analisi si basa sempre e solo sui dati di una associazione americana (una delle-), la AAP, che, tra le tante limitazioni, ne ha una: non ha i dati di vendita ebook di Amazon Kindle. Ad un commentatore avveduto basterebbe molto meno di questo per concludere che quei dati non servono letteralmente a niente, ma tant’è.

Io, quanto ai numeri, preferisco far parlare quelli che conosco di prima mano, quelli di Simplicissimus Book Farm, la cui attività principale consiste nel distribuire ebook: aggregare titoli presso editori (STEALTH) e selfpublishers (Narcissus) per distribuirli su tutte le librerie online disponibili, trattenendo una commissione (il 5% sulle vendite generate da STEALTH e il 10% sulle vendite generate da Narcissus).

Alcune avvertenze:

  • I dati che esporrò coprono un arco di tempo che va, in pratica, da quando anche in Italia è nato il mercato degli ebook (fine 2010 – inizio 2011), agli ultimi dati certi disponibili, quelli al 31 marzo scorso, dunque recentissimi.
  • I dati che esporrò riguardano solo il mercato italiano, e non comprendono i numeri che cominciamo a ricavare, da circa sei mesi a questa parte, dagli investimenti fatti sull’estero.
  • I dati che esporrò sono di due tipi:
    1. il numero di titoli distribuiti (quanto è grande e come cresce il catalogo dei titoli italiani distribuiti da Simplicissimus Book Farm). Qui parliamo SOLO di titoli unici e a pagamento (non si contano due volte i titoli in più formati e non si contano quelli gratuiti);
    2. il valore delle transazioni generate da questo catalogo ogni mese (in questo caso ricorrerò, per rispetto della riservatezza dei dati cui sono obbligato nei confronti dei miei soci, ad un numero indice, ponendo uguale a 100 il valore in Euro delle transazioni generate nel Gennaio 2011).

Ma lasciamo che a parlare siano i grafici.

Nel grafico seguente si può osservare la crescita del numero di titoli acquisiti e distribuiti per conto di Editori (Publishers) e Selfpublishers (Narcissus):

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Come si può notare, il numero dei titoli da noi distribuiti è passato dai 300 di Gennaio 2011 agli oltre 30mila di Marzo 2014: si è centuplicato in 3 anni e due mesi. Siamo ormai di gran lunga il maggior distributore italiano per numero di titoli distribuiti (oltre il 40% di tutti quelli disponibili in Italia).

Se osserviamo lo stesso dato nella sua distribuzione mensile, scopriamo che siamo diventati 5 volte più bravi a raccogliere nuovi titoli da editori e selfpublishers: 300 nuovi titoli nel mese di Gennaio 2011, 1500 nuovi titoli nel solo mese di Marzo 2014:

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Ma quante vendite hanno generato nel tempo questi titoli, mese per mese? Ecco il dato:

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Se noi siamo stati bravi a raccogliere titoli da distribuire presso editori e selfpublishers, il mercato è stato ancora più bravo di noi: le vendite mensili di ebook in valore sono aumentate in 3 anni e due mesi di ben 15 volte! Fatti 100 gli euro venduti in un mese nel gennaio 2011, quelli venduti in un mese a marzo 2014 sono diventati 1500.

Forse questi dati, uniti alla considerazione che il mercato italiano del libro vale, tanto per dare un parametro, circa un settimo di quello tedesco, sono sufficienti a spiegare perché abbiamo deciso di investire sull’espansione all’estero dei nostri servizi, assumendo persone (area managers per STEALTH per acquisire editori e community managers per promuovere il selfpublishing di Narcissus.me) di diverse aree linguistiche: a noi sembra che la crescita del mercato ebook non sia poi così male 😉