Il futuro dell’editoria, redux

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Come sempre accade, le cose che contano, quelle che poi determinano i cambiamenti più importanti, amano accadere un po’ di nascosto, in profondità, quasi mai in superficie. Vero per i vulcani, vero per i fiumi e le correnti oceaniche, vero per l’anima delle persone. Vero anche per le trasformazioni in atto nell’editoria. Vi affannate a partecipare a convegni glamour, a eventi oh-così-social, a conferenze costosissime e abitate dai soliti noti, per poi, et voilà, scoprire che delle cose che realmente contano si sta parlando magari (e nell’unica maniera che ha senso, cioè problematicamente) nei commenti di un blog. Di un blog piuttosto famoso, certo, quello di Wu Ming, epperò (non me ne vogliano gli amici di Wu Ming) certo non il prime time della fiera mediatica.

Ecco cosa è accaduto: Wu Ming pubblica un ebookGiap. L’archivio e la strada – (disclaimer: l’editore del loro ebook siamo noi di Simplicissimus), e com’è ovvio lo annunciano nel loro blog, presentandolo (come in effetti è) come esperimento di un paradigma per loro nuovo. Fino ad oggi Wu Ming ha sempre rilasciato gratuitamente la versione digitale dei suoi libri, sull’assunto che essa potesse fungere anche da volano per le vendite dell’edizione cartacea: non funziona più, ed è venuto forse il tempo in cui il libro è innanzitutto digitale, prima che – e solo eventualmente – anche cartaceo.

La parte interessante però sono soprattutto i commenti al blog, che hanno dato vita a una discussione e a una conversazione che tocca tutti i punti critici che l’editoria si trova a dover affrontare, e da molti punti di vista: quello dell’editore, quello del libraio, digitale o no, quello del lettore, quello dell’autore e dell’artista. Dalla produzione al marketing, dal dibattito su gratis o non gratis al rischio della concentrazione dei canali di vendita in poche mani quasi-monopoliste, dalla ripartizione dei ricavi tra i vari attori della filiera alla possibilità di pensare ancora al mestiere di scrivere come a un mestiere di cui si possa vivere. Dal self-publishing ad una nuova concezione del mestiere di editore. E altro ancora.

Insomma, lì dentro c’è tutto, o quasi. E su tutto, o quasi, avrei voglia di intervenire per dire la mia. Cosa che farò, ma… solo dopo che vi sarete letti tutto, ma proprio tutto, nel blog Wu Ming :)

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