Adesso è chiaro: i grandi editori e gli ebook store online “indipendenti” sono masochisti
I grandi editori sono davvero strani. E le librerie online non lo sono di meno.
Quando Amazon, lanciando Kindle, perorava la causa del prezzo degli ebook a 9,99$ gli editori si ribellarono a quel modello (modello wholesale: il prezzo lo decide la libreria online) propugnando il modello agency (il prezzo lo decide l’editore), con una motivazione di fondo: se lasciamo che a fissare il prezzo siano Amazon, Barnes & Noble, Apple, ecc…, costoro abbatteranno il prezzo degli ebook a livelli insostenibili, fissando nel consumatore aspettative di prezzo corrispondenti.
Gli editori l’hanno avuta vinta, e tutti, da Apple che ha cavalcato l’argomento fino ad Amazon che si è piegata ad esso, fino a Google Play che ufficialmente fa la faccia dura coi piccoli editori dicendo wholesale o niente ma in realtà accettando, stando ai rumors che si leggono in rete, il modello agency coi grandi editori. Di fatto il mercato degli ebook è ad oggi basato sul modello agency, quello che consente in teoria agli editori di fissare il prezzo, per evitare che i giganti dell’ecommerce possano portarlo a soglie troppo basse. Ma…
Ma la realtà è un’altra, ed è come spesso avviene paradossale, e tale da far concludere nel senso di un fondamentale masochismo degli editori e delle librerie online indipendenti o locali.
Con l’iniziale modello wholesale Amazon scontava gli ebook coi suoi soldi: pagava quanto dovuto all’editore, e poi semmai vendeva sottocosto, rimettendoci di suo.
Ora, col modello agency, l’editore fissa il prezzo, ma… quale prezzo sta fissando?
Questa è la novità: di fatto gli editori stanno facendo a gara per alimentare, coi loro soldi (e con quelli dei loro autori!), le offerte speciali di Amazon e di tutte le librerie online che rincorrono il Kindle Store (quanto potranno resistere a gareggiare con Amazon a chi perde più soldi?), fissando prezzi di lancio, rilancio, offerta ecc… a soglie che mai Amazon si sarebbe sognata di sostenere da sola: 0,99€ e via andare!
Risultato: gli editori stanno perdendo un sacco di soldi, le librerie online anche, e gli autori non si ribellano ancora perché non se ne rendono conto.
Ecco i conti di un ebook venduto a 0,99€:
- il 21% del prezzo va allo Stato a titolo di IVA (0,17€) e restano 0,82€
- il 35% (almeno) del prezzo al netto dell’IVA va allo store + distributore (0,29€) e restano 0,53€
- almeno il 2,5% (quando va benissimo) del prezzo compresa IVA va al gestore dei pagamenti (paypal, cartasi, bancasella, chi volete voi): sono altri 3 centesimi, e siamo a 0,50€ che vanno finalmente all’editore
- all’autore per ora l’editore paga il 25% del netto ricavato, ovvero di questi 0,50€, ovvero 125 millesimi (CENTOVENTICINQUEMILLESIMIDIEURO!)
In altre parole, se l’ebook in questione è un successone, e magari vende, che ne so, duemila copie, l’autore si metterà in tasca ben… 250 Euro! Poi dicono il self-publishing…
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