Anobii, strategia scorretta o segnale di difficoltà? O tutt’e due le cose?

| 5 Comments

Il 2 maggio scorso Anobii annuncia dal suo blog la beta pubblica del suo nuovo sito web. Nuova grafica, nuove funzioni ecc…, ma soprattutto LA cosa realmente nuova, di cui però – stranamente – non si fa cenno nel blog: Anobii cambia radicalmente natura, da vertical social network dedicato ai libri e a chi li ama, a vero e proprio ebook store in competizione con tutti gli altri.

La cosa si presta a un paio di considerazioni:

  1. Anobii si mette a vendere ebook quasi alla chetichella, cercando di dare ancora enfasi ai suoi contenuti social: questo è del tutto unfair. Come unfair è a mio avviso incamerarsi – a questo punto a scopo di vendita diretta – gli utenti e i contenuti che hanno generato nel corso degli ultimi anni, confidando sul fatto che lo stavano facendo per condividere la loro passione per i libri, e non per alimentare gratuitamente chi ora ne fa un uso diretto commerciale.
  2. La svolta ecommerce di Anobii segnala che la strategia dei vertical social network in competizione col generalista FaceBook non funziona. Almeno per i libri, a quanto pare: Librarything.com e Shelfari.com risultano praticamente morte dopo l’acquisizione di entrambe a cura di Amazon, resterebbe Goodreads.com, che forte dell’appoggio degli investitori continua ad acquisire utenti, anche se non è ancora chiaro il suo (famigerato) modello di business.

This post is also available in: Inglese