Anobii, strategia scorretta o segnale di difficoltà? O tutt’e due le cose?
Il 2 maggio scorso Anobii annuncia dal suo blog la beta pubblica del suo nuovo sito web. Nuova grafica, nuove funzioni ecc…, ma soprattutto LA cosa realmente nuova, di cui però – stranamente – non si fa cenno nel blog: Anobii cambia radicalmente natura, da vertical social network dedicato ai libri e a chi li ama, a vero e proprio ebook store in competizione con tutti gli altri.
La cosa si presta a un paio di considerazioni:
- Anobii si mette a vendere ebook quasi alla chetichella, cercando di dare ancora enfasi ai suoi contenuti social: questo è del tutto unfair. Come unfair è a mio avviso incamerarsi – a questo punto a scopo di vendita diretta – gli utenti e i contenuti che hanno generato nel corso degli ultimi anni, confidando sul fatto che lo stavano facendo per condividere la loro passione per i libri, e non per alimentare gratuitamente chi ora ne fa un uso diretto commerciale.
- La svolta ecommerce di Anobii segnala che la strategia dei vertical social network in competizione col generalista FaceBook non funziona. Almeno per i libri, a quanto pare: Librarything.com e Shelfari.com risultano praticamente morte dopo l’acquisizione di entrambe a cura di Amazon, resterebbe Goodreads.com, che forte dell’appoggio degli investitori continua ad acquisire utenti, anche se non è ancora chiaro il suo (famigerato) modello di business.
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