Ebook e biblioteche, aridaje… Ecco la mia intemerata
Sento annunciare con grande pompa una novità di livello addirittura “mondiale“: BookRepublic fornirà a MLOL (a pagamento, non saprei di quanto) che a sua volta offrirà alle biblioteche (a pagamento, non saprei di quanto) gli ebook di alcuni editori. Ecco la novità, come da apposito comunicato stampa:
In base all’accordo le oltre 2.300 biblioteche italiane aderenti alla piattaforma MediaLibraryOnLine (MLOL) potranno dare in prestito ai propri utenti gli ebook contrassegnati con watermark (o Social DRM) distribuiti da Bookrepublic. Ed è proprio in questo particolare che sta la rivoluzione. Se la protezione “DRM Adobe” poneva limiti per gli utenti (di tempo e di supporti), il contrassegno chiamato “watermark” questi limiti non li ha più: ogni ebook indicherà al suo interno la biblioteca di origine del prestito e altri dati relativi all’utente e al download, rendendo così tracciabili eventuali usi impropri. Ogni utente accreditato avrà la possibilità di scaricare un ebook ogni 14 giorni. Scaricata la copia, il titolo rimarrà occupato per i 14 giorni successivi e sarà soltanto prenotabile da altri utenti (a meno che la biblioteca non ne abbia acquistate più copie).
La novità, pare di capire, è tutta e solo nel fatto di non fare uso della tecnologia DRM di Adobe. Pessima tecnologia, per inciso, ma l’unica ad oggi in grado di gestire, su un numero sufficiente di device, una limitazione che a me pare essenziale al concetto stesso di prestito: quella temporale, la durata. Senza durata predeterminata, senza un termine posto alla fruizione, di qualsiasi bene si stia parlando, non c’è né può esserci prestito. E chi si occupa di libri dovrebbe aver caro l’uso delle parole.
Forse però sono limitato io, e mi sfugge qualcosa: vi prego dunque, convincetemi del fatto che si possa ottenere un prestito senza limiti di tempo, e mi precipiterò subito in banca a chiederne uno.
La vera mistificazione (parola forte, mi rendo conto, ma è quella che ci vuole), però, è un’altra: si dà fiato alle trombe di una presunta (e fasulla) novità mondiale, nel momento in cui si pone in atto, confermandolo, il modello dominante ovunque, a partire dagli USA, di prestito degli ebook, totalmente insostenibile (e infatti negli USA sta ormai progressivamente crollando, con gli editori che si sfilano giorno dopo giorno). Modello che se poi viene applicato, come accade, alle biblioteche civiche, che spendono denari pubblici (cioè nostri) diviene a mio avviso addirittura moralmente inaccettabile.
Ho provato a spiegarlo mille volte, l’ho spiegato anche al Congresso Nazionale Bibliotecari, apparentemente non contestato e approvato da tutti, eppure niente, si continua su quella strada. OK, rispiego tutto per l’ennesima volta, seguitemi.
Ecco cosa succede oggi negli USA (prima tra tutti Overdrive), ed ecco cosa succede anche in MLOL, compresi i titoli di BookRepublic di cui all’annuncio odierno, compresi i titoli di Edigita, e comprese altre piattaforme come MLOL che si accingono a fornire ebook alle biblioteche:
- L’editore, o il distributore che rappresenta più editori, o la piattaforma specializzata per le biblioteche che distribuisce i distributori (anche questa poi…), va alla biblioteca e gli dice “guarda quanti bei titoli ho in catalogo, ti piacerebbe averli disponibili come ebook da poter prestare?“.
- “Ma certo!“, risponde la biblioteca, che ovviamente cerca di fare il suo dovere, consistente (anche) nel disporre di libri da dare in prestito.
- “Bene, riprendono gli altri, ecco cosa devi fare: fai finta che siano come i libri di carta, dimmi quali titoli vuoi e quante copie di ciascun titolo vuoi, e mi paghi un prezzo per ogni copia. E già che ci siamo magari mi anticipi anche un tot di prezzo a prestito, facciamo tipo una ventina, che mi pagherai anche se mai nessuno chiederà quel titolo“.
Lo ripeto, vorrei fosse chiaro: stiamo parlando di denaro pubblico!
Ecco, tutto ciò è assurdo, secondo me. Fossi io il bibliotecario risponderei così:
“Ma come signor distributore, tu metti a disposizione TUTTO il tuo catalogo, con TUTTI i tuoi titoli presso TUTTE le librerie online, da Amazon in giù, senza che questi debbano pagare nulla, e da me invece vuoi dei soldi subito? E perché mai? E poi per cosa? Per fare in modo che io biblioteca sia costretta, come nel mondo di carta, a fare l’indovino, rischiando sistematicamente di pagare per titoli che nessuno vorrà mai in prestito, o all’inverso non comprando copie sufficienti di libri che molti vorrebbero in prestito anche contemporaneamente? E dove sarebbero i vantaggi del digitale?“.
Ecco allora cosa bisognerebbe fare con le biblioteche:
- i distributori integrano i loro sistemi con le biblioteche (o con le piattaforme che le rappresentano, ammesso che siano necessarie, e comincio ad avere forti dubbi), così come già fanno con le librerie online, consentendo alle biblioteche il pieno accesso e la piena disponibilità di un numero illimitato e concomitante di licenze su tutti i titoli disponibili
- la biblioteca, così come la libreria online paga solo l’ebook che ha venduto nel momento in cui ha venduto, paga al distributore SOLO l’importo concordato per ogni prestito nel momento in cui fa il prestito.
Non è difficile, giusto? E consentirebbe una effettiva soluzione ai problemi di insostenibilità economica dell’assetto cartaceo. E taglierebbe tutti gli sprechi consistenti nello spreco di denaro pubblico per cose che nessuno chiederà mai. Ma nessuno lo fa. Anche voi, perdonatemi, amici bibliotecari: tutti lì a battermi le mani al vostro congresso, perché certo che dev’essere così, però poi tutti pronti ad accettare i diktat dei vari distributori e delle varie piattaforme, che vi impongono le loro condizioni, e a cui voi vi assumete la responsabilità di destinare, del tutto innecessariamente, denaro pubblico.
E tutti oggi a gridare urrà perché, udite udite, nientedimeno, l’utente può scaricarsi gratis ogni 14 giorni un ebook e quello manco gli si cancella dall’ereader (sottinteso: chi l’ebook invece se lo compra, evidentemente è scemo).
Ecco perché se con STEALTH ci muoveremo, distribuendo i nostri editori presso le biblioteche, sarà se e solo se qualcuno si deciderà a sposare il modello pay-per-rent, facendo pagare alle biblioteche civiche (coi soldi di tutti noi!) solo ed esclusivamente un importo (molto contenuto) per ogni singolo effettivo prestito che faranno. Così la biblioteca non dovrà spendere soldi (pubblici) per “comprare” ebook che nessuno chiederà mai in prestito, né si troverà a rifiutare il prestito di un titolo perché “non l’abbiamo comprato” o perché (ridicolo!) “è già in prestito” presso un altro utente.
Ma non basta: ci muoveremo così solo ed esclusivamente su un piano di parità. Per essere più chiari: finché le biblioteche daranno spazio alle modalità già attivate, per non fare nomi, da Edigita e da BookRepublic, pagando a costoro un tot a titolo di acquisto “a prescindere” (cosa che a nessuna libreria online con scopo di lucro Edigita e BookRepublic si sognano di chiedere!), e un tot di prestiti “a prescindere“, noi non renderemo disponibili i titoli degli editori da noi distribuiti. O li renderemo disponibili solo a quelle biblioteche che rifiuteranno l’altro modello, cominciando finalmente a far valere sul serio il loro ruolo di civica istituzione.
Ma non basta ancora, cari amici di BookRepublic e cari amici di MLOL: non ho bisogno di dimostrare a nessuno cosa penso io dei DRM di Adobe, ovvero tutto il male possibile. Sono cervellotici, fatti male, e fatti per non far leggere ebook alle persone normali. Lo scrivo dal 2005, quando molti di voi, sugli ebook, avevano idee ben diverse da quelle che per fortuna hanno oggi. Ciò detto però tollero ancora meno ormai la demagogia dei cosiddetti Social DRM spesa a vanvera a ogni pié sospinto: se mai ci decideremo a rendere disponibili, alle condizioni di cui sopra, gli ebook dei nostri editori per il prestito bibliotecario, ebbene quegli ebook (che vendiamo come è noto nella quasi totalità SENZA DRM) per il prestito bibliotecario saranno muniti di DRM a tempo (per ora di Adobe, sono gli unici disponibili, se ce ne saranno di migliori ben vengano) atti a limitare il tempo di fruizione del file alla durata effettiva del prestito. Senza di che non si capisce perché mai gli editori dovrebbero alimentare un canale di prestito accanto ad un canale di vendita vero e proprio.
AUGH!
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