BookMaker, il Print On Demand per gli editori

BookMaker logoOrmai non sono più visioni sul futuro, ma numeri che parlano chiaro: le vendite dei libri di carta sono in calo, e il ricorso alla stampa tipografica tradizionale è sempre più insostenibile. Per converso la stampa digitale (il motore del POD, Print On Demand) ha fatto passi da gigante, in termini di qualità e flessibilità, ed è una realtà in fortissima crescita. Una prova? Amazon sta investendo pesantemente anche nel POD.

Abbiamo deciso di farlo anche noi, e lo abbiamo fatto innanzitutto cercando il miglior partner, per qualità ed efficienza, specializzato nella stampa digitale. Lo abbiamo trovato negli amici di Logo srl. Insieme a loro abbiamo messo a punto un servizio di stampa professionale dedicato a tutti gli editori: BookMaker. Andateci e provate a farvi un preventivo. Chi lo ha già fatto ci dice che siamo più convenienti di CreateSpace (l’analogo servizio di Amazon, per capirci).

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4 risposte a “BookMaker, il Print On Demand per gli editori”

  1. Se capisco bene però resta un servizio per gli editori, quindi ancora con la nozione di lotto e relativi problemi di magazzino.
    Vedi un futuro in cui il POD sarà esteso all’utente finale, non come autore ma come lettore?

  2. Lo stiamo studiando Luigi, e da tempo. Intanto precisare che per gli editori la logica di stock si abbatte dal “qualche migliaio” di copie alle “50 copie”, consentendo letteralmente di editare un nuovo titolo spendendo (ordine di grandezza) 100-200 euro, abbatte già di per sé una barriera fondamentale. Per quanto riguarda un pieno “print on demand”, ovvero ne vorrei comprare una me la stampi ora per favore?, la strada è senza dubbio quella segnata dalla famosa “espresso book machine”, ma è ancora antieconomica. Li contattai lo scorso anno per verificare l’opportunità di distribuirli in Italia, ma dovetti rinunciare: il costo della macchina era all’epoca di 60mila $, e sarebbe in grado di sfornare, con la tecnologia attuale, essendo ottimisti, 1 libro ogni 10 minuti, cioè 6 libri all’ora, cioè 48 libri nelle 8 ore di apertura di una ipotetica libreria. E questo nell’ottimistica ipotesi che i richiedenti si spalmino nelle otto ore, senza considerare che nelle ore di punta verrebbero persi un sacco di clienti (con una macchina si può stampare uno ed un solo libro in quei 10 minuti, e gli altri restano in coda). Con questi numeri come si può ragionevolmente pensare di rendere economicamente sostenibile la cosa? Sono sicuro che ci si arriverà, ma ad oggi non è realizzabile.

  3. Ho richiesto alcuni preventivi alla Simplicissimus per pubblicazioni in cartaceo. Qualche giorno dopo sono stata contattata dalle Edizioni Nulla Die. Mi
    sono fatta inviare dei campioni per capire quale fosse la veste grafica, convinta che foste voi o una vostra associata. Ma poi ho avuto qualche dubbio: tra gli altri quello che qualcun altro abbia avuto accesso alla mia corrispondenza e si sia frapposto. Attendo cortesi chiarimenti.

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