Entries from November 2011 ↓
November 17th, 2011 — Miscellaneous
Domani pomeriggio dovrò intervenire al 57° Congresso Nazionale AIB (Associazione Italiana Biblioteche), dove si parlerà ovviamente di ebook.
Nel tentativo di preparare qualcosa di sensato per il mio intervento, ho ripescato nei meandri delle mie clouds un appunto digitale del 6 novembre 2010, che avevo tenuto per me, in cui cercavo di rispondere alla domanda “come può funzionare un servizio di prestito digitale?“. A me sembrava ovvio dovesse essere così, e invece il mondo pare andare in tutt’altre (e più complicate) direzioni. Ciononostante a me sembra ancora oggi ovvio che debba andare… come dico io 
Domani riproporrò pubblicamente questa mia visione, magari è la volta buona che mi convincono del contrario
[Legenda: "Alexandria" è il nome in codice che avevo scelto per il servizio di digital lending ad uso delle biblioteche di Simplicissimus Book Farm. Non è ancora in piedi, e il nome probabilmente sarà un altro]
November 17th, 2011 — Miscellaneous
“Lo chef ubbidisce e fa tutto con amore“.
Il solo fatto che qualcuno abbia avuto la grandezza d’animo e la genialità di volerla lì, stampata sul menu, quasi mi commuove.
November 1st, 2011 — CEO blog
La notizia, come spesso capita in questi casi, non manca di intrinseca ironia: l’editore di BitTorrent for Dummies, John Wiley and Sons, denuncia 27 utenti BitTorrent per aver condiviso copie della sua collana for Dummies. Cosa significa tutto ciò? Mixed feelings:
- Quei libri sono tra i più piratati da sempre. Se l’editore decide proprio ora di perseguire gli utenti (è il primo caso di questo genere negli ebook) è perché il business degli ebook si sta facendo adulto.
- Quale sia l’esito finale di una strategia di persecuzione legale della pirateria basta chiederlo ai discografici: studi legali arricchiti, risorse sottratte allo sviluppo del business, bad reputation presso gli utenti (ovvero nient’altro che i potenziali clienti), espulsione definitiva dal loro stesso mercato, a favore dell’iTunes di turno. Senza neanche la possibilità di potervi rientrare: i competitor di Apple si chiamano Amazon, Google, ecc… Insomma, un disastro.
- Speravo che gli editori di libri, coi loro autori ed agenti, compresa la lezione subita dai loro colleghi musicali, non cadessero nella trappola dei DRM, ma così non è stato. Spero ancora che evitino la trappola della caccia al pirata a mezzo tribunali, ma letta questa notizia comincio a dubitare un po’.
November 1st, 2011 — Miscellaneous
Google Reader, il più diffuso e potente aggregatore e lettore di feed della rete, si rinnova (anche Google si sta facendo prendere dalla smania della sedicente bella grafica, sintomo già di per sé preoccupante) e, pensate un po’, in un colpo solo cancella la possibilità di condividere i post più interessanti.
Così io non potrò più segnalare (commentandole) le cose che ritengo più interessanti a quelli che seguono me, né io potrò giovarmi delle segnalazioni di quelli di cui mi fido.
Questa cosa è di una gravità assoluta: non per me, ovviamente, il servizio è gratis, e come tale non tollera pretese da parte degli utenti. Grave per Google, intendo, che perde una delle features chiave di quel bel pezzo di software.
Si dirà che però è stata aggiunta la possibilità di condividere su Google+ … Eccapirai, aggiungo io! Intanto per me non vale, perché uso un account Google Apps che non è utilizzabile per G+. E poi così si riduce Google Reader ad un’appendice di Google+.
Insomma, Google Reader è diventato per me inutilizzabile. Si avanzino i suggerimenti per un trasloco urgente ad altro feedereader, grazie.