Biciclette e motori

Come qualcuno dei miei venticinque lettori ricorderà, da un po’ di tempo mi sono comprato una bici da corsa, e ho cominciato a pedalare per le strade attorno alla mia Loreto.
La notizia della strage di ieri a Lamezia Terme (dieci cicloamatori falciati da un’auto, sette morti e tre feriti gravi) mi ha provocato per questo una certa partecipe apprensione, anche per i continui avvertimenti che ricevo da parenti e amici circa la pericolosità della corsa in bici su strada.

Voglio dire quel che ho sperimentato in questi primi due mesi di attività cicloamatoriale: per l’automobilista medio (me incluso, probabilmente, prima di fare questa esperienza) il ciclista non è alla guida di un veicolo che come tale ha tutto il diritto di usare la strada, ma è un intruso che ostacola la sua via. Per questo, mentre se si trova davanti un’altra automobile che non può sorpassare aspetta fino a che non diventi possibile, dietro a un ciclista, o a un gruppetto di ciclisti, se non ha spazio di sorpasso nell’altra corsia, non rallenta per aspettare, ma si attacca al clacson, impreca verso i pedalatori, e si avventura in pericolosi (per i ciclisti, non per l’auto) “sfioramenti” pur di passare senza aspettare.

Ecco dunque la mia preghiera agli automobilisti (me compreso, quando sono al volante): ricordatevi di considerare i ciclisti al pari degli automobilisti, solo alla guida di veicoli che – andando a pedali – vanno a velocità inferiore, e meritano dunque maggior rispetto e maggiore attenzione. E un’altra cosa: sappiate che il ciclista, per la sua sicurezza, DEVE cercare di occupare un po’ di carreggiata, senza tenere troppo la destra. Non imprecate dunque con lui, e non strombazzategli dietro il clacson, che rischia anche di provocargli improvvise mosse scomposte e perdita dell’equilibrio.

Insomma, cercate di non ammazzarci. Davvero grato.

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8 comments ↓

#1 Paolo Costa on 12.06.10 at 17:38

Tutto giusto. Sarebbe bene però che i ciclisti, almeno sulle strade strette come quella del lago di Como, evitassero di venire a fare la scampagnata del sabato mattina in gruppi che neanche il Giro d’Italia riesce a mettere insieme. A volte i viaggi diventano un assoluto incubo, e mi meraviglio che incidenti terribili come quelli di Lamezia Terme non accadano più spesso.

#2 Antonio Tombolini on 12.06.10 at 17:40

Io sono innocente, vado sempre da solo :)

#3 auro on 12.06.10 at 17:56

tutto vero. ora che abito in olanda anche solo per entrare in una strada secondaria mi fermo e vedo se qualche ciclista arriva da dx, hanno la precedenza anche se dovessi bloccare 3 corsie di un’arteria cittadina. ció detto, ricordo ancora con sgomento le volte in cui, in italia, passando col verde ad un semaforo, mi son visto tagliare la strada da un gruppetto di ciclisti in fuga (da cosa poi?)…

#4 renzo on 12.06.10 at 19:43

Ecco. Stessa cosa vale per gli scooteristi.
Gli automobilisti credono di poterli superare sfiorandoli. Il problema è che basta sfiorarlo e lo scooterista cade giù e si frattura il malleolo destro.

#5 Antonio Tombolini on 12.06.10 at 19:56

Vero renzo. BTW, sono anche Vespista :)

#6 Francesco Pasqualini on 12.08.10 at 17:50

per questo ed altri motivi sto cominciando a prendere in seria considerazione il fitwalking

#7 Per l’automobilista medio, il ciclista non è… « Idee per la Transizione a Carpi on 12.09.10 at 11:47

[...] per iniziare ad affrontarli, i problemi, invece che ciarlare e basta, ecco che un post di Antonio Tombolini ci ricorda una distorsione mentale che quasi tutti abbiamo (grassetti [...]

#8 joepsichip on 12.14.10 at 10:02

Io sono un bikers e preferisco l’off-road o le strade sterrate, ché le ruote grasse occupano molto più spazio e vanno pure più lente. Confido molto nella dismissione governativa/confindustriale delle ferrovie e loro rilascio per altri e salutari scopi. ;-)

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