Ebook e DRM: evviva Mondadori (ovvero: chiariamo un po’ di cose)

Curioso tutto il rumore e lo scandalo suscitato in rete dalla notizia del lancio dell’ebook store di Telecom alimentato, per ora, dai soli titoli Mondadori. Curioso e confuso, direi.

Il primo elemento di confusione è stato introdotto dalla bufala di Affaritaliani.it (a proposito, succede, ma almeno dirlo dopo no, eh?), secondo cui Mondadori avrebbe venduto i suoi ebook solo dal sito Telecom, e neanche su Bol.it (ebook store della stessa Mondadori). Tutto falso. Quelli di Book Republic, che nella corsa un po’ patetica al tutti primi si stanno dimostrando non secondi a nessuno, si affrettano a far sapere che i titoli Mondadori sono in già in vendita anche da loro (salvo sbertucciare Mondadori per l’uso dei DRM nel ridotto meno frequentato dai manager Mondadori dei circuiti underground dell’intellighentsia internettara), e lo stesso Cavallero, boss di Mondadori Libri, fa sapere in conferenza stampa che gli ebook Mondadori saranno in vendita su tutte le librerie che li vorranno (tra una settimana anche su Simplicissimus e – insieme agli ebook da Simplicissimus distribuiti – perfino su Mediaworld.it, ecc…).

Chiarito il primo punto, veniamo alla storia dei DRM: Mondadori rilascia per ora i suoi ebook con protezione DRM di Adobe, cosa che crea problemi agli utenti che comprano, e non ne crea affatto ai crakkatori che crakkano. Di qui il grido che si leva dalla rete: “Ma a Mondadori non capiscono niente? Così i loro ebook non sono leggibili né su Kindle né su iPad, e saranno ugualmente piratati, ecc…”.

Ora, che tale grido si levi dagli utenti più consapevoli e appassionati è cosa buona e giusta. Che venga però surrettiziamente utilizzato in chiave anti-Mondadori da chi sa esattamente come stanno le cose (per esempio da chi quei vituperati ebook già li vende, senza che nessuno ve l’abbia costretto) va un po’ meno bene.

E le cose stanno così: i DRM saranno adottati, al pari di Mondadori, anche dagli editori della scuderia Edigita, non appena saranno pronti: da RCS a Messaggerie a Feltrinelli, e la loro offerta non differirà in nulla da quella Mondadori.

Ci sono solo un paio di eccezioni nel panorama degli editori più grossi: Giunti e De Agostini, guarda caso entrambi distribuiti da Simplicissimus attraverso Stealth. E poi il folto e per fortuna crescente stuolo degli editori medi e piccoli che prima degli altri comprendono il problema e fanno volentieri a meno di quella pseudo protezione.

Ma non accontentiamoci, e andiamo più a fondo: perché prendersela con gli editori che usano i DRM di Adobe, cosa che non ne consente la lettura su Kindle e iPad, e non prendersela piuttosto con Amazon e Apple? Costoro infatti sono diversi solo per un aspetto: ciascuno dei due ha i suoi propri DRM, e si comporta allo stesso modo.

Non solo: siamo sicuri che la colpa sia sempre e solo degli editori più grandi e dunque necessariamente “cattivi”? Come la mettiamo con autori e agenti letterari? Crediamo davvero che il management Mondadori, o quello Feltrinelli, non sappia nulla di questi temi e sia così ignaro dei problemi legati alla scelta DRM? Io, per quel po’ che li conosco, dico di no.

E crediamo davvero che i grossi autori, e i grossi agenti letterari, conoscano queste cose in misura sufficiente a farli ragionare? Per quel po’ che ne so e li conosco, e salve eccezioni (vedi la prossima operazione Tamaro-Giunti-Simplicissimus), no.

E allora?

E allora deve essere chiaro che tutte le librerie venderanno tutti gli ebook disponibili, DRMmati o no, come è giusto che sia. Ed è altrettanto chiaro che un sacco di utenti, nell’acquistare ebook DRMmati vivranno frustrazioni ed esprimeranno malcontento e rabbia, come è sacrosanto che sia. E le librerie online, che oggi pateticamente gareggiano per lo più su chi arriva prima o su chi ha 2000 titoli invece di 1500 (come se in panorama di 250mila titoli come minimo questo contasse qualcosa), farebbero bene invece a comprendere che la vera gara si farà tra chi sarà in grado di offrire assistenza e risposte adeguate a quella rabbia e a quel malcontento che inevitabilmente si riverseranno non sugli autori, non sugli editori, ma su chi quegli ebook gli avrà venduto, assumendosene per questo la responsabilità. E se le cose andranno per il giusto verso, i DRM, intesi come invasiva limitazione d’uso imposta all’acquirente, verranno progressivamente abbandonati.

Ecco perché – mentre continueremo come stiamo facendo da anni a spiegare con caparbietà e pazienza come funziona e potrebbe funzionare questo mercato, e a spiegare che formati proprietari e meccanismi proprietari di protezione uccidono il mercato anziché favorirlo – venderemo anche dallo store Simpicissimus anche i libri Mondadori, e i libri Edigita, e i libri di tutti quelli che vorranno, senza turarci il naso, come sembra fare qualcuno: non per dire alla ristretta cerchia degli addetti ai lavori “noi ne abbiamo più di te”, ma per offrire agli utenti tutto quel che c’è, preparandoci però ad assisterli, ad affiancarli, a risolvere i problemi che in questa fase di transizione inevitabilmente ci saranno. E anche per trasmettere a editori e autori il feedback diretto dei lettori, perché aldilà di ogni retorica e ideologia, comprendano che porre lucchetti ai propri contenuti può forse funzionare per un paio di colossi o tre su scala globale (e ho dubbi alla lunga anche su questo) ma è letteralmente suicida per chiunque altro.

Troppi, in questa improvvisa conversione al verbo degli ebook, si fregiano di difendere la Cultura, o l’Autore, o l’Editore-Di-Qualità (come spesso sento dire da chi evidentemente possiede la cartina al tornasole della qualità). Troppo pochi, mi pare, intendono prendersi cura di scrittori e lettori, cercando di usare il digitale e la rete in ciò che hanno di più proprio: la capacità di infrangere barriere, di avvicinare persone, di attivare relazioni e conversazioni dirette. Questa è, per come la vedo io, la vera rivoluzione degli ebook, se mai ce ne sarà davvero una, e per questa, non per altro, intendo spendermi e lavorare.

29 risposte a “Ebook e DRM: evviva Mondadori (ovvero: chiariamo un po’ di cose)”

  1. Ok. Tutto chiaro. Almeno, quasi. Già immaginavo che avrei dovuto crakkarmi qualcosa anche con gli ebook. Però, cheppalle! A prescindere da chi sia la responsabilità, in questo paese non sembra essere più possibile nemmeno voler spendere i soldi e fare gli onesti.
    Detto questo, mi piacerebbe regalarmi un reader e sono orientato al kindle. Vado avanti?

    (n.d.rcl c’è un pere al posto di un per)

  2. Ecco il mio feedback diretto di lettore per gli editori e autori: non comprerò i vostri ebook ePub protetti da DRM e non mi rivolgerò alla pirateria. Ma eviterò anche di acquistare le versioni cartacee.

    Se vi comportate così posso fare a meno di voi, ormai non avete più il monopolio. Volendo acquistare ebook con DRM lo farò solo da Amazon.

    Da quando leggo ebook compro più titoli di prima e sono disponibile ad acquistare anche i vostri. Ma se volete i miei soldi, rinunciate al placebo dei DRM.

  3. Una frase meglio di altre può chiarire (purtroppo) la situazione: “Anche le brave persone diventano pirati in un mondo in cui le regole appaiono assurde”.
    Avrei voluto scriverla io, ma l’ha scritta Lawrence Lessig, nel libro Remix, che consiglierei a tutti di leggere (nel caso non l’abbiano già fatto)

  4. Credo che una tua frase, Antonio, condensi tutto il mio (e di altri, siamo quelli del ridotto underground, penso) diciamo così sdegno: “formati proprietari e meccanismi proprietari di protezione uccidono il mercato anziché favorirlo”.
    Soprattutto, aggiungo io, quando poi mercato ancora non c’è, non mi sembra un buon modo per incoraggiarlo. Che poi la colpa sia degli editori o degli agenti letterali o di altri della filiera sinceramente poco mi importa, perché penso che interesse di tutti sia favorirlo, questo benedetto mercato-che-non-c’è.
    E’ anche vero che con la questione del prezzo in Amazon già gli editori hanno dimostrato la loro poca lungimiranza, quindi non è detto che non continuino a darsi la zappa sui piedi in altri modi anche ad altre latitudini.
    Sulla questione degli eReader ti chiedo un parere spassionato, se mi permetti: non sembra anche a te che siano un po’ troppi, soprattutto considerato il mercato non ancora enorme e il pubblico non dico sprovveduto ma sicuramente poco informato e – non lo biasimo – confuso?
    Tu parli di Cybook Orizon, e non dubito che sia un ottimo reader, ma perché tanti device in circolazione? Anche così il mercato si frantuma e si confonde e non attira certo i timorosi, i diffidenti, ma nemmeno i curiosi, che sicuramente andando avanti così troveranno il cartaceo molto più rassicurante.

  5. come Antonio già sa, l’acquisto del mio iPad è stato anche frutto di una valutazione di spesa che teneva in considerazione il fatto che lo avrei potuto usare anche per leggere.
    Essendo ad oggi stata toccata quota sei milioni di pezzi venduti, immagino che anche altri, come me, abbiano valutato il medesimo aspetto.
    E allora mi chiedo: quale folle motivo impedisce a Mondadori, se non a rimuovere l’antistorico concetto di DRM (buono solo come ansiolitico per le paure percepite dei brontosauri degli editori), almeno a creare una piattaforma di distribuzione/app come Kindle for iPad?
    Se lo fa Amazon (che usa DRM), perché non Mondadorim Edigita e tutta la compagnia cantante?

    Due anni fa decisi di smettere, con sacrificio, di acquistare libri di carta: vediamo per quanto tempo ancora mi “obbligheranno” ad usare animali da soma vari per i miei piaceri librari.

  6. Ottimo post. Antonio é rassegnato, e fa bene, sull’atteggiamento degli editori italiani verso gli ebook e il loro DRM.
    Come diceva Napoleone degli austriaci, “toujours en retard d’une année, d’une armée, d’une idée”.
    Anche con tutto i DRM vogliamo sperare almeno che gli editori cureranno i loro ebook alla pari delle edizioni su carta ?
    Se comprate un libro di carta con il testo tutto allineato e sinistra (dunque con bordo frastagliato sulla destra), magari un libro di economia in cui le tabelle e i grafici sono in pratica poco accessibili, addirittura illegibbili, cosa pensate ? Che l’editore é poco professionale, al limite un imbroglione ?
    Ebbene rassegnatevi, questo vi aspetta, almeno per i primi anni. Se avete ha qualche notizia positiva in merito, qualche editore professionale che cura la sua edizione digitale alla pari dell’edizione cartacea, segnalatela.

    Intanto una parola sui DRM, vita vissuta.
    Uso un reader Sony PRS 505 comprato in Francia circa un’anno fa. Non é una grossa cilindrata dell’ultima generazione ma funziona egregiamente per la lettura di romanzi classici “non-DRMizzati”, rassegne stampa fatte con Instapaper o con Sigil.
    Ho usato fino ad un paio di settimane fa un software libero e gratuito (ma una donazione se l’é meritata), Calibre.
    Funziona benissimo per organizzare e convertire ebook e documenti, rassegne stampe fatte tramite Instapaper o Sigil, é semplice e intuitivo, abbastanza rapido anche se il reader non é dell’ultima generazione.

    Tutto ciò fino all’acquisto del primo ebook con DRM:
    “Tous ruinés dans dix ans ?” di Jacques Attali acquistato €13,99 invece di €15,11 dell’edizione cartacea (ottimo libro sul debito pubblico, accattivante e provocatore, stile vivace, si legge ed appassiona come un romanzo, non mancate la traduzione italiana se dovesse essere pubblicata).

    E lì si é rotto l’incantesimo. Per leggere libri coperti da DRM ho dovuto utilizzare il programma in dotazione della Sony che integra il software della Adobe che permette di togliere il lucchetto alle opere con DRM. Il programma ha un’interfaccia scadente, é lento, poco flessibile (per esempio non permette di cambiare il nome di alcuni file epub), insomma robaccia.

    La lettura del libro, la cui edizione elettronica riporta i diffetti di cui ho parlato in precedenza, é scorrevole tranne quando si riprende la lettura o quando si passa al capitolo successivo. Si può anche aspettare una decina di minuti (orologio alla mano) prima di ricominciare a leggere.

    Caro Antonio, quando tempo dovremo aspettare per avere dei libri digitali fruibili al pari dei libri di carta ?

    Le tavolette, o ebook reader, non sono in causa. La concorrenza che si sta sviluppando tra i vari produtori ha permesso di proporre ottimi apparecchi i cui software e hardware permettono già ora di replicare, migliorandola sotto molti aspetti, la lettura dei libri di carta.

    La palla adesso é nelle mani degli editori… e dei pirati di ebook.

    Per sconfiggerli due strade sono possibili: libri con DRM in edizioni scadenti o libri senza DRM, in edizione curate, ad un prezzo adeguato (diciamo almeno 20/30% in meno per tener conto dell’assenza del prodotto fisico da stampare, trasportare e molte volte portare al macero, possibilità di mettere a disposizione dei lettori l’intero catologo ad un costo marginale ridottissimo etc…)

  7. Vincenzo: quando tempo dovremo aspettare per avere libri digitali fruibili di qualità e senza DRM? Dipende da noi lettori e consumatori. Abbiamo un potere enorme, quello di votare con il portafoglio, ma non lo esercitiamo mai. Mancanza di consapevolezza o volontà? Sindrome di Stoccolma?

  8. Non è che si contesti la malvagità di Telecom/Mondadori rispetto ad Amazon ed Apple, quanto l’ottusità: Apple e Amazon possono imporre il DRM per via della loro forza sul mercato (colpire per primi o colpire meglio, come si sa, fa godere di rendita di posizione).

    Sono disposto a scommettere sull’insuccesso di Biblet con chiunque. Astenersi perditempo 😉

  9. Condivido in toto quanto scrivi, Antonio. Dissento solo su il concetto di “responsabilità”.
    Ho un Kindle, e tra amazon ed editori italiani con DRM, si, me la prendo di più con gli editori per una semplice questione di strumenti e di obietittvi.
    Nel quadro attuale, con Amzon con il kindle da una parte, e con editori italiani con EPUB DRM dall’altra, si viene a crerae uno steccato in cui i due vasi non comunicano (nella legalità s’intende).
    Esistono però dei software che permettono di trasformare i file degli editori (epub, ma senza DRM) in modo da poter essere letti dal kindle. I limiti del kindle (Amazon fa il suo gioco) possono essere quindi superati in assenza di DRM che, come più volte ribadito, sono totalmente inutili anche per gli editori in quanto aggirabili (magari pagano pure una royalty, ma spero di no). Me la prendo quindi con gli editori perchè, dato questo contesto, sarabbe facile incontarsi senza dover “popolarizzare l’illegalità”. Me la prendo con gli editori perchè è loro obiettivo raggiungerci possibilmente TUTTI (ed io voglio essere raggiunto) e, dato il contesto attuale, possono farlo con molta facilità senza perdere nulla ma soltanto eliminado uno strumento inutile come il DRM di Adobe e tutte quelle forme di DRM passate, presenti e future che sono e saranno solo strumento che danneggia e non facilita solo chi quel contenuto l’ha regolarmente acquistato.
    I drm mi sembrano più una moda, un modo per sentirsi fintamente protetti come se “se non lo metti non sta bene”, “sennò mi sento sprotetto e messo in svendita alla mercè di tutti”. Un po’ come controllare che sotto il sedile ci dell’aereo ci sia il giubbotto salvagente.
    Come sappiamo invece non è cosi e questi aspetti, editori autori ed eventauli loro “consiglieri” dovrebbero ben saperle! Se non le sai ..salle!!!
    Parliamo di grandi aziende, culle della cultura! Mi chiedo a volte quanta cultura delle “cose del mondo” ci sia e circoli al loro interno. Prima di approcciarmi all’ebook, in un paio di settimane di lettura ho:
    – conosciuto i device
    – capito i formati
    – conosciuti i DRM, loro inutilità e che esitono modi di aggirarli
    Possibile che in tanti mesi di preparazione al lancio nessuno degli editori si sia informato o nessuno li abbia informati di come stanno le cose???

    Come consumatore per ora ho sbagliato: ho voluto prendere uno dei lettori più economici e diffusi a livello globale con tutti i suoi limiti sapendo che ci sono dei modi per superarli. Minimamente mi immagginavo che prorio gli editori già in partenza non fossero pronti, anche loro, a volerli BEN VOLENTIERI superare

  10. Aggiugo solo un paio di cose:
    – il termine “salle” è volonatario 🙂
    – voglio fare i miei complimenti a SBF per il fatto di proporre (essere riuscita a proporre e consigliare) forme di DRM come il watermarking che consentono il pieno utilizzo di quanto acquistato
    – oltre al kindle aggiungo anche l’IPAD. Possibile che i 2 device più diffusi debbano avere problemi con quanto proposto dagli editori? Masochismo? Proteggersi si, ma non allontanadosi dal mercato….non ha senso. Permettetemi la metafora: è un pò come fare sesso con un preservativo spesso un centimetro 🙂

  11. Io non credo che Biblet ed Edigita siano pronti a supportare quei lettori che non riescono a leggere l’ebook appena acquistato per colpa dei DRM. Non è nella cultura delle aziende italiane (diciamo della maggior parte) pensare prima al cliente e poi a tutto il resto (e lo so per esperienza, avendo lavorato per anni in ambito qualità per una grande azienda italiana). Probabilmente inseriranno qualche piccola nota o avviso in cui declinano ogni responsabilità e di rivolgersi al produttore dell’ereader.
    La cosa migliore è quella di dare al cliente un prodotto (quasi) privo di problemi, non di avere un “ufficio reclami” che lavora efficentemente 24 ore su 24.

  12. Condivido l’articolo, ma personalmente la mia posizione è che NON comprerò libri protetti da DRM. Sono in grado di rimuovere la protezione di qualsiasi DRM oggi presente sul mercato, ma non ho intenzione di farlo. Preferisco votare col portafoglio e non comprare.

    Non accetto che un libro elettronico mi dia più problemi di utilizzo di quello cartaceo. Non accetto che il cartaceo sia MIO, lo possa prestare, strappare, possa persino denunciarne il furto se me lo fregano, mentre quello elettronico è solo un “prestito” dell’editore che ho (più o meno) il diritto di leggere e neanche di stampare….

    Comprare ora come ora, secondo il mio modesto parere, è sbagliato.

    Comprerò invece ebook senza DRM, non appena disponibili, anche fosse solo per mandare un segnale.

    Bye

    Mario

  13. Post molto condivisibile. Un paio di note: Amazon è sul mercato da ben prima che il DRM Adobe si diffondesse, e comunque ha sempre dato la possibilità agli editori di non usarlo. Che Apple non appoggi il DRM Adobe era prevedibile visti i rapporti tra le due società; nulla però impedisce ad Adobe o a qualcun altro di fare una app per leggere ebook su iPad o iPhone che lo supporti. Ce n’è già una, per quanto graficamente penosa.
    Alla fin dei conti, il fatto che il DRM Adobe non sia universale rende il DRM meno attraente: non è forse meglio?

    Se copi un ebook senza averlo acquistato stai rubando.
    Se compri un ebook con drm stanno derubando te.

  14. Se può interessare io ho trovato un app per leggere l’ebook scaricato da bol (insomma quelli con drm adobe) direttamente dull’ipad: Bluefire Reader.
    Bye.
    ( se dieci anni fa avessi letto questo post, non l’avrei capito..ebook ,drm, ipad, app).

  15. Nel frattempo noi abbiamo dato una mano a onyx, samsung e bookeen a rendere leggibili gli epub con DRM Adobe sui loro ebook reader, e ora stiamo lavorando ad una nostra analoga applicazione iphone/ipad e android. E anche a un lettore epub che gestisca anche i drm adobe per browser 🙂

  16. Bruno: pensare al cliente significa pensare all’azienda. La cultura imprenditoriale anglosassone l’ha in gran parte capito, quella italiana no.

    Antonio: anche se saranno disponibili nuove applicazioni per smartphone ed ereader in grado di gestire i DRM, continuerò a non acquistare ePub con DRM né le corrispondenti edizioni cartacee. Come consumatore, è questo il segnale che vorrei mandare agli editori.

  17. Possiamo continuare ad arrampicarci sugli specchi pur di difendere una scelta oggettivamente errata che non solo non soddisfa la domanda degli utenti dei reader più distribuiti sul mercato – vale a dire iPad e Kindle – ma anche costringe l’utente a doversi creare un tedioso account ID Adobe per poter leggere un ebook e tutto questo basterebbe a confermare l’inadeguatezza dell’offerta in termini di semplicità e immediatezza d’uso per l’utente finale, ma poi crediamo veramente che Mondadori o altri possano orientare le scelte del mercato meglio di Apple o Amazon? Non ci riesce nemmeno Adobe! Quindi smettiamola di trovare scuse per difendere una scelta evidentemente sbagliata e non mi si dica che editori in campo di editoria digitale sanno bene quello che fanno e ve lo dice un ex-mondadoriano che la sa lunga…

  18. interessante discussione per uno che sta cercando di capire se valga la pena abbandonare la carta per gli ebook. credo che la scelta delle e-reader sia fondamentale e quando scopri che il migliore qualita’ prezzo, cioe’ il kindle no supporta adobe drm ti blocchi e continui ad acquistare libri della cara vecchia carta aspettando che qualcuno la smetta di fare il furbo e inizi a crescere a livello di visione del mondo e di divulgazione del sapere senza barriere.

  19. Articolo interessante ma non condivisibile nella parte che riguarda i DRM.
    I DRM saranno la condanna delle CE (Case Editrici) come gli scanner e i siti di condivisioni stanno rosicchiando da anni i loro introiti visto che sono così “coglioni” da non saper gestire un minimo il marketing delle loro aziende.
    Mi spiace dover essere così dura ma da aziende del livello della Mondadori mi aspettavo scelte con un minimo di logica dietro. Invece sono ANNI che dimostrano, tutte le CE, di non saper fare un MINIMO di marketing. L’Italia non legge? No, le CE non sanno fare il loro lavoro.

    Potrei togliere i DRM quando e come voglio. Tempo di impiego? 10 minuti.

    Ipoteticamente potrei perfino lucrarci e vendere un ebook sbloccato a 1€ a copia e il gioco è fatto. Non lo farò perchè, semplicemente, non comprerò MAI un ebook protetto da DRM.
    Ma IO non lo farò, nel web molti si stanno già attivando. Li hanno sfidati in modo così aperto e arrogante che ormai sono disponobili perfino del tools gratuiti che sbloccano il tutto!

    E vorrei tanto, ma davvero TANTO, che le CE si rendessero conto che il 45% delle loro NUOVE uscite di Gennaio/Febbraio sono già disponibili online in versione MOBI, PDF e EPUB gratis.
    Se io pago per un bene (e visti i prezzi assurdi che vorrebbero applicare ad un file che non ha spese quandoa ccompagnato da copia cartacea mi viene da pensare che ci credano tutti una manica di coglioncelli) voglio poterlo usare, prestare, bruciare, tagliare, nascondere e rileggere dopo 10 anni, paradossalmente.
    Non ho intenzione di pagare per un ebook “prestato”. E poi, precisiamo, pagare un casino di soldi!
    Le cifre ora oscillano intorno agli 8€.

    Ripeto, la fine sarà esattamente la stessa di quella delle Case Discografiche, esattamente la stessa.

  20. per come la vedo io 6 dispositivi autorizzati e la possibilità di fare un lending temporaneo è cosa buona e giusta , quello che mi fa piu imbestialire è invece il fatto che io ho convertito tutti i pc di casa in Chromium OS (quindi nè windows nè mac) non ho lo strumentino per potermi scaricare ciò che ho legalmente acquistato su uno store, basterebbe che questi deficenti della Adobe rilasciassero nel Chrome Web Store di Google un applicazioncina HTML5 che permetta in upload di caricare la chiave acsm e in download di scaricarti l’epub appena marchiato digitalmente , un bell’ account Adobe ID e finisce tutto li , e invece no… te la devono rendere iper difficile, vai a casa di un tuo vecchio amico che non vedi da 13 anni… spiegagli che è un piacere rivederlo… portagli una bottiglia di cognac per cortesia di ospitalità.. mettiti al suo pc (e ti parte già la prima licenza) ….

  21. Ora siamo nel 2012 e io tuttora non posso scaricare un libro cui ho diritto perchè Adobe DRM funziona solo con SO proprietari (io ho un normalissimo ubuntu).

  22. Che Adobe non abbia ancora rilasciato (lo farà mai?) una versione per linux è semplicemente SCANDALOSO. E che gli editori e gli autori si prostrino servilmente, in tutto il mondo, ad utilizzare un software così mal fatto e per nulla supportato, è ancora più SCANDALOSO. Spero tutto questo venga spazzato via al più presto. Nel frattempo non so se può essere utile un qualche work-around per installare Adobe Digital Editions su macchine Ubuntu:
    http://ubuntuforums.org/showthread.php?t=701191

    Altri workaround riguardano i contenuti, ma non voglio citarli qui 😉

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