Edigita, se ci sei batti un colpo

Mentre noi di Simplicissimus e gli amici di Book Republic ci diamo da fare sotto il solleone pur di mettere in moto il mercato degli ebook, quelli di Edigita, che sono senz’altro più forti e potenti di noi, nonostante i roboanti annunci, sono ancora a questo stadio. E questo non è un bene: l’effetto combinato di un annuncio che coinvolge gruppi editoriali così importanti e di una stasi di fatto per la quale non è ancora dato sapere quando partiranno le operazioni e a quali condizioni commerciali blocca molti editori, che rischieranno così di bucare la stagione di lancio vero degli ebook, quella del prossimo Natale.

    La situazione allo stato attuale, infatti, è questa, per come la vedo io:

  • STEALTH è la piattaforma di distribuzione SBF che consente agli editori di vendere i propri titoli già ora su IBS.it e SBF Store, e presto su BOL.it e, per l’appunto, anche su BookRepublic.it, così come su tutti gli store che decideranno di vendere ebook.
  • BookRepublic.it, oltre che uno store, sarà presto funzionante anch’esso come piattaforma di distribuzione per gli editori che vi aderiscono, e quindi avremo anche su SBF Store (ma credo anche negli altri store principali come IBS e BOL) i titoli distribuiti da Book Republic.
    Questo è l’esistente, il resto sono annunci:

  • Quello di Mondadori, che in settembre-ottobre renderà disponibili i suoi primi 1.400 titoli su tutti gli store che li vogliono, con una soluzione distributiva diciamo così autarchica
  • Quello di Edigita, ovvero la piattaforma di distribuzione più annunciata di tutti i tempi, di cui però si stenta ancora a definire i contorni: la società che dovrebbe gestirla (promossa da Messaggerie, Feltrinelli e RCS Libri) pare ancora alle prese con l’antitrust, e delle condizioni commerciali che propone agli editori si sa una sola cosa: che vogliono l’esclusiva. Ovvero: se un editore decide di farsi distribuire da Edigita, poi non può aderire ad altre piattaforme di distribuzione.

Su questa cosa dell’esclusiva voglio soffermarmi un po’, perché non è così né su SBF STEALTH né su Book Republic, tanto è vero che ci sono già editori che hanno aderito sia all’una che all’altra piattaforma. Questo è un punto assai importante, che a mio avviso fa subito comprendere chi ha capito le logiche della rete e chi no: quelli di Edigita, per ora, no.

L’esclusiva della distribuzione, infatti, può avere un senso nel mondo della distribuzione di beni fisici, come i libri di carta, dove viene comunque delimitata da una zona geografica: un distributore è più bravo nelle Marche e un altro in Toscana, o magari uno è bravo in tutta Italia e non in Francia, ecc… Ebbene, ciascuno di questi avrà l’esclusiva per la sua zona.

Nel digitale no, nel digitale l’esclusiva non ha alcun senso, soprattutto nella fase nascente del mercato degli ebook l’editore deve poter essere libero di raggiungere tutti i punti vendita possibili, e se una certa piattaforma non lo fa, deve poter aderire anche alla piattaforma che invece lo fa. Se poi trova un distributore che lo soddisfa in tutto e per tutto, e lo porta ovunque vuole essere presente, allora sarà lui, l’editore, a decidere di avvalersi solo di quella: non in quanto obbligato, ma in quanto vantaggioso per lui.

Per questo la domanda che farei agli amici di Edigita (oltre all’invito ad usare il loro sito web, visto che di roba digitale si parla, in maniera un po’ più attiva di questa) è: perché imporre l’esclusiva? Qual è il vantaggio che i vostri editori ne riceverebbero in cambio? O è solo il tentativo, fatto ancora prima che il mercato parta, di uccidere sul nascere iniziative indipendenti? Perché se così fosse, credetemi: non solo non sarebbe una bella cosa, un bel modo di stare sul mercato, ma non funzionerebbe. E’ la rete bellezza, e in rete queste cose non funzionano mai.

17 risposte a “Edigita, se ci sei batti un colpo”

  1. Ben detto, Antonio.
    L’unico timore è che gli editori non capiscano l’inutilità di dare l’esclusiva in ambito digitale. Se andiamo a vedere gli editori che citano, a parte alcune incongruenze, come Laterza e Apogeo, che vendono già alcuni titoli con SBF, si tratta di buona parte del mercato italiano… se così fosse e se avessero veramente dato l’esclusiva cosa rimarrebbe agli altri?

  2. Seconda riga del sito di edigita:
    “la rivoluzione italiana nella distribuzione degli eBook” ecco questa è la sintesi di una vecchia mentalità nostrana, titoli altisonanti che producono il nulla. Come si fa a parlare di rivoluzione in una nazione che non ne ha mai avuta una?
    Mi accontenterei di qualcosa di molto più modesto di una “rivoluzione”, ma che inizi a funzionare in breve tempo.

  3. Be’, guardando il sito effettivamente viene il sospetto che non se ne voglia fare proprio nulla e che sia tutta una messa in scena.

  4. Colgo lo spunto di questo post per mettere altra carne sul fuoco. Sono un appassionato di vodo.net, che forse molti già conoscono e che si occupa per il momento di film (ma già dichiara in futuro di voler entrare nell’editoria).

    Mi piacerebbe molto creare una casa editrice che funzioni con la logica di vodo.net, ma per gli ebook.

    La filosofia che regge vodo.net è che gli artisti di opere di ingegno digitalizzabili possano essere sostenuti da una moltitudine di piccoli finanziatori (crowdfunding sociale). In altre parole si potrebbe anche dire che si finanzia l’artista piuttosto che comprare l’opera, essendo quest’ultima per sua natura di molteplicità illimitata.

    http://vodo.net/faq

    A differenza di vodo.net però utilizzerei come piattaforma Stealth e non .torrent per vari motivi:
    – è più sicura
    – data la piccola dimensione dei file epub non ci sarebbe nessun bisogno fisico di appoggiarsi a .torrent (per i film sì perchè a volte ci vogliono giorni interi)
    – permette di scaricare i libri direttamente su device

  5. …ed ora, a voi, ragazzi! il torrente ingrossa, nuove forze convergono. Che fine agosto ci riservi un BOTTO fragoroso, pieno di dolciumi e bon-bon?
    Chef Antonio, in bocca al lupo!

  6. Mi intrometto come semplice utente e non editore.
    A parte gli aspetti puramente legali che spero presto vengano risolti penso che dal punto di vista tecnico non ci dovrebbero essere più problemi.
    Mi aspetto che nei prossimi mesi moltissimi libri cartacei vecchi e tutti quelli nuovi vengano commercializzati anche in e-book, anche quelli tradotti in italiano.
    Quando si ha il file di un word processor con il testo dell’opera non è velocissimo trasformarlo in formato elettronico e inserirlo in una piattaforma di vendita online?
    La faccio troppo semplice?
    Ho deciso di non comprare più libri cartacei o dovrò ricredermi?

  7. Caro Tombolini una sola considerazione: sei male informato sulla stato di Edigita e sulla legge Antitrust. Ma il bello della rete è anche questo : ognuno, per quanto disinformato può trovare una tribuna da cui fare il tribuno.

  8. O bella! Magari se mi spieghi anche il perché finisce che ti do ragione, ma così è un po’ difficile discutere, no? Con un’avvertenza però: se quel che vuoi dirmi è che “invece” Edigita ha avuto il via libera dall’antitrust, allora mi sa che sei tu a essere poco informata sul calendario (ti basterà confrontare la data del mio post con quella della delibera antitrust). Per il resto, ovviamente, in bocca al lupo anche a Edigita!

  9. Volevo dire un’altra cosa: se uno trasmette un’intesa all’ Agcm non può certamente “battere un colpo” o fare un bel sito web finchè non è stata autorizzato a costituire la società. Per il resto vedremo in autunno !

    p.s.. Il mercato degli e-book se decollerà verrà messo in moto dagli editori e non dai postini (pur se ipertecnologici quali Book Republic – Smplicissumus – Edigita ecc…..), naturalmente con tutto il rispetto …

  10. Beh, comunque interessante che i tuoi commenti provengano dalla rete di Messaggerie Italiane (gruppo Messaggerie)… potremmo dire che in qualche modo quel “colpo”, magari un po’ indirettamente, lo ha battuto proprio tramite tuo 😀

  11. @Acab. Amazon – forse sai cosa è per il mercato ebook e non solo… – è un “postino” (come tu definisci gli altri in modo sprezzante) o un editore? Con questa affermazione hai dimostrato tutta la tua “non conoscenza”. Almeno mettici la faccia e ammetti che ti paga un editore italiano, dai quali stiamo attendendo da anni un’azione innovativa. Che non arriva.

I commenti sono chiusi