Ebook: lettera a Babbo Natale. Scritta per tempo

Caro Babbo Natale,

Ti scrivo questa letterina per tempo, perché quello che ti chiedo, i miei desideri su come correi che fosse il mercato degli ebook in Italia, non è per niente facile, e voglio darti il tempo che ci vuole per fare il tuo mestiere. Tanto che – per renderti il compito un po’ più agevole – in questa letterina non ti chiedo nulla per il prossimo Natale, quello del 2010, mi basta che qualcosa si avveri per il successivo, per il Natale 2011.

Vorrei che fosse finalmente disponibile una piattaforma da cui scaricare, liberamente e gratuitamente, tutti i libri liberi da diritti, quelli nel pubblico dominio. Non però come lo sono oggi (inaffidabili, con testi approssimativi e non verificati, inutilmente prodotti in mille formati): li vorrei in un formato standard, in ePub, ma un ePub ben fatto, con tutti i metadati al posto giusto, e basati su edizioni critiche verificate e autorevoli.

Vorrei autori ed editori attenti alla qualità delle edizioni elettroniche almeno quanto lo sono adesso alla qualità delle loro edizioni cartacee.

Vorrei l’ebook come standard di prima pubblicazione di tutti i titoli, anche per chi non può permettersi di stampare le tirature necessarie ad andare in tipografia, magari con la possibilità di vendere l’edizione cartacea con il Print On Demand.

Vorrei che gli editori fossero ormai tutti in grado di autoprodursi degli ePub ben fatti a costo zero, grazie a qualche soldino che nel frattempo avranno investito per formare i loro addetti e ristrutturare un po’ (che basta poco) i loro sistemi di produzione e gestione dei contenuti.

Vorrei che anche gli autori possano autoprodursi, se lo vogliono, un bel ePub, per autopubblicarsi se vogliono. Magari utilizzando Sigil. E quindi vorrei che Sigil possa arrivare ad uno stadio di sviluppo stabile e affidabile, da poter essere usato da tutti gli autori, come oggi usano Word o OpenOffice.

Vorrei che gli autori (è loro che devi convincere, Babbo Natale, non gli editori, credimi!) capissero che coi DRM non si va da nessuna parte, che non servono a proteggere un bel niente, e che ostacolano e offendono i lettori. Vorrei che capissero anche che non c’è da proteggersi proprio da un bel niente, semmai da promuovere, dialogare, divulgare.

Vorrei che autori, editori, lettori si trovassero d’accordo nell’accettare i Social DRM come strumento a tutela di tutti, e lo accettassero anche per dar vita ad una bella gara a chi si fa l’ex-libris digitale più bello, come si faceva un tempo con gli ex-libris per la carta.

Vorrei poter comprare gli ebook dallo store che voglio, e magari una volta qua e una volta là, e vorrei che tutti i device di lettura digitale (ognuno scelga quello che più gli piace, e-readers, netbook, tablet, pc, smartphones, o tutti questi!) fossero in grado di farmi leggere tutti gli ebook che ho comprato o scaricato gratuitamente dalla rete.

Vorrei che il prezzo degli ebook fosse al più attorno ai 5 Euro (magari senza addosso quel 20% di iva che ora li penalizza). A parte i libri specialistici ecc…, d’accordo, sto parlando dei libri da leggere, quelli da comodino per capirci.

Vorrei che i Grandi Gruppi Editoriali capissero che trattare gli ebook da startup al loro interno (a sentirli sono tutti d’accordo, a parole, che vanno trattati così) significa anche non caricare sul loro prezzo i costi delle strutture di cui hanno bisogno per il mondo di carta. E significa anche che poi non si può dire “allora non li faccio perché i numeri sono piccoli e non ne vale la pena“. Ogni serio startupparo conosce la regola numero 1 di ogni startup di successo: i numeri grandi, appena nati, erano piccoli anche loro, e sono solo i numeri piccoli che – nutriti, rispettati, onorati – possono diventare grandi. Insomma, è la regola del primo cent dello zio Paperone, nient’altro.

Vorrei che curando bene e come si deve gli ebook “da tutti i giorni”, editori e autori cominciassero a immaginare e produrre anche “i libri del futuro”, sperimentando tutte le possibilità che la tecnologia e la rete offrono. E vorrei che di questo si giovasse soprattutto la scuola: non mi basta eliminare gli zaini dalle spalle dei bambini e dei ragazzi. Vorrei anche libri “ricchi”, manuali di fisica e di chimica belli e divertenti, e una Divina Commedia spettacolare: col digitale si può fare, come sai.

Vorrei che ogni lettore possa diventare anche venditore dei libri che ama e che vuole segnalare ai suoi amici. E vorrei quindi che le librerie online si facciano strumento che consente ai lettori di essere venditori dei libri che vogliono.

Vorrei poi una bella applicazione web gratuita, che funzioni su tutti i dispositivi possibili e immaginabili, che mi consenta di gestire la mia personale biblioteca, quella fatta di tutti gli ebook che ho comprato e scaricato, non importa da quale libreria, da quale sito, da quale schedina. E vorrei poter usare questa applicazione per condividere, se voglio, letture, pareri, recensioni. E per incontrare e conversare con gli autori. E fare di questa applicazione, totalmente controllata dagli utenti, il più forte influenzatore d’acquisto dei libri.

Vorrei… vorrei anche tante altre cose, caro Babbo Natale, ma per Natale 2011 mi andrebbe già bene così.

Grazie!