Simplicissimus Book Farm: il punto… amarcord :)

| 3 Comments

Ora che tutto quel che riguarda gli ebook è sotto i riflettori della comunicazione mainstream, mi fa piacere ripubblicare qui sotto quel che scrivero – con timore e tremore – annunciando la nascita della Simplicissimus Book Farm il 23 ottobre 2006. Come mi fa piacere rinviare a chi, nel donchisciottismo dell’idea e nello scetticismo del contesto in cui nasceva, seppe trovare un motivo di adesione, anziché di repulsione:

La battaglia personale e imprenditoriale di Antonio per l’ebook è così intrisa di donchisciottismo e talmente circondata di scetticismo, che mi ha conquistato quasi subito.

Gianluca non lo sa, ma in quelle due righe ho trovato a più riprese sostegno nei primi incerti, instabili e confusi passi che stavo facendo: grazie!

Eccovi allora il mio vecchio post del 23 ottobre 2006. Se lo ripubblico non è per nostalgia. E’ semmai per porre di fronte a me stesso l’evidenza di come, quando si lancia e si gestisce una startup, occorra tenersi aperti agli eventi. Il focus, come leggerete, era tutto sull’attività editoriale: attività che non abbiamo in pratica neanche avviato (se non per pochissime cose), presi come siamo stati dalla distribuzione degli ebook readers e dai servizi agli editori. Ripubblico però questa cosa perché sarà finalmente al centro della nostra attività a partire dal prossimo anno, a questo punto insieme a tutto il resto e con un po’ di storia e di risorse in più rispetto ad allora.

Sto lavorando alla Simplicissimus Book Farm da un po’, ed è tempo di tirare le prime somme e fare le prime scelte. Per chi si sintonizzasse solo ora all’ascolto, la Simplicissimus Book Farm è una casa editrice, che pubblicherà e venderà ebook, cioè libri in formato elettronico di qualità. Di qualità i libri, e di qualità anche il formato elettronico.

Ah, ma gli ebook sono già falliti qualche anno fa.
Vero, ma secondo noi sono falliti perché non esisteva un lettore di libri elettronici sufficientemente confortevole.

E allora, adesso cos’è cambiato?
E’ cambiato che la nuova tecnologia di inchiostro elettronico – E-ink – vista all’opera è davvero portentosa, e i nuovi lettori (ho già in mano iLiad e V2) sono un giocattolo strepitoso. Sony ha sviluppato il suo Portable Reader (che riceverò ai primi di dicembre) e Amazon ha annunciato che sta sviluppando il suo (Kindle): tutti sempre con tecnologia e-ink. Insomma, siamo convinti che i nuovi Ebook-Readers potranno avere il ruolo che i lettori MP3 alla iPod hanno avuto nella diffusione della musica digitale.

Ah, ma adesso quegli aggeggi costano molto, e li avranno in pochi, come si fa ad avere mercato?
Noi siamo una piccola casa editrice, e ci basta un piccolo mercato. Inoltre i nostri ebook saranno venduti in diversi formati, ottimizzati per ogni tipo di supporto di lettura: dal pc al tablet al PDA all’iLiad al V2 al Sony Reader all’Amazon reader al…
Abbiamo inoltre un vantaggio: lavoriamo in Italia, dove nessuno si sta muovendo su questo. Noi vogliamo essere pronti, e sviluppare contenuti, tanti e di qualità, in anticipo su tutti gli altri.

Ok, ma vuoi mettere la carta?
Già. Come per i CD, a suo tempo: ok, ma vuoi mettere il vinile? La carta sopravviverà, naturalmente: ma solo la migliore, quella davvero bella. Nel lungo termine è sperabile invece che non avremo più tutte quelle tonnellate di carta orrenda, inquinante, costosa, ad alta intensità di energia e pure brutta, tutta quella che circola soprattutto coi quotidiani, le riviste patinate e non, i libri più andanti.

Ok. Forti di queste convinzioni abbiamo cominciato a chiederci: come si comincia?
Su quali pubblicazioni puntare? Ma pubblicazioni scolastiche e accademiche naturalmente!

Macché. Certo, i vantaggi degli ebook (e di un lettore di nuova generazione come iLiad) sono formidabili soprattutto per chi studia, scuole superiori e università. Vero in teoria, ma impraticabile: la lobby composta da docenti-editori-librai-copisterie fa un muro bestiale, e ostacola in ogni modo l’avvento di questa (inesorabile e inevitabile) innovazione. Fanno male? Sì. E’ un rifiuto irrazionale, ma è un rifiuto.

Beh, gli editori hanno diritti su una miriade di opere, anche belle e importanti, che non pubblicheranno mai più semplicemente perché antieconomico: compriamo da loro quei diritti!
Macché. Idem con patate: gli editori di carta non mollano i diritti. Non ci guadagnano, perdono un possibile ricavo, ma cercano di ostacolare come possono l’avvento degli ebook. Li snobbano, dicono che non avranno mai successo, ma li temono.

E allora?
Allora opere originali, opere che sul mercato italiano non ci sono ancora: nuove opere, classici rieditati, traduzioni. Ecco quel che faremo. Anzi, quel che abbiamo cominciato a fare.
I nostri alleati principali: autori, agenti letterari, traduttori, uomini e donne di cultura. Generi: tutti. Titoli: tutti quelli che ci piaceranno.