Editori attenti, il mercato ebook è già globale!

I mobile operators si sono per un anno illusi di frenare l’espansione internazionale di Kindle, trincerandosi dietro l’illusione che senza il loro accordo, senza che Amazon si decidesse a sottostare alle loro condizioni, Kindle non avrebbe mai potuto uscire dai confini USA: l’esito è sotto gli occhi di tutti, Amazon gestisce Kindle come operazione globale, e per scavalcare gli operatori di telefonia mobile dei singoli paesi si accorda con AT&T per comprare traffico dati direttamente da AT&T, che rivende ad Amazon il traffico che compra sulla base di contratti quadro dai partner di roaming di tutto il mondo: ad Amazon costa un po’ di più, ma ottiene l’obiettivo; dall’altra parte i singoli operatori mobili restano con le pive nel sacco, perché incassano da AT&T senza dubbio meno di quanto avrebbero incassato direttamente da Amazon con accordi ad hoc.

La cosa si sta ripetendo – mutatis mutandis – per quanto riguarda i contenuti, e quindi gli editori: molti editori continuano a trincerarsi dietro un no pasaran, rifiutando le proposte di Amazon, sulla base dell’assunto che l’ebook è diverso dalla musica, perché nella musica i contenuti sono di per sé globali, mentre i libri sarebbero un contenuto strettamente legato alla lingua di fruizione.
Ma è davvero così? Amazon sta dimostrando il contrario: ha deciso di passare ad un’ottica di mercato globale contando sul fatto (peraltro già collaudato nel business dei libri di carta) che già soltanto i contenuti di lingua inglese sono di per sé sufficientemente globali, e garantiscono già un mercato sufficiente a giustificare gli investimenti necessari a espandere il modello Kindle su tutti i mercati.

L’ennesima riprova? Qualche settimana fa Amazon ha annunciato la disponibilità di Kindle su oltre 100 paesi, fissandone il prezzo base (al netto di IVA, tasse locali e dazi di importazione, che per l’Italia pesano per circa 80$ aggiuntivi) a 20$ in più rispetto al prezzo di Kindle per i clienti USA: 279$ contro i 259$ del mercato USA. Sulla base di questo prezzo abbiamo cominciato in molti a ordinare Kindle.
Sapete qual è la novità? Questa mattina ho ricevuto – come tutti quelli che hanno comprato Kindle fuori dagli USA – una mail di Amazon in cui mi si comunica che visto il successo dell’operazione hanno deciso di consolidare il business Kindle, uniformando il prezzo internazionale al prezzo USA, cioè riportandolo da 279$ a 259$, e con effetto retroattivo: avete capito bene, Amazon sta comunicando a tutti gli acquirenti di Kindle di tutto il mondo che gli verranno restituiti i 20$ in più che Amazon aveva chiesto, e che erano stati pagati, al momento dell’ordine.

A questo punto lo scenario è piuttosto chiaro:

  1. Barnes & Noble col suo Nook, annunciato ieri, avrà qualche chance sul mercato interno USA, ma non ha alcuna chance di competere con Amazon su scala globale, proprio perché l’unico vantaggio che B&N può mettere in campo consiste nel disporre di negozi brick&mortar che ha negli USA ma non all’estero
  2. L’unica chance di creare – come usa dire oggi – un ecosistema ebook alternativo al modello Kindle è in mano a chi sposa un approccio aperto in termini di formati (contrariamente al formato proprietario adottato da Kindle), e in particolare a chi avrà il coraggio di puntare su produzione, distribuzione e fruizione di ebook in formato ePub, non vincolato a specifici lettori ebook, ma fruibile su tutti i device (dal pc agli smarphones ai lettori ebook non-kindle). Opportunità a disposizione soprattutto di chi avrà il coraggio di rilasciare da subito contenuti (ebook) liberi da DRM.

Per cogliere questa opportunità, tuttavia, occorrerà il verificarsi di alcune condizioni aggiuntive, in una partita che si giocherà per intero nel primo semestre del 2010:

  1. i lettori ebook che vorrano competere con Kindle dovranno offrire, e al più presto, connettività 3G per consentire l’acquisto e il download degli ebook direttamente dal dispositivo. Su questo terreno stanno debuttando giusto ora sul mercato USA il Nook di B&N e il DR800GS di iRex, mentre Sony sembra ancora molto indietro, sia in termini di reale disponibilità dell’hardware che di strategie. Nook resterà confinato negli States, mentre iRex ha la possibilità di espandersi e competere su scala globale, purché il suo management sia sufficientemente aperto da avviare fin da subito partnership locali in grado di negoziare al più presto la fornitura di trafficodati da parte degli operatori mobili locali. Noi di Simplicissimus ci siamo candidati a svolgere con iRex questo ruolo per il mercato italiano, staremo a vedere. C’è una variabile, partita un po’ troppo in sordina rispetto alle promesse, che si chiama TXTR, il lettore ebook tedesco che verrà rilasciato a dicembre in Germania con connettività EDGE, e non 3G (che per gli ebook non è poi un limite così decisivo), e che potrebbe comunque transitare al 3G piuttosto velocemente: stiamo discutendo anche con loro le possibilità di una partnership per averlo anche in Italia, e tutto dipenderà dalla loro volontà/capacità di pensare da subito il loro business su scala globale: immaginare di poterlo sostenere in maniera autarchica sul solo mercato tedesco è a mio avviso del tutto velleitario, ed espone al rischio di clamorosi fallimenti. Un’altra concreta possibilità è che Netronix e/o Bookeen e/o Longshine (sono i più avanti su questo fronte), escano effettivamente sul mercato come promettono di fare per la primavera prossima, con device dotati di connettività 3G, magari anche attraverso la classica chiavetta USB che molti di noi usano per la connessione internet coi pc portatili: soluzione da non sottovalutare affatto. L’ultima possibilità è che entri in campo qualche altro big guy, ad esempio Samsung, o LG, con un device da subito 3G, abbandonando gli annunciati (e a questo punto tardivi) programmi di ingresso più graduale sul mercato ebook con lettori non dotati di connettività
  2. Occorrerà inoltre che almeno un venditore di ebook online si renda disponibile ad investimenti (peraltro minimi) per integrare il proprio store sui nuovi device, per vendere direttamente da lì gli ebook, come B&N ha fatto negli USA sul dispositivo iRex (e come Amazon ovviamente fa col suo Kindle Store su Kindle).
  3. Paradossalmente meno condizionante sarà invece la disponibilità a rilasciare legalmente contenuti da parte degli editori dei singoli paesi: sarà solo un problema di opportunità per loro. Il mercato degli ebook crescerà a ritmi esplosivi anche a prescindere da loro: grazie ai contenuti in inglese, disponibili globalmente, e ai contenuti locali che – se non resi disponibili legalmente – gli utenti di ebook readers sanno benissimo dove andare a prendere.

Morale, una volta di più: cari editori, il mercato degli ebook non è una minaccia per il vostro business. O meglio, lo è e lo diventa sempre più se ne rimarrete fuori. Per evitarlo basta entrarci, e scoprire che – grazie agli ebook – gli acquisti di libri sono destinati solo ad aumentare e ad incrementare il vostro giro d’affari.

5 risposte a “Editori attenti, il mercato ebook è già globale!”

  1. domanda: e se Amazon cominciasse a comprarsi, con i suoi bei dollaroni, i diritti digitali sui prossimi libri degli scrittori italiani (e poi a venderli sui kindle italiani)?

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