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	<title>Comments on: Google Books mette in pericolo il patrimonio librario mondiale, ecco perché</title>
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	<description>il blog di Antonio Tombolini</description>
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		<title>By: eBookLuke</title>
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		<dc:creator>eBookLuke</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 15:58:44 +0000</pubDate>
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		<description>Si continua a fare confusione tra copie anastatiche ed ebook.

— La copia anastatica ha come obiettivo la preservazione dell&#039;interezza del libro, non solo del testo. Quindi immagini, disegni, annotazioni, ma anche la grana della carta, l&#039;ampiezza dei margini, la qualità ed i difetti dei tipi utilizzati.

— L&#039;ebook invece ha lo scopo di proporre il testo nella sua interezza, preservando il contenuto svincolandolo dal contenitore cartaceo.

Dagli allegati che ho visto, Google non fa bene nessuna di queste due cose:

— le copie anastatiche sono a due colori (bianco e nero) e di qualità inferiore ad una brutta fotocopia, perdendo così il valore di conservazione del libro in quanto tale.

— Il file .epub scaricabile è inutilizzabile come ebook. Il testo è pieno di errori di scansione, con numeri di pagina in mezzo al testo, macchie della carta riconosciute come caratteri. Senza parlare dei metadati completamente fallati.

A chi serve un simile lavoro? Al ricercatore no, poiché in ogni caso deve far ricorso comunque al cartaceo originale, non potendo accedere né al testo, né può valutare lo stato di conservazione dello stesso. E a me, misero lettore, che caricando l&#039;epub sul mio reader mi ritrovo un&#039;accozzaglia di caratteri a casaccio.

E non dimentichiamoci della categoria che più potrebbe giovare dalla digitalizzazione: i ciechi.
Costoro hanno come unico accesso alla cultura gli screen reader, software che traducono in voce quanto viene presentato sul display. Se la qualità dell&#039;epub è quella che ho visto negli esempi, i non vedenti dovranno continuare a leggere sui rari, costosissimi, libri in braille.

A chi sostiene che Google fa un lavoro meritorio dico semplicemente: leggete 10 libri di Google, dall&#039;inizio alla fine, poi ne riparliamo.

Luke</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Si continua a fare confusione tra copie anastatiche ed ebook.</p>
<p>— La copia anastatica ha come obiettivo la preservazione dell&#8217;interezza del libro, non solo del testo. Quindi immagini, disegni, annotazioni, ma anche la grana della carta, l&#8217;ampiezza dei margini, la qualità ed i difetti dei tipi utilizzati.</p>
<p>— L&#8217;ebook invece ha lo scopo di proporre il testo nella sua interezza, preservando il contenuto svincolandolo dal contenitore cartaceo.</p>
<p>Dagli allegati che ho visto, Google non fa bene nessuna di queste due cose:</p>
<p>— le copie anastatiche sono a due colori (bianco e nero) e di qualità inferiore ad una brutta fotocopia, perdendo così il valore di conservazione del libro in quanto tale.</p>
<p>— Il file .epub scaricabile è inutilizzabile come ebook. Il testo è pieno di errori di scansione, con numeri di pagina in mezzo al testo, macchie della carta riconosciute come caratteri. Senza parlare dei metadati completamente fallati.</p>
<p>A chi serve un simile lavoro? Al ricercatore no, poiché in ogni caso deve far ricorso comunque al cartaceo originale, non potendo accedere né al testo, né può valutare lo stato di conservazione dello stesso. E a me, misero lettore, che caricando l&#8217;epub sul mio reader mi ritrovo un&#8217;accozzaglia di caratteri a casaccio.</p>
<p>E non dimentichiamoci della categoria che più potrebbe giovare dalla digitalizzazione: i ciechi.<br />
Costoro hanno come unico accesso alla cultura gli screen reader, software che traducono in voce quanto viene presentato sul display. Se la qualità dell&#8217;epub è quella che ho visto negli esempi, i non vedenti dovranno continuare a leggere sui rari, costosissimi, libri in braille.</p>
<p>A chi sostiene che Google fa un lavoro meritorio dico semplicemente: leggete 10 libri di Google, dall&#8217;inizio alla fine, poi ne riparliamo.</p>
<p>Luke</p>
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	<item>
		<title>By: Fabio</title>
		<link>http://antoniotombolini.simplicissimus.it/2009/08/google-books-mette-in-pericolo-il-patrimonio-librario-mondiale-ecco-perche.html/comment-page-1#comment-12742</link>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Sep 2009 09:57:55 +0000</pubDate>
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		<description>Qualcosa si muove: http://punto-informatico.it/2702934/PI/News/italia-aie-fa-pulci-google-books.aspx</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Qualcosa si muove: <a href="http://punto-informatico.it/2702934/PI/News/italia-aie-fa-pulci-google-books.aspx" rel="nofollow">http://punto-informatico.it/2702934/PI/News/italia-aie-fa-pulci-google-books.aspx</a></p>
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		<title>By: Anonimo codardo</title>
		<link>http://antoniotombolini.simplicissimus.it/2009/08/google-books-mette-in-pericolo-il-patrimonio-librario-mondiale-ecco-perche.html/comment-page-1#comment-12741</link>
		<dc:creator>Anonimo codardo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Sep 2009 05:59:10 +0000</pubDate>
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		<description>Sono anni che Google sta usando standard e tecnologie aperte per imporre i propri prodotto sul mercato: se qualcosa non gli piace se la crea e la impone (come per esempio farà con il proprio browser).

Il pericolo di Google è che la percezione delle persone (e quindi delle aziende, essendo fatte di persone) è ancora nella fase &quot;Google, il gigante buono&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono anni che Google sta usando standard e tecnologie aperte per imporre i propri prodotto sul mercato: se qualcosa non gli piace se la crea e la impone (come per esempio farà con il proprio browser).</p>
<p>Il pericolo di Google è che la percezione delle persone (e quindi delle aziende, essendo fatte di persone) è ancora nella fase &#8220;Google, il gigante buono&#8221;.</p>
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		<title>By: manuel</title>
		<link>http://antoniotombolini.simplicissimus.it/2009/08/google-books-mette-in-pericolo-il-patrimonio-librario-mondiale-ecco-perche.html/comment-page-1#comment-12739</link>
		<dc:creator>manuel</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2009 18:23:10 +0000</pubDate>
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		<description>L&#039;articolo è approssimativo e non tiene conto di troppi fattori. Possiamo discutere sul fatto che Google sia effettivamente il nostro Grande Fratello Orwelliano, possiamo discutere sugli interessi economici in ballo. 
Ma il signor Antonio Tombolini (che suppongo sia l&#039;autore dell&#039;articolo, se così non fosse mi scuso) da quanto tempo segue Google, l&#039;evoluzione della rete e di tutto quello che gli gravita intorno?
Google offre una serie di servizi a privati e aziende (attenzione: AZIENDE!) a costo ZERO e di ottima qualità, a cominciare a Gmail e Google Docs (per essere precisi, li offre anche a pagamento ma quelli gratuiti sono parecchio superiori alla media della concorrenza).
Google Libri non è che un altro tassello dell&#039;enorme puzzle di servizi; dal punto di vista tecnologico, un enorme &quot;work in progress&quot; per far avanzare la tecnologia OCR (come il sistema Re-Captcha). Solo chi possiede i mezzi tecnologici e finanziari può sostenere questo lavoro, e Google, almeno per ora, rende tutto disponibile gratis. Vogliamo discutere sul rischio futuro che Google renda tutto questo a pagamento? Ok, discutiamone, perchè è un problema reale. Ma la breve storia dell&#039;IT ha dimostrato che quando un monopolista calca troppo la mano, alla fine esce fuori un Deus Ex Machina che risolleva le sorti della storia. Vedi Linux, la FSF, la comunità Open Source e altri importanti progetti nati dal nulla. Standard e tecnologie aperte sono la chiave per mantenere un equilibrio stabile fra le aziende e i loro interessi, e la giusta libertà di informazione e azione in rete. Solo questo è da preservare.
Google vuole digitalizzare libri? Che buon pro gli faccia, e lo fa anche a noi se il servizio resta gratuito.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;articolo è approssimativo e non tiene conto di troppi fattori. Possiamo discutere sul fatto che Google sia effettivamente il nostro Grande Fratello Orwelliano, possiamo discutere sugli interessi economici in ballo.<br />
Ma il signor Antonio Tombolini (che suppongo sia l&#8217;autore dell&#8217;articolo, se così non fosse mi scuso) da quanto tempo segue Google, l&#8217;evoluzione della rete e di tutto quello che gli gravita intorno?<br />
Google offre una serie di servizi a privati e aziende (attenzione: AZIENDE!) a costo ZERO e di ottima qualità, a cominciare a Gmail e Google Docs (per essere precisi, li offre anche a pagamento ma quelli gratuiti sono parecchio superiori alla media della concorrenza).<br />
Google Libri non è che un altro tassello dell&#8217;enorme puzzle di servizi; dal punto di vista tecnologico, un enorme &#8220;work in progress&#8221; per far avanzare la tecnologia OCR (come il sistema Re-Captcha). Solo chi possiede i mezzi tecnologici e finanziari può sostenere questo lavoro, e Google, almeno per ora, rende tutto disponibile gratis. Vogliamo discutere sul rischio futuro che Google renda tutto questo a pagamento? Ok, discutiamone, perchè è un problema reale. Ma la breve storia dell&#8217;IT ha dimostrato che quando un monopolista calca troppo la mano, alla fine esce fuori un Deus Ex Machina che risolleva le sorti della storia. Vedi Linux, la FSF, la comunità Open Source e altri importanti progetti nati dal nulla. Standard e tecnologie aperte sono la chiave per mantenere un equilibrio stabile fra le aziende e i loro interessi, e la giusta libertà di informazione e azione in rete. Solo questo è da preservare.<br />
Google vuole digitalizzare libri? Che buon pro gli faccia, e lo fa anche a noi se il servizio resta gratuito.</p>
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	<item>
		<title>By: 9peppe</title>
		<link>http://antoniotombolini.simplicissimus.it/2009/08/google-books-mette-in-pericolo-il-patrimonio-librario-mondiale-ecco-perche.html/comment-page-1#comment-12738</link>
		<dc:creator>9peppe</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2009 06:56:39 +0000</pubDate>
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		<description>dubito fortemente che lo stiano facendo apposta, sanno benissimo che i loro servizi hanno molti utenti perché sono di qualità, non hanno ancora un brand tale da poter far soldi con prodotti scadenti, quindi se questo prodotto sarà scadente nessuno lo userà.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>dubito fortemente che lo stiano facendo apposta, sanno benissimo che i loro servizi hanno molti utenti perché sono di qualità, non hanno ancora un brand tale da poter far soldi con prodotti scadenti, quindi se questo prodotto sarà scadente nessuno lo userà.</p>
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	<item>
		<title>By: Michele Ficara Manganelli</title>
		<link>http://antoniotombolini.simplicissimus.it/2009/08/google-books-mette-in-pericolo-il-patrimonio-librario-mondiale-ecco-perche.html/comment-page-1#comment-12736</link>
		<dc:creator>Michele Ficara Manganelli</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 22:06:31 +0000</pubDate>
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		<description>google inizia a diventare preoccupante ... sopratutto quando pensa di fare business con le &quot;cose degli altri&quot; ...

è una questione drammatica che deve essere affrontata velocemente anche sul piano normativo ...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>google inizia a diventare preoccupante &#8230; sopratutto quando pensa di fare business con le &#8220;cose degli altri&#8221; &#8230;</p>
<p>è una questione drammatica che deve essere affrontata velocemente anche sul piano normativo &#8230;</p>
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	<item>
		<title>By: Barbapapa</title>
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		<dc:creator>Barbapapa</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 22:01:54 +0000</pubDate>
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		<description>La digitalizzazione delle risorse sarà inevitabile ma il tuo post è interessantissimo perchè punta il dito su &quot;come&quot; si sta facendo, non ci avevo mai fatto caso. In altre parole sembra che (al momento) nessuna biblioteca che è stata digitalizzata possa credere di poter recuperare il proprio patrimonio in caso di incendio...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La digitalizzazione delle risorse sarà inevitabile ma il tuo post è interessantissimo perchè punta il dito su &#8220;come&#8221; si sta facendo, non ci avevo mai fatto caso. In altre parole sembra che (al momento) nessuna biblioteca che è stata digitalizzata possa credere di poter recuperare il proprio patrimonio in caso di incendio&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Pino Bruno</title>
		<link>http://antoniotombolini.simplicissimus.it/2009/08/google-books-mette-in-pericolo-il-patrimonio-librario-mondiale-ecco-perche.html/comment-page-1#comment-12734</link>
		<dc:creator>Pino Bruno</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 17:36:05 +0000</pubDate>
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		<description>Scusa Antonio, ma l&#039;alternativa a Google Books quale potrebbe essere? Faccio un esempio, non so quanto calzante. I musei. Ci sono più tesori negli scantinati - preclusi ai non addetti ai lavori - di quanti se ne espongono. Stessa cosa con il patrimonio cartaceo. Certo, la scansione deve essere perfezionata. Certo, i libri pubblici devono restare pubblici (dopo la digitalizzazione) e non diventare proprietà di Google.....o no?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scusa Antonio, ma l&#8217;alternativa a Google Books quale potrebbe essere? Faccio un esempio, non so quanto calzante. I musei. Ci sono più tesori negli scantinati &#8211; preclusi ai non addetti ai lavori &#8211; di quanti se ne espongono. Stessa cosa con il patrimonio cartaceo. Certo, la scansione deve essere perfezionata. Certo, i libri pubblici devono restare pubblici (dopo la digitalizzazione) e non diventare proprietà di Google&#8230;..o no?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: &#187; Prihordj della lingua</title>
		<link>http://antoniotombolini.simplicissimus.it/2009/08/google-books-mette-in-pericolo-il-patrimonio-librario-mondiale-ecco-perche.html/comment-page-1#comment-12731</link>
		<dc:creator>&#187; Prihordj della lingua</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2009 16:00:29 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Simplicissimus.(sulla qualità delle digitalizzazioni dei libri da parte di Google)  [Ne ho parlato anche ieri qua, ma ho bisogno di dare sfogo a un urlo di dolore che mi pare ancora incompreso dai più!]. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Simplicissimus.(sulla qualità delle digitalizzazioni dei libri da parte di Google)  [Ne ho parlato anche ieri qua, ma ho bisogno di dare sfogo a un urlo di dolore che mi pare ancora incompreso dai più!]. [...]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Anonimo codardo</title>
		<link>http://antoniotombolini.simplicissimus.it/2009/08/google-books-mette-in-pericolo-il-patrimonio-librario-mondiale-ecco-perche.html/comment-page-1#comment-12722</link>
		<dc:creator>Anonimo codardo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 16:23:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://antoniotombolini.simplicissimus.it/?p=2962#comment-12722</guid>
		<description>Qui sta iniziando a parlare di Google come ente filantropico. Google ha un solo interesse: fare soldi. Ha davvero senso dare ad una entità privata la leadership della ricerca online *e* quella dei video *e* quella tra le notizia *e* quella sui libri? Ai posteri...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Qui sta iniziando a parlare di Google come ente filantropico. Google ha un solo interesse: fare soldi. Ha davvero senso dare ad una entità privata la leadership della ricerca online *e* quella dei video *e* quella tra le notizia *e* quella sui libri? Ai posteri&#8230;</p>
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