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	<title>Comments on: Risposta aperta (e quanto!) alla lettera aperta che mi ha scritto Malvino</title>
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	<description>il blog di Antonio Tombolini</description>
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		<title>By: Notizie dai blog su Taccuino: Lettera aperta agli ambientalisti</title>
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		<dc:creator>Notizie dai blog su Taccuino: Lettera aperta agli ambientalisti</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 18:45:27 +0000</pubDate>
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		<description>[...] altro discorso, e magari sarà l’oggetto di una mia lettera aperta a te. blog: simplicissimus &#124; leggi l&#039;articolo             Per help e visualizzare le immagini abilitare javascript.     Scrivi un [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] altro discorso, e magari sarà l’oggetto di una mia lettera aperta a te. blog: simplicissimus | leggi l&#39;articolo             Per help e visualizzare le immagini abilitare javascript.     Scrivi un [...]</p>
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		<title>By: Alessandro P. (Devarim)</title>
		<link>http://antoniotombolini.simplicissimus.it/2009/07/risposta-aperta-e-quanto-alla-lettera-aperta-che-mi-ha-scritto-malvino.html/comment-page-1#comment-11343</link>
		<dc:creator>Alessandro P. (Devarim)</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2009 08:18:20 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Antonio mi sembra che nel il dialogo tra te e Malvino vi unisca la contestazione - laica - dell&#039;ingerenza ecclesiastica nel mondo politico, e vi divida, invece, il segno tracciato per terra da Gesù...
Inosomma, vi unisce la Religione, vi divide la fede.
Tu vieni dalla tradizione degli &quot;obbedienti in piedi&quot;. Oggi si va verso la disobbedienza in ginocchio. Non è il caso di Malvino. Parlo di ben altri personaggi. Veline incluse. 
ps. Mi sono sempre dimenticato di inserirti nel blogroll, cosa che farà immediatamente.
Ciao
Ale</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Antonio mi sembra che nel il dialogo tra te e Malvino vi unisca la contestazione &#8211; laica &#8211; dell&#8217;ingerenza ecclesiastica nel mondo politico, e vi divida, invece, il segno tracciato per terra da Gesù&#8230;<br />
Inosomma, vi unisce la Religione, vi divide la fede.<br />
Tu vieni dalla tradizione degli &#8220;obbedienti in piedi&#8221;. Oggi si va verso la disobbedienza in ginocchio. Non è il caso di Malvino. Parlo di ben altri personaggi. Veline incluse.<br />
ps. Mi sono sempre dimenticato di inserirti nel blogroll, cosa che farà immediatamente.<br />
Ciao<br />
Ale</p>
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	<item>
		<title>By: Carlo Merolli</title>
		<link>http://antoniotombolini.simplicissimus.it/2009/07/risposta-aperta-e-quanto-alla-lettera-aperta-che-mi-ha-scritto-malvino.html/comment-page-1#comment-11341</link>
		<dc:creator>Carlo Merolli</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 20:14:16 +0000</pubDate>
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		<description>Aridaje co´sta Genesi! su Otto Gross giuochi in casa e la sua sorte  mi ha sempre ricordato  quella infelice di Dino Campana: la societá ufficiale che emette sentenze e relega persone di genio non conforme in manicomi o nelle pieghe della storia. Comunque: la societá ufficiale e proprio quella che si intromette e decide - vorrebbe decidere - dove devi stare. Per farla brev la mia risposta a te é : no assolutamente no. 

Tutto il marchindrippo del potere temporale della Chiesa si basa sul (tuo/nostro) senso di colpa. Tanto é vero che il peccato é &quot;originale&quot;.
Quindi una fede cattolica che voglia liberarsi delle sue origini di peccato e quindi del senso di colpa é una contraddizione in termini. Tanto é vero che anche i protestanti, pur ribellandosi e criticando, lo hanno poi mantenuto o sostituito con atteggiamenti equivalenti (la grazia, gli eletti e baggianate varie). 

Perche ?  `ma é semplice: come fai a tenere uno alla catena che é libero, che non prova sensi di colpa e non si vergogna di essere nudo, né di essersi mangiato il frutto della conoscenza e magari di essersi fatto - loro si - una sveltina sotto il suindicato albero ?

Secondo me é tutta una trappola intellettuale (pensa alla confessione! dai!...) per controllare e tenere a bada gente
di temperamento focoso e mediterraneo, che sinnó continuava a beve, magná, scopá e allegramente sgozzarsi l&#039;un l&#039;altro /altra, a seconda dei casi.

Ma visto che viviamo nel 2009 e la frittata é fatta, mi piace la risposta di Isacco - che ad occhio e croce tanto entusiasta del cattolicesimo  non mi sembra - : usiamo quel po´di ragione che abbiamo e ricominciamo dal &quot;cielo stellato sopra di me&quot; e responsabilitá varie
personali. 

Ricominciamo troisianamnete da tre e mettiamoci in testa che Adamo ed Eva né peccarono né commisero colpe: non sapevano neanche la differenza tra nudi e vestiti, figurati se potevano mai voler trasgredire. &quot;Pore creature&quot;, come i croati del Giusti: strumenti ciechi di occhiuta rapina che loro non tocca e forse non sanno&quot;.

E se qualcuno si scandolezza per quell&#039; &quot;occhiuta rapina&quot; sappi che non é rivolto all&#039; essere perfettissimo creatore del cielo e della terra ovemai esista, ma a chi ha sistematizzato e volto a proprio vantaggio un sacco di storie  e leggende dei tempi dei nostri progenitori.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Aridaje co´sta Genesi! su Otto Gross giuochi in casa e la sua sorte  mi ha sempre ricordato  quella infelice di Dino Campana: la societá ufficiale che emette sentenze e relega persone di genio non conforme in manicomi o nelle pieghe della storia. Comunque: la societá ufficiale e proprio quella che si intromette e decide &#8211; vorrebbe decidere &#8211; dove devi stare. Per farla brev la mia risposta a te é : no assolutamente no. </p>
<p>Tutto il marchindrippo del potere temporale della Chiesa si basa sul (tuo/nostro) senso di colpa. Tanto é vero che il peccato é &#8220;originale&#8221;.<br />
Quindi una fede cattolica che voglia liberarsi delle sue origini di peccato e quindi del senso di colpa é una contraddizione in termini. Tanto é vero che anche i protestanti, pur ribellandosi e criticando, lo hanno poi mantenuto o sostituito con atteggiamenti equivalenti (la grazia, gli eletti e baggianate varie). </p>
<p>Perche ?  `ma é semplice: come fai a tenere uno alla catena che é libero, che non prova sensi di colpa e non si vergogna di essere nudo, né di essersi mangiato il frutto della conoscenza e magari di essersi fatto &#8211; loro si &#8211; una sveltina sotto il suindicato albero ?</p>
<p>Secondo me é tutta una trappola intellettuale (pensa alla confessione! dai!&#8230;) per controllare e tenere a bada gente<br />
di temperamento focoso e mediterraneo, che sinnó continuava a beve, magná, scopá e allegramente sgozzarsi l&#8217;un l&#8217;altro /altra, a seconda dei casi.</p>
<p>Ma visto che viviamo nel 2009 e la frittata é fatta, mi piace la risposta di Isacco &#8211; che ad occhio e croce tanto entusiasta del cattolicesimo  non mi sembra &#8211; : usiamo quel po´di ragione che abbiamo e ricominciamo dal &#8220;cielo stellato sopra di me&#8221; e responsabilitá varie<br />
personali. </p>
<p>Ricominciamo troisianamnete da tre e mettiamoci in testa che Adamo ed Eva né peccarono né commisero colpe: non sapevano neanche la differenza tra nudi e vestiti, figurati se potevano mai voler trasgredire. &#8220;Pore creature&#8221;, come i croati del Giusti: strumenti ciechi di occhiuta rapina che loro non tocca e forse non sanno&#8221;.</p>
<p>E se qualcuno si scandolezza per quell&#8217; &#8220;occhiuta rapina&#8221; sappi che non é rivolto all&#8217; essere perfettissimo creatore del cielo e della terra ovemai esista, ma a chi ha sistematizzato e volto a proprio vantaggio un sacco di storie  e leggende dei tempi dei nostri progenitori.</p>
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	<item>
		<title>By: Isacco</title>
		<link>http://antoniotombolini.simplicissimus.it/2009/07/risposta-aperta-e-quanto-alla-lettera-aperta-che-mi-ha-scritto-malvino.html/comment-page-1#comment-11336</link>
		<dc:creator>Isacco</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 17:04:01 +0000</pubDate>
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		<description>Ma perche&#039; parlare di peccato quando questo termine si porta addosso un fardello enorme. Lasciamo il fardello e lasciamo la parola e cominciamo a parlare di responsabilita&#039;. Questo e&#039; un termine che mi piace. 
Ma ancora e sempre non capisco perche&#039; ti ostini a dichiararti cattolico cristiano. 
Mi spieghi perche&#039; farmi vomitare addosso e magari anche a mio figlio il catichesmo con i suoi peccati, sensi di colpa, peccato originale, confessione (usanza barbara all&#039;inverosimile) e qualche predica annacquata per poi ritrovarsi &quot;anche più solo, con al fianco nessuno&quot;. 
Se poi dobbiabo leggere di scritture sulla sabbia o altro ancora possiamo farlo da noi parlandone con gli amici e forgiando la nostra coscienza da persone libere senza nessuno che ci vomiti addosso le sue verita&#039;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma perche&#8217; parlare di peccato quando questo termine si porta addosso un fardello enorme. Lasciamo il fardello e lasciamo la parola e cominciamo a parlare di responsabilita&#8217;. Questo e&#8217; un termine che mi piace.<br />
Ma ancora e sempre non capisco perche&#8217; ti ostini a dichiararti cattolico cristiano.<br />
Mi spieghi perche&#8217; farmi vomitare addosso e magari anche a mio figlio il catichesmo con i suoi peccati, sensi di colpa, peccato originale, confessione (usanza barbara all&#8217;inverosimile) e qualche predica annacquata per poi ritrovarsi &#8220;anche più solo, con al fianco nessuno&#8221;.<br />
Se poi dobbiabo leggere di scritture sulla sabbia o altro ancora possiamo farlo da noi parlandone con gli amici e forgiando la nostra coscienza da persone libere senza nessuno che ci vomiti addosso le sue verita&#8217;.</p>
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	<item>
		<title>By: Antonio Tombolini</title>
		<link>http://antoniotombolini.simplicissimus.it/2009/07/risposta-aperta-e-quanto-alla-lettera-aperta-che-mi-ha-scritto-malvino.html/comment-page-1#comment-11332</link>
		<dc:creator>Antonio Tombolini</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 14:08:10 +0000</pubDate>
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		<description>Prima cosa: vi amo tutti. Poi dicono che su internet si possono fare solo sveltine. Ok.

Nel merito non aggiungo altro, mi piace stare ad ascoltare un po&#039; voi, ed altri commenti se ne arriveranno. Voglio solo appuntarmi una cosa che ritengo fondamentale, da quel che dice Giorgian qui sopra:
&quot;a chiesa quei dubbi li proibisce – non senza lasciare, ovviamente, la scappatoia d’ordinanza: il dubbio è peccato, un peccato perdonabile, ma per cui sentirsi in colpa.&quot;

Ecco, il senso di colpa: questo è il punto chiave. Sbarazzarsi del senso di colpa, senza di quello né la Chiesa né altri hanno possibilità di oppressione spirituale. E la mia domanda è: ha senso una fede, e magari una fede cristiana, e magari una fede cattolica, *che non contempli* il senso di colpa? E&#039; cioè ipotizzabile un concetto di &quot;peccato&quot; che sia più nel senso dell&#039;&quot;errore&quot; da correggere che non nel senso della &quot;colpa&quot; da punire?
Provai a far partire qualche pensiero perfino qui su questo tema, ma l&#039;ho colpevolmente abbandonato :)
http://antoniotombolini.simplicissimus.it/2005/11/e_si_accorsero_che_erano_nudi_.html

Nel frattempo ho scoperto uno che - in chiave psicoanalitica - aveva interpretato l&#039;episodio di Genesi esattamente come me. Si tratta di uno &quot;fuori dal giro&quot; naturalmente, e dimenticato, ma che varrebbe la pena rileggere senza i paraocchi della pubblicistica demonizzante: Otto Gross, Zur funktionellen Geistesbildung des Revolutionärs.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Prima cosa: vi amo tutti. Poi dicono che su internet si possono fare solo sveltine. Ok.</p>
<p>Nel merito non aggiungo altro, mi piace stare ad ascoltare un po&#8217; voi, ed altri commenti se ne arriveranno. Voglio solo appuntarmi una cosa che ritengo fondamentale, da quel che dice Giorgian qui sopra:<br />
&#8220;a chiesa quei dubbi li proibisce – non senza lasciare, ovviamente, la scappatoia d’ordinanza: il dubbio è peccato, un peccato perdonabile, ma per cui sentirsi in colpa.&#8221;</p>
<p>Ecco, il senso di colpa: questo è il punto chiave. Sbarazzarsi del senso di colpa, senza di quello né la Chiesa né altri hanno possibilità di oppressione spirituale. E la mia domanda è: ha senso una fede, e magari una fede cristiana, e magari una fede cattolica, *che non contempli* il senso di colpa? E&#8217; cioè ipotizzabile un concetto di &#8220;peccato&#8221; che sia più nel senso dell&#8217;&#8221;errore&#8221; da correggere che non nel senso della &#8220;colpa&#8221; da punire?<br />
Provai a far partire qualche pensiero perfino qui su questo tema, ma l&#8217;ho colpevolmente abbandonato <img src='http://antoniotombolini.simplicissimus.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
<a href="http://antoniotombolini.simplicissimus.it/2005/11/e_si_accorsero_che_erano_nudi_.html" rel="nofollow">http://antoniotombolini.simplicissimus.it/2005/11/e_si_accorsero_che_erano_nudi_.html</a></p>
<p>Nel frattempo ho scoperto uno che &#8211; in chiave psicoanalitica &#8211; aveva interpretato l&#8217;episodio di Genesi esattamente come me. Si tratta di uno &#8220;fuori dal giro&#8221; naturalmente, e dimenticato, ma che varrebbe la pena rileggere senza i paraocchi della pubblicistica demonizzante: Otto Gross, Zur funktionellen Geistesbildung des Revolutionärs.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: giorgian</title>
		<link>http://antoniotombolini.simplicissimus.it/2009/07/risposta-aperta-e-quanto-alla-lettera-aperta-che-mi-ha-scritto-malvino.html/comment-page-1#comment-11330</link>
		<dc:creator>giorgian</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 08:33:54 +0000</pubDate>
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		<description>salve,
arrivo anch&#039;io a questo post condotto dal blog di malvino.

sono uno di quei (tantissimi ancorché tristi, in fondo) convinti anticlericali che erano molto credenti da piccoli.

trovo interessante la risposta; naturalmente ha ragione sul fatto che certe critiche sembrano mancare il punto (in realtà centrano altri punti, ché mica ce n&#039;è uno solo!), né dubito che malvino (nel caso presente) lo ignori.

voltaire (giusto per citare uno qualunque) torna spessissimo sul fatto che gesù non ha mai parlato di trinità, transustanziazione, spirito che procede dal padre e dal figlio e tutte le altre sciocchezze sulle quali da secoli credenti senza fede si scannano (letteralmente) e soprattutto scannano gli altri.

non sarò certo io a dire che i dogmi sono la vera cosa importante, o che uno andrà all&#039;inferno perché ha calcolato male il numero di angeli che possono stare sulla punta di uno spillo; riconosco nella mia esperienza personale ciò di cui lei parla, quel rimanere soli con sé stessi.

mi riconosco per esperienza personale in quel rimanere solo coi propri dubbi: da cattolico un tempo*, da panteistagnosico oggi.

il problema, vale a dire il motivo per cui sto scrivendo questo commento, è che la chiesa quei dubbi li proibisce - non senza lasciare, ovviamente, la scappatoia d&#039;ordinanza: il dubbio è peccato, un peccato perdonabile, ma per cui sentirsi in colpa.

il fatto è che questo papa - e non mi si dica che è una posizione minoritaria - torna ogni cinque minuti ad affermare che il più grande pericolo (oltre ai preservativi, l&#039;omosessualità e insomma tutte le fisime sessuofobiche che un vecchio monomaniaco non ha evidentemente mai superato) è il nichilismo, dove per nichilismo deve intendersi dubbio che dura più di un istante e non si conclude col pentirsi di aver dubitato; nichilismo al quale portano tante strade che neanche roma: il laicismo, il relativismo, l&#039;uso improprio della ragione.

presentare il dubbio come debolezza (perdonabile, ovvio) anziché come forza ha proprio questo effetto: lasciare ognuno solo coi propri dubbi, impedire che il dubbio di uno possa parlare col dubbio dell&#039;altro.

e sentirsi in colpa per il proprio dubbio è il modo migliore per condannare i dubbi degli altri.

giorgian



* erano dubbi piccoli, ovviamente: io ero troppo giovane per poter avere sulla coscienza altri peccati che proprio quei dubbi; e infine potrei dire che abbandonai la fede proprio per la superbia di non volerli condannare, quei piccoli dubbi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>salve,<br />
arrivo anch&#8217;io a questo post condotto dal blog di malvino.</p>
<p>sono uno di quei (tantissimi ancorché tristi, in fondo) convinti anticlericali che erano molto credenti da piccoli.</p>
<p>trovo interessante la risposta; naturalmente ha ragione sul fatto che certe critiche sembrano mancare il punto (in realtà centrano altri punti, ché mica ce n&#8217;è uno solo!), né dubito che malvino (nel caso presente) lo ignori.</p>
<p>voltaire (giusto per citare uno qualunque) torna spessissimo sul fatto che gesù non ha mai parlato di trinità, transustanziazione, spirito che procede dal padre e dal figlio e tutte le altre sciocchezze sulle quali da secoli credenti senza fede si scannano (letteralmente) e soprattutto scannano gli altri.</p>
<p>non sarò certo io a dire che i dogmi sono la vera cosa importante, o che uno andrà all&#8217;inferno perché ha calcolato male il numero di angeli che possono stare sulla punta di uno spillo; riconosco nella mia esperienza personale ciò di cui lei parla, quel rimanere soli con sé stessi.</p>
<p>mi riconosco per esperienza personale in quel rimanere solo coi propri dubbi: da cattolico un tempo*, da panteistagnosico oggi.</p>
<p>il problema, vale a dire il motivo per cui sto scrivendo questo commento, è che la chiesa quei dubbi li proibisce &#8211; non senza lasciare, ovviamente, la scappatoia d&#8217;ordinanza: il dubbio è peccato, un peccato perdonabile, ma per cui sentirsi in colpa.</p>
<p>il fatto è che questo papa &#8211; e non mi si dica che è una posizione minoritaria &#8211; torna ogni cinque minuti ad affermare che il più grande pericolo (oltre ai preservativi, l&#8217;omosessualità e insomma tutte le fisime sessuofobiche che un vecchio monomaniaco non ha evidentemente mai superato) è il nichilismo, dove per nichilismo deve intendersi dubbio che dura più di un istante e non si conclude col pentirsi di aver dubitato; nichilismo al quale portano tante strade che neanche roma: il laicismo, il relativismo, l&#8217;uso improprio della ragione.</p>
<p>presentare il dubbio come debolezza (perdonabile, ovvio) anziché come forza ha proprio questo effetto: lasciare ognuno solo coi propri dubbi, impedire che il dubbio di uno possa parlare col dubbio dell&#8217;altro.</p>
<p>e sentirsi in colpa per il proprio dubbio è il modo migliore per condannare i dubbi degli altri.</p>
<p>giorgian</p>
<p>* erano dubbi piccoli, ovviamente: io ero troppo giovane per poter avere sulla coscienza altri peccati che proprio quei dubbi; e infine potrei dire che abbandonai la fede proprio per la superbia di non volerli condannare, quei piccoli dubbi.</p>
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		<title>By: Carlo Merolli</title>
		<link>http://antoniotombolini.simplicissimus.it/2009/07/risposta-aperta-e-quanto-alla-lettera-aperta-che-mi-ha-scritto-malvino.html/comment-page-1#comment-11329</link>
		<dc:creator>Carlo Merolli</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 07:46:39 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://antoniotombolini.simplicissimus.it/?p=2919#comment-11329</guid>
		<description>Caro Pentolaccia, chiunque tu sia,

A parte che non mi ricordo di post riguardanti gli interessantissimi argomenti da te citati - e scrivo &quot;interessantissimi&quot; senza ironia -, non é che uno puo´fare a meno di ricordarsi che siamo in uno splendido Paese che dal punto di vista della religione é piú simile all&#039;Iran con i suoi guardiani delle fede, che al resto dell&#039;Europa laica di cui pur facciamo parte.

Come se questo non bastasse siamo ( beh, sono) ancora in molti a portarsi appresso un pesante bagaglio di domande esistenziali su se e sul come ma spesso anche su perché di questo status &quot;privilegiato&quot;.

Il fatto che la cosa stia bene e non procuri ambasce ne questioni morali alla maggior parte della gente, che é cattolica apostolica romana, spesso solo sulla carta, é cosa che dovrebbe preoccupare tutti
molto piú della spero momentanea assenza di donne nude e birra.

Eh si: perche se per queste ultime due, anche nell&#039;ordine inverso, c&#039;é sempre tempo, al condizionamento mentale, morale e materiale esercitato dallo Stato Cittá del Vaticano sulla maggior parte di noi (beh: voi) ci sono poche e scarse risposte pratiche che non siano quelle di una continua guardia alzata e sempre critica. Come nei due ultimi post di Malvino e di Antonio. Cosa, ovviamente faticosa, che drena energie, ruba tempo a occupazioni piu´socialmente utili come appunto l&#039;interesse per le nuditá dell&#039;altro sesso ( o magari dello stesso sesso, Vaticano permettendo) e della birra.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Pentolaccia, chiunque tu sia,</p>
<p>A parte che non mi ricordo di post riguardanti gli interessantissimi argomenti da te citati &#8211; e scrivo &#8220;interessantissimi&#8221; senza ironia -, non é che uno puo´fare a meno di ricordarsi che siamo in uno splendido Paese che dal punto di vista della religione é piú simile all&#8217;Iran con i suoi guardiani delle fede, che al resto dell&#8217;Europa laica di cui pur facciamo parte.</p>
<p>Come se questo non bastasse siamo ( beh, sono) ancora in molti a portarsi appresso un pesante bagaglio di domande esistenziali su se e sul come ma spesso anche su perché di questo status &#8220;privilegiato&#8221;.</p>
<p>Il fatto che la cosa stia bene e non procuri ambasce ne questioni morali alla maggior parte della gente, che é cattolica apostolica romana, spesso solo sulla carta, é cosa che dovrebbe preoccupare tutti<br />
molto piú della spero momentanea assenza di donne nude e birra.</p>
<p>Eh si: perche se per queste ultime due, anche nell&#8217;ordine inverso, c&#8217;é sempre tempo, al condizionamento mentale, morale e materiale esercitato dallo Stato Cittá del Vaticano sulla maggior parte di noi (beh: voi) ci sono poche e scarse risposte pratiche che non siano quelle di una continua guardia alzata e sempre critica. Come nei due ultimi post di Malvino e di Antonio. Cosa, ovviamente faticosa, che drena energie, ruba tempo a occupazioni piu´socialmente utili come appunto l&#8217;interesse per le nuditá dell&#8217;altro sesso ( o magari dello stesso sesso, Vaticano permettendo) e della birra.</p>
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	<item>
		<title>By: pentolaccia</title>
		<link>http://antoniotombolini.simplicissimus.it/2009/07/risposta-aperta-e-quanto-alla-lettera-aperta-che-mi-ha-scritto-malvino.html/comment-page-1#comment-11328</link>
		<dc:creator>pentolaccia</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 00:46:53 +0000</pubDate>
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		<description>Jeeesus!
Questo post mi fa tornare in mente i bei tempi quando in questo blog si parlava di donne nude e birra...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Jeeesus!<br />
Questo post mi fa tornare in mente i bei tempi quando in questo blog si parlava di donne nude e birra&#8230;</p>
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		<title>By: Carlo Merolli</title>
		<link>http://antoniotombolini.simplicissimus.it/2009/07/risposta-aperta-e-quanto-alla-lettera-aperta-che-mi-ha-scritto-malvino.html/comment-page-1#comment-11326</link>
		<dc:creator>Carlo Merolli</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 21:02:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://antoniotombolini.simplicissimus.it/?p=2919#comment-11326</guid>
		<description>Shakespeare ne aveva giá parlato, di Antonio -love labours lost - Tombolini. Il fatto é che extra ecclesiam nulla salus e quindi le delusioni di pietas e caritas di Antonio sono sanabili solo con il passaggio da cattolico a cristiano. Dove poi ti accorgi di avere valori simili ai mussulmani, agli abrei, ai buddisti e toh´: anche ai socialisti.

&quot;Fai quello che il prete dice, non quello che il prete fá&quot;, lungi dall&#039;essere una professione di teraipocrisia, é l&#039;insegnamento piu´vero e profondo di Santa Madre Chiesa, che un po´mette le mani avanti, un po´si salva in corner ed un po´- molto - ti rammenta quale sia la sostanza delle cose.

C&#039;é una massa di persone kantianamente oneste che ama il prossimo, che non fa agli altri quello che etc etc e che mai si sognerebbe di scagliare la prima pietra. (*)  I dubbi ci sono perché il catechismo te li ha seminati in testa per farti concentrare su un sacco di questioni che questoni non sono: ammesso e non concesso che Dio esista, chi se ne frega ? cui prodest ?

 L&#039;infallibilitá del Pontefice, Mussolini ha sempre ragione, meno male che Silvio c&#039;é : il potere temporale della Chiesa ha bisogno di dogmi, non certo tu né tanto meno io. Il giorno che
non avremo piú bisogno delle forme piu´invadenti di di Dio, di Stato di servi o di padroni, forse cominceremo a godercela un po´di piu´e ad apprezzare la vita per quello che é. Non per come qualcun altro ci ha detto che dovrebbe essere. Utopie a parte:  vedi come é andata a finire a Francesco d&#039;Assisi che qualche dubbio come Antonio lo provava e qualche aspirazione di cambiamento la aveva.

(*) I segni di Cristo sulla sabbia: secondo me era un trucco psicologico. Da una parte ti confronto con quesiti legali da cui dipende una vita, metto a nudo la tua anima costringendoti a riflettere sul fatto se sei senza peccato o no: dall&#039;altra non ti do&#039; nessuna importanza come interlocutore, &quot;nun me te filo pe gnente&quot;. Infatto continuo a scarabocchiare sulla sabbia, come se niente fosse,
perché non sei tu a dover giudicare il prossimo tuo. 

Sul &quot;va e non peccare piu´&quot; invece si potrebbe elaborare molto ma é fuori seminato e non vorrei mettere sale sulla ferita.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Shakespeare ne aveva giá parlato, di Antonio -love labours lost &#8211; Tombolini. Il fatto é che extra ecclesiam nulla salus e quindi le delusioni di pietas e caritas di Antonio sono sanabili solo con il passaggio da cattolico a cristiano. Dove poi ti accorgi di avere valori simili ai mussulmani, agli abrei, ai buddisti e toh´: anche ai socialisti.</p>
<p>&#8220;Fai quello che il prete dice, non quello che il prete fá&#8221;, lungi dall&#8217;essere una professione di teraipocrisia, é l&#8217;insegnamento piu´vero e profondo di Santa Madre Chiesa, che un po´mette le mani avanti, un po´si salva in corner ed un po´- molto &#8211; ti rammenta quale sia la sostanza delle cose.</p>
<p>C&#8217;é una massa di persone kantianamente oneste che ama il prossimo, che non fa agli altri quello che etc etc e che mai si sognerebbe di scagliare la prima pietra. (*)  I dubbi ci sono perché il catechismo te li ha seminati in testa per farti concentrare su un sacco di questioni che questoni non sono: ammesso e non concesso che Dio esista, chi se ne frega ? cui prodest ?</p>
<p> L&#8217;infallibilitá del Pontefice, Mussolini ha sempre ragione, meno male che Silvio c&#8217;é : il potere temporale della Chiesa ha bisogno di dogmi, non certo tu né tanto meno io. Il giorno che<br />
non avremo piú bisogno delle forme piu´invadenti di di Dio, di Stato di servi o di padroni, forse cominceremo a godercela un po´di piu´e ad apprezzare la vita per quello che é. Non per come qualcun altro ci ha detto che dovrebbe essere. Utopie a parte:  vedi come é andata a finire a Francesco d&#8217;Assisi che qualche dubbio come Antonio lo provava e qualche aspirazione di cambiamento la aveva.</p>
<p>(*) I segni di Cristo sulla sabbia: secondo me era un trucco psicologico. Da una parte ti confronto con quesiti legali da cui dipende una vita, metto a nudo la tua anima costringendoti a riflettere sul fatto se sei senza peccato o no: dall&#8217;altra non ti do&#8217; nessuna importanza come interlocutore, &#8220;nun me te filo pe gnente&#8221;. Infatto continuo a scarabocchiare sulla sabbia, come se niente fosse,<br />
perché non sei tu a dover giudicare il prossimo tuo. </p>
<p>Sul &#8220;va e non peccare piu´&#8221; invece si potrebbe elaborare molto ma é fuori seminato e non vorrei mettere sale sulla ferita.</p>
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		<title>By: ugolino</title>
		<link>http://antoniotombolini.simplicissimus.it/2009/07/risposta-aperta-e-quanto-alla-lettera-aperta-che-mi-ha-scritto-malvino.html/comment-page-1#comment-11325</link>
		<dc:creator>ugolino</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 17:25:29 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://antoniotombolini.simplicissimus.it/?p=2919#comment-11325</guid>
		<description>Gentile Antonio, giungo qui attraverso il blog di Malvino, di cui sono assiduo lettore e del quale apprezzo molte cose, ma in particolare il rigore laico e la scrittura.

L&#039;impressione, leggendo questa sua ampia replica, è che o a me non è chiaro cosa significhi essere cattolico, cosa pressoché certa, o non è chiaro a lei, cosa invece da ritenersi inverosimile.

Le sarei veramente grato se volesse, lo dico senza sarcasmo, spiegarmi il significato che lei attribuisce all&#039;essere cattolico, inteso come particolare e specifico modo di essere cristiano.

A scanso di equivoci io non sono cattolico, e per quanto mi è dato di sapere di lui, non posso dirmi neanche cristiano, nemmeno nella misura in cui il mio agnosticismo mi consentirebbe di aderirvi quale modello filosofico ed etico. Potrei dirmi, con maggiore facilità e con un po&#039; di humor, malviniano.

C&#039;é una parte del suo discorso che mi ha colpito particolarmente, quella in cui il cattolico, driblato il magistero della Chiesa e rintuzzato l&#039;anticlericale insolente (con ironia) si trova finalmente solo, solo con se stesso - dico io - e con suoi dubbi.
Paradossalmente è esattamente la posizione in cui mi sono dovuto adattare a condurre la mia esistenza sino ad oggi, in cui il dubbio è l&#039;unica cosa certa (senza ironia, stavolta). Da non credente ho persino il dubbio che un dio esista davvero.
Tra me e lei almeno in questo dovrebbero esserci delle differenze e le chiedo: tra i tanti dubbi che ogni giorno mettono in crisi la sua fede, una certezza se la sente di dichiararla?

Grazie in ogni caso per l&#039;occasione di riflessione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Antonio, giungo qui attraverso il blog di Malvino, di cui sono assiduo lettore e del quale apprezzo molte cose, ma in particolare il rigore laico e la scrittura.</p>
<p>L&#8217;impressione, leggendo questa sua ampia replica, è che o a me non è chiaro cosa significhi essere cattolico, cosa pressoché certa, o non è chiaro a lei, cosa invece da ritenersi inverosimile.</p>
<p>Le sarei veramente grato se volesse, lo dico senza sarcasmo, spiegarmi il significato che lei attribuisce all&#8217;essere cattolico, inteso come particolare e specifico modo di essere cristiano.</p>
<p>A scanso di equivoci io non sono cattolico, e per quanto mi è dato di sapere di lui, non posso dirmi neanche cristiano, nemmeno nella misura in cui il mio agnosticismo mi consentirebbe di aderirvi quale modello filosofico ed etico. Potrei dirmi, con maggiore facilità e con un po&#8217; di humor, malviniano.</p>
<p>C&#8217;é una parte del suo discorso che mi ha colpito particolarmente, quella in cui il cattolico, driblato il magistero della Chiesa e rintuzzato l&#8217;anticlericale insolente (con ironia) si trova finalmente solo, solo con se stesso &#8211; dico io &#8211; e con suoi dubbi.<br />
Paradossalmente è esattamente la posizione in cui mi sono dovuto adattare a condurre la mia esistenza sino ad oggi, in cui il dubbio è l&#8217;unica cosa certa (senza ironia, stavolta). Da non credente ho persino il dubbio che un dio esista davvero.<br />
Tra me e lei almeno in questo dovrebbero esserci delle differenze e le chiedo: tra i tanti dubbi che ogni giorno mettono in crisi la sua fede, una certezza se la sente di dichiararla?</p>
<p>Grazie in ogni caso per l&#8217;occasione di riflessione.</p>
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