
Sono molto felice di annunciare la pubblicazione di Greetings from, di Sergio Pilu aka Squonk. E’ un bel libro di viaggi, ricco al punto che sentirete montare l’invidia. Sarà la dolcezza della prosa di Sergio che si incaricherà di smontarla, per trasportarvi nelle mille città da lui attraversate.
Disponibile per il download gratuito, a cura di Simplicissimus Book Farm.
[UPDATE: Nel frattempo [mini]marketing, di Gianluca Diegoli, ha superato le 5.000 copie, e Il Minottino, di Daniele Minotti, è a quota 4.300!]
In principio era il nulla. Poi qualcosa. Ma non all’improvviso, no: qualcosa viene alla vita dal niente di vita, un po’ alla volta. Guardare a questa storia isolando fotogrammi è sbagliato. “C’è già la vita adesso?” chiede il moralista (bio-eticista, ok, se proprio ci tenete alla cacofonia à la page), e fissa un attimo, e poi un altro, e poi un altro ancora.
Sì, no, secondo me sì, secondo me no, si strillano addosso.
Che stronzate. La vita è flusso e nasce come tale. Ovviamente finisce anche come tale (ché altrettanto stupido sarà chiedersi bloccando i fotogrammi “non c’è più vita ora? E ora? E ora?“).
Ci serve fissare un attimo, un istante, per la vita, e per la morte: certo, ci serve per farne scaturire conseguenze giuridiche, per regolare il nostro stare insieme. E non saranno, non potranno che essere, devono essere soltanto convenzioni giuridiche, come tali aggiustabili nel tempo, modificabili in funzione di quel che sappiamo e di quel che vogliamo, di ciò su cui vorremo e sapremo basare il nostro vivere insieme.
Ma a indagare l’essere, la vita nella sua essenza, no, il fotogramma è fuori luogo, è cinema, e non vita.
La vita non la vedi nascere nell’istante, l’istante è la negazione della vita. Non si nasce in un attimo, la vita non nasce in un attimo: la vita nasce come storia, in una storia, la vita è una storia, una storia tra il non-esserci-ancora-del-tutto (che è già un modo di essere), l’esserci-ancora e il non-esserci-più-del-tutto (che è anch’esso, naturalmente, un modo d’essere).
La vita è la storia che parte dal non-esserci e cammina, e camminando è già-vita-ma-ancora-no a lungo, per molti istanti, ambigui e indistinguibili, vitalmente ambigui e vitalmente indistinguibili. La vita richiede l’ambiguità come condizione: dove non c’è ambiguità non può esserci vita. E costoro (pensierino strada facendo…) i bio-eticisti dico, si proporrebbero di indagarla, la vita, allo scopo di eliminarne l’ambiguità… che idioti.
La vita nasce, dunque, certo: a patto di non voler con questo intendere che divida la storia in due con la nettezza della lama di un bisturi: di là non c’era ancora, di qua c’è, già nata. No, la vita è uno stato nascente che dura. E continua a nascere, e a un certo punto nascendo, mentre ancora nasce (ché senza nascere e ri-nascere mai potrebbe durare) comincia anche a morire, finché muore, lasciando luogo al non-esserci-più, che è la stessa storia del non-esserci-ancora di prima della nascita, ma arricchita dell’esserci-stato, nel frattempo, di quella singola vita.
Ma è davvero tanto difficile pensare così la vita? E’ davvero così tanto difficile pensare la vita nel modo in cui poi, di fatto, la viviamo? Viviamo forse noi un istante, o una successione di istanti? O non piuttosto una storia, la nostra storia, e l’incontro con la (e l’incontro della) storia altrui?
L’occasione è stata l’incontro con Angelo Gaja, di cui tanto si è parlato e tanto si parlerà ancora (io mi sono limitato alla fredda cronaca). Patrizia e io siamo partiti venerdì scorso e abbiamo trascorso due belle giornate in giro per le Langhe coperte da una bella coltre di neve.
Ci tengo a raccomandarvi un bed&breakfast bellissimo (lo vedete nelle prime foto del filmato), che Patrizia ha scovato in rete: è Il Sole e la Luna, se potete andateci, e dite alla signora Torrengo che vi mando io
Enjoy!
L’Assemblea Costituente di Progetto VRM si terrà a Milano, in Bicocca, il 27 gennaio prossimo. La pagina per le iscrizioni (col programma e le informazioni utili) è qui. Intervieni numeroso!