Scuola e ebook: la disinformazione all’opera

Leggetevi quest’articolo apparso il 27 luglio sul Sole 24 Ore: Il libro di scuola non va online.

Trasuda saggezza e buon senso – a buon mercato – a non finire. E trasuda malcelato sollievo. E un’ancor più malcelata paura: quella degli editori scolastici dominanti, che si sentono sempre più mancare il terreno sotto i piedi.

Autentiche perle di saggezza, davvero. Pare ad esempio che non sarebbe giusto adottare il digitale per i testi scolastici, perché altrimenti ai poveri studenti toccherebbe forzatamente munirsi di computer, pensate che ingiustizia (evidentemente forzatamente munirsi di kili e kili di carta inutile invece va bene). Pare inoltre che un ebook alla fine costerebbe più del libro di testo tradizionale, perché poi tocca stamparselo, e via di questo passo.

Per fortuna c’è chi ha pensato a smascherare il giochino, mostrando la cosa per quello che è, ovvero un articolo in malafede.

7 risposte a “Scuola e ebook: la disinformazione all’opera”

  1. Che ingiustizia, infatti, spendere 300-400 Euro (una tantum, che su larga scala potrebbero essere anche meno) per un PC invece di 350 Euro all’anno per i libri!

    …ma ovviamente bisogna che gli editori ci guadagnino, anche cambiando continuamente edizione – magari in un dettaglio – per evitare pure la vendita dei libri usati…

  2. Non ci posso credere! L’articolo contiene delle citazioni veramente comiche.
    Quella della risma e delle cartucce di Greco che si stampa il pdf è veramente bella!

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