<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Comments on: Ebook a scuola: il testo della finanziaria 2009 non è affatto male</title>
	<atom:link href="http://antoniotombolini.simplicissimus.it/2008/06/ebook-a-scuola-il-testo-della-finanziaria-2009-non-e-affatto-male.html/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://antoniotombolini.simplicissimus.it/2008/06/ebook-a-scuola-il-testo-della-finanziaria-2009-non-e-affatto-male.html</link>
	<description>il blog di Antonio Tombolini</description>
	<lastBuildDate>Fri, 10 Feb 2012 18:54:32 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
	<item>
		<title>By: vittorio</title>
		<link>http://antoniotombolini.simplicissimus.it/2008/06/ebook-a-scuola-il-testo-della-finanziaria-2009-non-e-affatto-male.html/comment-page-1#comment-11321</link>
		<dc:creator>vittorio</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 20:16:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://antoniotombolini.simplicissimus.it/?p=2101#comment-11321</guid>
		<description>Conosciamo le statistiche ocse, ma i numeri vanno interpretati. È certo auspicabile uno snellimento necessario, ma non si può non tener conto, ad esempio, di un&#039;edilizia scolastica spesso non in grado di contenere (letteralmente) un certo numero di alunni. Non credo che la soluzione al nostro misero posizionamento Ocse, sia solo quella di una giusta &quot;risistemazione di classi, istituti, ecc. Credo che l&#039;Italia presenti altre forme di arretratezza, alcune attribuibili ad una classe docente, stanca, non sempre preparata, spesso non contemporanea al reale; altre ad una veloce trasformazione etno-socio-culturale alle quale è difficile stare dietro. Ci si interroga su nuove strade per la didattica -e non solo in Italia- e sui contenuti attuali e futuri, proprio perché c&#039;è una grande rivoluzione a livello mondiale. È anche vero che sono in aumento le patologie legate al mestiere dell&#039;insegnante, come quelle di alunni con patologie spesso non certificate. Insomma c&#039;è una SCUOLA e poi c&#039;è ogni singola scuola. Perché, mi creda, avere in classe 7 migranti  che parlano 6 lingue è una bella sfida d&#039;integrazione. Stimolante, ma estramente complessa. Ho lavorato a lungo nel privato e sono d&#039;accordo sul fatto che il sistema pubblico sia una sorta di metastasi.  Credo che occorra agire non solo asportando chirurgicamente, ma anche apportando nuove energie e risorse. 
È anche vero che nella scuola c&#039;è moltissimo volontariato, e che in diversi paesi la retribuzione economica è più alta. Anche questo è un oggetto di riflessione. 
Mi dispiace comunque sentirmi parte di una minoranza operosa, dominata dal popolo dei fannulloni. Se è proprio così è veramente uno schifo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Conosciamo le statistiche ocse, ma i numeri vanno interpretati. È certo auspicabile uno snellimento necessario, ma non si può non tener conto, ad esempio, di un&#8217;edilizia scolastica spesso non in grado di contenere (letteralmente) un certo numero di alunni. Non credo che la soluzione al nostro misero posizionamento Ocse, sia solo quella di una giusta &#8220;risistemazione di classi, istituti, ecc. Credo che l&#8217;Italia presenti altre forme di arretratezza, alcune attribuibili ad una classe docente, stanca, non sempre preparata, spesso non contemporanea al reale; altre ad una veloce trasformazione etno-socio-culturale alle quale è difficile stare dietro. Ci si interroga su nuove strade per la didattica -e non solo in Italia- e sui contenuti attuali e futuri, proprio perché c&#8217;è una grande rivoluzione a livello mondiale. È anche vero che sono in aumento le patologie legate al mestiere dell&#8217;insegnante, come quelle di alunni con patologie spesso non certificate. Insomma c&#8217;è una SCUOLA e poi c&#8217;è ogni singola scuola. Perché, mi creda, avere in classe 7 migranti  che parlano 6 lingue è una bella sfida d&#8217;integrazione. Stimolante, ma estramente complessa. Ho lavorato a lungo nel privato e sono d&#8217;accordo sul fatto che il sistema pubblico sia una sorta di metastasi.  Credo che occorra agire non solo asportando chirurgicamente, ma anche apportando nuove energie e risorse.<br />
È anche vero che nella scuola c&#8217;è moltissimo volontariato, e che in diversi paesi la retribuzione economica è più alta. Anche questo è un oggetto di riflessione.<br />
Mi dispiace comunque sentirmi parte di una minoranza operosa, dominata dal popolo dei fannulloni. Se è proprio così è veramente uno schifo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Antonio Tombolini</title>
		<link>http://antoniotombolini.simplicissimus.it/2008/06/ebook-a-scuola-il-testo-della-finanziaria-2009-non-e-affatto-male.html/comment-page-1#comment-11320</link>
		<dc:creator>Antonio Tombolini</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 17:05:58 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://antoniotombolini.simplicissimus.it/?p=2101#comment-11320</guid>
		<description>Vado con l&#039;accetta (se servono pezze d&#039;appoggio, qualche ricerchina nel sito OCSE aiuterà: http://www.oecd.org/): l&#039;Italia ha uno dei sistemi scolastici più cari e meno performanti, comunque la si voglia giustificare. E&#039; l&#039;OCSE che rimarcando le scarse performance raccomanda guarda caso proprio &quot;di aumentare il numero degli studenti per classe, minimizzando il numero di classi all&#039;interno dell&#039;istituto scolastico e raggruppando gli istituti piccoli.&quot; Perché è vero che molte classi saranno molto affollate, ma questo accade (e come mai non viene mai detto?) perché &quot;le categorie&quot;, in questo paese governato dalle corporazioni, docenti inclusi, non mollano sul mantenimento in vita (vita?!?) di migliaia di classi e istituti che non hanno più ragion d&#039;essere, in zone praticamente disabitate. Insegnanti che non esitano a utilizzare demagogicamente i &quot;casi umani&quot; (oh, la bambina che dovrà fare tutte le mattine mezz&#039;ora d&#039;autobus per andare a scuola, oh!). Un po&#039; come avviene per gli ospedali, insomma: gli insegnanti in gamba sono fottuti dalla maggioranza dominante di insegnanti fannulloni. Altrove sono le scuole a scegliersi gli insegnanti, mettendoli in competizione tra loro, da noi sono gli insegnanti (quelli garantiti, ovvio) a scegliersi le scuole.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vado con l&#8217;accetta (se servono pezze d&#8217;appoggio, qualche ricerchina nel sito OCSE aiuterà: <a href="http://www.oecd.org/" rel="nofollow">http://www.oecd.org/</a>): l&#8217;Italia ha uno dei sistemi scolastici più cari e meno performanti, comunque la si voglia giustificare. E&#8217; l&#8217;OCSE che rimarcando le scarse performance raccomanda guarda caso proprio &#8220;di aumentare il numero degli studenti per classe, minimizzando il numero di classi all&#8217;interno dell&#8217;istituto scolastico e raggruppando gli istituti piccoli.&#8221; Perché è vero che molte classi saranno molto affollate, ma questo accade (e come mai non viene mai detto?) perché &#8220;le categorie&#8221;, in questo paese governato dalle corporazioni, docenti inclusi, non mollano sul mantenimento in vita (vita?!?) di migliaia di classi e istituti che non hanno più ragion d&#8217;essere, in zone praticamente disabitate. Insegnanti che non esitano a utilizzare demagogicamente i &#8220;casi umani&#8221; (oh, la bambina che dovrà fare tutte le mattine mezz&#8217;ora d&#8217;autobus per andare a scuola, oh!). Un po&#8217; come avviene per gli ospedali, insomma: gli insegnanti in gamba sono fottuti dalla maggioranza dominante di insegnanti fannulloni. Altrove sono le scuole a scegliersi gli insegnanti, mettendoli in competizione tra loro, da noi sono gli insegnanti (quelli garantiti, ovvio) a scegliersi le scuole.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: vittorio</title>
		<link>http://antoniotombolini.simplicissimus.it/2008/06/ebook-a-scuola-il-testo-della-finanziaria-2009-non-e-affatto-male.html/comment-page-1#comment-11319</link>
		<dc:creator>vittorio</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 15:34:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://antoniotombolini.simplicissimus.it/?p=2101#comment-11319</guid>
		<description>fine del post precedente non sarà più possibile.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>fine del post precedente non sarà più possibile.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: vittorio</title>
		<link>http://antoniotombolini.simplicissimus.it/2008/06/ebook-a-scuola-il-testo-della-finanziaria-2009-non-e-affatto-male.html/comment-page-1#comment-11318</link>
		<dc:creator>vittorio</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 15:29:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://antoniotombolini.simplicissimus.it/?p=2101#comment-11318</guid>
		<description>Si è vero, bisogna pungolare gli editori. Ma mi scusi, rispetto a quali dati ritiene il personale sovrabbondante.  Ora aumenterà il numero max di alunni per classe, e mi creda non hanno ancora iventati i banchi a castello, ma dovranno farlo. E la forte presenza di migranti e di situazioni sociali sempre più complesse, richiederebbero invece più personale specificamente preparato per es. all&#039;insegnamento dell&#039;italiano come L2. Ma le risorse mancano, e già a partire dal prox anno scolastico, l&#039;alfabetizzazione di base (fatta da classi di accoglienza e da docenti che coprivano l&#039;orario, anche con ore dedicate all&#039;insegnamento dell&#039;italiano.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Si è vero, bisogna pungolare gli editori. Ma mi scusi, rispetto a quali dati ritiene il personale sovrabbondante.  Ora aumenterà il numero max di alunni per classe, e mi creda non hanno ancora iventati i banchi a castello, ma dovranno farlo. E la forte presenza di migranti e di situazioni sociali sempre più complesse, richiederebbero invece più personale specificamente preparato per es. all&#8217;insegnamento dell&#8217;italiano come L2. Ma le risorse mancano, e già a partire dal prox anno scolastico, l&#8217;alfabetizzazione di base (fatta da classi di accoglienza e da docenti che coprivano l&#8217;orario, anche con ore dedicate all&#8217;insegnamento dell&#8217;italiano.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Antonio Tombolini</title>
		<link>http://antoniotombolini.simplicissimus.it/2008/06/ebook-a-scuola-il-testo-della-finanziaria-2009-non-e-affatto-male.html/comment-page-1#comment-11317</link>
		<dc:creator>Antonio Tombolini</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 15:10:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://antoniotombolini.simplicissimus.it/?p=2101#comment-11317</guid>
		<description>Io non ho estrapolato niente, ho fatto un&#039;osservazione. Su quello che lei dice sono in gran parte d&#039;accordo, salvo il fatto che voi che &quot;conoscete&quot; la scuola non vi esce mai detto che c&#039;è un vizio di fondo, e cioè che il personale è ahimé sovrabbondante, soprattutto per dove e per ciò che non serve, e questa è la palla al piede che frena ogni politica scolastica &quot;a crescere&quot;.

Ma il mio post tendeva semplicemente a dire che magari cominciando dall&#039;obbligarli a mettere mano ai pdf di stampa per &quot;arricchirli&quot;, costringere gli editori-rentiers a rivedere le loro politiche non è poi così male.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io non ho estrapolato niente, ho fatto un&#8217;osservazione. Su quello che lei dice sono in gran parte d&#8217;accordo, salvo il fatto che voi che &#8220;conoscete&#8221; la scuola non vi esce mai detto che c&#8217;è un vizio di fondo, e cioè che il personale è ahimé sovrabbondante, soprattutto per dove e per ciò che non serve, e questa è la palla al piede che frena ogni politica scolastica &#8220;a crescere&#8221;.</p>
<p>Ma il mio post tendeva semplicemente a dire che magari cominciando dall&#8217;obbligarli a mettere mano ai pdf di stampa per &#8220;arricchirli&#8221;, costringere gli editori-rentiers a rivedere le loro politiche non è poi così male.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: vittorio</title>
		<link>http://antoniotombolini.simplicissimus.it/2008/06/ebook-a-scuola-il-testo-della-finanziaria-2009-non-e-affatto-male.html/comment-page-1#comment-11316</link>
		<dc:creator>vittorio</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 15:06:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://antoniotombolini.simplicissimus.it/?p=2101#comment-11316</guid>
		<description>sì, è vero, ma è solo un aspetto della questione, che mi pare voi affrontiate sopratutto da un punto di vista &quot;editorial/cartaceo&quot;. Sembrerebbe non un vero interesse per la diffusione e l&#039;accesso al sapere, ma la strenua difesa di una lobby, che stampa libri in B/N al costo di 30 € quando Taschen pubblica meravigliosi libri a colori  a prezzi accessibili. Lo diciamo che i distributori ricevono i libri dagli editori al 40%. La gente scarica la musica perché i cd costano troppo, lo stesso vale per i libri. E se ne pubblicano tanti e spesso inutili. Inoltre le case editrici scolastiche cambiano l&#039;ordine delle pagine e hanno un nuovo codice isbn e gli studenti sono costretti a comprare lo stesso libro, ma solo con un codice e un prezzo più alto.
L&#039;editoria italiana doveva essere più attenta alla qualità e meno alla quantità. Ci si chiede perché grandi autori non vengono ristampati e si stampano fesserie su fesserie?
Tombolini, ha estrapolato dal mio post la parte più ovvia.
Erano ben altre le problematiche che sollevavo.
grazie cmq della tempestività
vittorio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sì, è vero, ma è solo un aspetto della questione, che mi pare voi affrontiate sopratutto da un punto di vista &#8220;editorial/cartaceo&#8221;. Sembrerebbe non un vero interesse per la diffusione e l&#8217;accesso al sapere, ma la strenua difesa di una lobby, che stampa libri in B/N al costo di 30 € quando Taschen pubblica meravigliosi libri a colori  a prezzi accessibili. Lo diciamo che i distributori ricevono i libri dagli editori al 40%. La gente scarica la musica perché i cd costano troppo, lo stesso vale per i libri. E se ne pubblicano tanti e spesso inutili. Inoltre le case editrici scolastiche cambiano l&#8217;ordine delle pagine e hanno un nuovo codice isbn e gli studenti sono costretti a comprare lo stesso libro, ma solo con un codice e un prezzo più alto.<br />
L&#8217;editoria italiana doveva essere più attenta alla qualità e meno alla quantità. Ci si chiede perché grandi autori non vengono ristampati e si stampano fesserie su fesserie?<br />
Tombolini, ha estrapolato dal mio post la parte più ovvia.<br />
Erano ben altre le problematiche che sollevavo.<br />
grazie cmq della tempestività<br />
vittorio</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Antonio Tombolini</title>
		<link>http://antoniotombolini.simplicissimus.it/2008/06/ebook-a-scuola-il-testo-della-finanziaria-2009-non-e-affatto-male.html/comment-page-1#comment-11315</link>
		<dc:creator>Antonio Tombolini</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 14:26:59 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://antoniotombolini.simplicissimus.it/?p=2101#comment-11315</guid>
		<description>che i pdf debbano essere navigabili, e che vengano anche croppati via i crocini di stampa, direi che è il minimo sindacale :D</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>che i pdf debbano essere navigabili, e che vengano anche croppati via i crocini di stampa, direi che è il minimo sindacale <img src='http://antoniotombolini.simplicissimus.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: vittorio</title>
		<link>http://antoniotombolini.simplicissimus.it/2008/06/ebook-a-scuola-il-testo-della-finanziaria-2009-non-e-affatto-male.html/comment-page-1#comment-11314</link>
		<dc:creator>vittorio</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 14:23:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://antoniotombolini.simplicissimus.it/?p=2101#comment-11314</guid>
		<description>Parlo da insegnante e da osservatore attento delle nuove tecnologie che utilizzo nelle mie classi. Faccio corsi di formazione per la documentazione nella didattica. Sono in disaccordo con le parole di Tombolini. Mi sembrano affermazioni di chi non è veramente all&#039;interno della scuola.
Ora, si parla sempre più spesso di digital divide (c&#039;è anche una voce su wikipedia) di nativi digitali e immigrati digitali (che saremmo noi di una certa età). Io credo che il digital divide non si superi con la versione  pdf dei libri. Un testo da scaicare in rete dovrebbe essere un IPERTESTO e non semplicemente il cartaceo salvato in PDF. 
Altra cosa: è vero molti hanno il computer, ma molti dei nuovi migranti no, o cmq non subito. Inoltre, conosciamo bene i costi delle cartucce e quanto le case produttrici, in accordo con le case di hardware, facciano di tutto per impedire le cartucce non originali. Non è questa la strada del libero accesso al sapere: semmai una alfabetizzazinoe informatica più attenta e in grado di dare ai ragazzi tutti gli strumenti e le procedure di accesso al sapere. 
Poi, Tombolini parla di libri, ma non fa alcun accenno al taglio degli organici, alla riduzione del tempo scuola, alla quasi sparizione del tempo prolungato. Jm Rose, esperto di didattica in Inghilterra, quando parla del digital divide, non fa riferimento ai testi scaricabili in pdf. Non è questa la vera rivoluzione. La vera rivoluzione è quella delle intellingenze collettive, così come le ha immaginate Pierre Levy nel suo &quot;L&#039;intelligenza collettiva. Per una antropologia del cyberspazio&quot; Feltrinelli 1994. Per altro, nonstante la sua fiducia (ed era solo il &#039;94) Levy dice:&quot;[...] un nuovo spazio antropologico, quello del sapere e dell&#039;intelligenza collettivi, il cui avvento definitivo non è peraltro garantito da alcuna legge della storia&quot;.
Bisognorebbe interrogarsi più a fondo sui nuovi meccanismi di apprendimento, sul libro cartaceo che è altro da una sua versione on line.  Io credo che occorra stare molto attenti a non creare nuove forme di discriminazione.
Pensiamo a Google e al suo progetto di editare on line milioni di libri, o agli strumenti cooperativi come i gruppi di yahoo o le eccezionali funzioni di Google Doc. 
Infine: vi immaginate il ragazzetto con il suo ebook reader che ti dice: &quot;prof non più batteria&quot;.?
Ricordiamoci che la riforma della Gelmini è stata voluta da Tremonti con una progettualità di tagli precisissima. 
Non leggete solo leggi, chiedete alle scuole come devono barcamenarsi per rientrare nei nuovi ordinamenti. Ci saranno prof che faranno 1 ora di geografia in 8 classi, non ci saranno più compresenze che consentivano lavori cooperativi e progetti.
Insomma se parliamo della scuola non basta esserci andati, occorre conoscerla.

scusate la vis affabulatoria, ma proprio non se ne può più: tutti parlano della scuola, compresi gli esperti che vengono a tenere corsi, ma non la conoscono, non la frequentano.
vittorio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Parlo da insegnante e da osservatore attento delle nuove tecnologie che utilizzo nelle mie classi. Faccio corsi di formazione per la documentazione nella didattica. Sono in disaccordo con le parole di Tombolini. Mi sembrano affermazioni di chi non è veramente all&#8217;interno della scuola.<br />
Ora, si parla sempre più spesso di digital divide (c&#8217;è anche una voce su wikipedia) di nativi digitali e immigrati digitali (che saremmo noi di una certa età). Io credo che il digital divide non si superi con la versione  pdf dei libri. Un testo da scaicare in rete dovrebbe essere un IPERTESTO e non semplicemente il cartaceo salvato in PDF.<br />
Altra cosa: è vero molti hanno il computer, ma molti dei nuovi migranti no, o cmq non subito. Inoltre, conosciamo bene i costi delle cartucce e quanto le case produttrici, in accordo con le case di hardware, facciano di tutto per impedire le cartucce non originali. Non è questa la strada del libero accesso al sapere: semmai una alfabetizzazinoe informatica più attenta e in grado di dare ai ragazzi tutti gli strumenti e le procedure di accesso al sapere.<br />
Poi, Tombolini parla di libri, ma non fa alcun accenno al taglio degli organici, alla riduzione del tempo scuola, alla quasi sparizione del tempo prolungato. Jm Rose, esperto di didattica in Inghilterra, quando parla del digital divide, non fa riferimento ai testi scaricabili in pdf. Non è questa la vera rivoluzione. La vera rivoluzione è quella delle intellingenze collettive, così come le ha immaginate Pierre Levy nel suo &#8220;L&#8217;intelligenza collettiva. Per una antropologia del cyberspazio&#8221; Feltrinelli 1994. Per altro, nonstante la sua fiducia (ed era solo il &#8217;94) Levy dice:&#8221;[...] un nuovo spazio antropologico, quello del sapere e dell&#8217;intelligenza collettivi, il cui avvento definitivo non è peraltro garantito da alcuna legge della storia&#8221;.<br />
Bisognorebbe interrogarsi più a fondo sui nuovi meccanismi di apprendimento, sul libro cartaceo che è altro da una sua versione on line.  Io credo che occorra stare molto attenti a non creare nuove forme di discriminazione.<br />
Pensiamo a Google e al suo progetto di editare on line milioni di libri, o agli strumenti cooperativi come i gruppi di yahoo o le eccezionali funzioni di Google Doc.<br />
Infine: vi immaginate il ragazzetto con il suo ebook reader che ti dice: &#8220;prof non più batteria&#8221;.?<br />
Ricordiamoci che la riforma della Gelmini è stata voluta da Tremonti con una progettualità di tagli precisissima.<br />
Non leggete solo leggi, chiedete alle scuole come devono barcamenarsi per rientrare nei nuovi ordinamenti. Ci saranno prof che faranno 1 ora di geografia in 8 classi, non ci saranno più compresenze che consentivano lavori cooperativi e progetti.<br />
Insomma se parliamo della scuola non basta esserci andati, occorre conoscerla.</p>
<p>scusate la vis affabulatoria, ma proprio non se ne può più: tutti parlano della scuola, compresi gli esperti che vengono a tenere corsi, ma non la conoscono, non la frequentano.<br />
vittorio</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Noa - BBN</title>
		<link>http://antoniotombolini.simplicissimus.it/2008/06/ebook-a-scuola-il-testo-della-finanziaria-2009-non-e-affatto-male.html/comment-page-1#comment-9683</link>
		<dc:creator>Noa - BBN</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Aug 2008 21:31:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://antoniotombolini.simplicissimus.it/?p=2101#comment-9683</guid>
		<description>Prof!
è un piacere leggerti anche da queste parti.

Certo, quando si parla di e-book scolastico non si dovrebbe intendere &quot;stampati il libro&quot;, ma sono pochi a comprendere il discorso dell&#039;innovazione nell&#039;uso stesso del testo. Anche tra i docenti. Ci vorrà qualche anno (a essere ottimisti) e speriamo che nel frattempo la situazione informatica di scuole e famiglie si evolva.
Noi siamo consapevoli di lavorare per il futuro e non abbiamo fretta alcuna. Stiamo sperimentando e lavorando proprio alla struttura e all&#039;uso dei testi, abbiamo bisogno di tempo anche noi e lo abbiamo. È il privilegio di esser poveri: un lusso che le grandi aziende non possono permettersi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Prof!<br />
è un piacere leggerti anche da queste parti.</p>
<p>Certo, quando si parla di e-book scolastico non si dovrebbe intendere &#8220;stampati il libro&#8221;, ma sono pochi a comprendere il discorso dell&#8217;innovazione nell&#8217;uso stesso del testo. Anche tra i docenti. Ci vorrà qualche anno (a essere ottimisti) e speriamo che nel frattempo la situazione informatica di scuole e famiglie si evolva.<br />
Noi siamo consapevoli di lavorare per il futuro e non abbiamo fretta alcuna. Stiamo sperimentando e lavorando proprio alla struttura e all&#8217;uso dei testi, abbiamo bisogno di tempo anche noi e lo abbiamo. È il privilegio di esser poveri: un lusso che le grandi aziende non possono permettersi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: LaProf</title>
		<link>http://antoniotombolini.simplicissimus.it/2008/06/ebook-a-scuola-il-testo-della-finanziaria-2009-non-e-affatto-male.html/comment-page-1#comment-9677</link>
		<dc:creator>LaProf</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Aug 2008 06:09:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://antoniotombolini.simplicissimus.it/?p=2101#comment-9677</guid>
		<description>C&#039;è qualcosa che non mi torna. 
Perché se il libro digitale è semplicemente la versione on-line del libro di carta, e ogni famiglia dovrà davvero dotarsi di computer e stampante e cartucce e stamparseli per avere il libro in fogli sparsi A4, io non vedo proprio né il risparmio né la comodità (in questo, dunque, avrebbe ragione chi obietta ai costi). Forse, allora si dovrebbe cominciare a pensare che la faccenda dei libri on-line non è semplicemente &#039;stàmpati il libro&#039;, ma deve far ripensare in toto le modalità di uso del libro di testo.
Detto questo, e lasciata aperta ogni porta all&#039;innovazione, l&#039;anno scorso avevo un gruppo di 12 alunni in uno dei terribili laboratori morattiani; 12 tra i più bravi della classe. 7 (sette) non avevano computer a casa e non se lo potevano, per il momento, permettere. Uno dei sette andava dallo zio. Gli altri dovevano aspettare l&#039;unica ora settimanale in cui ci vedevamo per riuscire a usare il computer a scuola (quando il laboratorio non era già occupato da un gruppone che si preparava per l&#039;ECDL).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è qualcosa che non mi torna.<br />
Perché se il libro digitale è semplicemente la versione on-line del libro di carta, e ogni famiglia dovrà davvero dotarsi di computer e stampante e cartucce e stamparseli per avere il libro in fogli sparsi A4, io non vedo proprio né il risparmio né la comodità (in questo, dunque, avrebbe ragione chi obietta ai costi). Forse, allora si dovrebbe cominciare a pensare che la faccenda dei libri on-line non è semplicemente &#8216;stàmpati il libro&#8217;, ma deve far ripensare in toto le modalità di uso del libro di testo.<br />
Detto questo, e lasciata aperta ogni porta all&#8217;innovazione, l&#8217;anno scorso avevo un gruppo di 12 alunni in uno dei terribili laboratori morattiani; 12 tra i più bravi della classe. 7 (sette) non avevano computer a casa e non se lo potevano, per il momento, permettere. Uno dei sette andava dallo zio. Gli altri dovevano aspettare l&#8217;unica ora settimanale in cui ci vedevamo per riuscire a usare il computer a scuola (quando il laboratorio non era già occupato da un gruppone che si preparava per l&#8217;ECDL).</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>

