Food & Wine: gli è tutto da rifare!

Long Tail

Prendiamo il toro per le corna: non bloggo più, da parecchio tempo, su cibo, vino, gastronomia annessi e connessi. Cosa è successo?

Ho cercato di capirlo anch’io, e sono arrivato a questa conclusione: quello che circola in rete in Italia sull’argomento (blog, forum e affini) è in generale (salvo eccezioni ecc…) noioso e poco interessante.

Credo che il mondo del food online di lingua italiana (chiamiamolo così, per intenderci) abbia bisogno di una ridefinizione, che metta da parte i riferimenti più ovvi e scontati (i siti cosiddetti più importanti, i blog cosiddetti più influenti, ecc…), alla ricerca di una più genuina e vitale fonte di contenuti veri, autentici e appassionati. E per farlo bisogna (ri)partire dalle espressioni più piccole, meno visibili, meno sotto i riflettori. Sì, dalla , insomma. E’ quello che sto provando a fare: se avete suggerimenti, i commenti sono qui apposta.

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20 comments ↓

#1 Carlo Merolli on 02.11.08 at 18:46

Era ora che te ne accorgessi! la coda lunga é come un’onda di marea che
bisogna cavalcare all’andata senza aspettare i surfisti che si accanano a
cavalcarla quando si abbatte sulla spiaggia.

Suggerimenti ? ricerca, ricerca ricerca.Il territorio é enorme e per la gran parte ancora inesplorato.

#2 Antonio Tombolini on 02.11.08 at 20:44

Bene. E allora mi viene in mente, Carlo… perché non dotarsi di uno strumentino agile agile, in rete, per rendere più efficace questa ricerca, condividendo le scoperte di chi ha voglia di farlo?

#3 andrea gori on 02.11.08 at 21:13

un’altra cosa tipo vinosearch?
cmq a me nn pare così tremendo il panorama food and blog! semmai un pò sconclusionato e senza visione di insieme ma non vedo come fare a farlo…

#4 Fiorenzo on 02.11.08 at 21:18

Suggerimento: bloggare solo se ispirati.

#5 Carlo Merolli on 02.11.08 at 22:14

Bloggare solo se ispirati , ovvio. La ricerca soprattutto nel mondo fuori della rete. Chi in rete c’é, giá c’é. Magari solo perché ce lo hanno messo, senza realizzarne le potenzialitá, ma c’é,. Sono tutti quelli che anora non ci sono e perché non ci sono che é interessante. E quanto ne gioverebber, dell’ esserci.

Quindi: strumenti non so, masuole delle scarpe, copertoni chilometri e chilometri si. Oppure serie di stazioni radar e detectives dislocati su tutto il territorio. (Se ho capito bene.)

#6 red-made on 02.12.08 at 00:10

non conosco molto questo panorama, però a mio parere spesso il food manca di fantasia, il vino non è solo accostamenti alimentari aromi e retrogusto, può essere racconto, fiaba e cinema.. potrebbe essere raccontato sulla base di espressioni più soggettive, spesso il food sembra autonomo e fine a se stesso come sovrano del contesto mentre è un dolce sinfonia di sottofondo

spero di essere ben riusito a spiegarmi

red

#7 Filippo Ronco on 02.12.08 at 01:57

Ma cose di questo tipo non vi risollevano il morale ?
http://www.vinix.it/myDocDetail.php?ID=845

#8 Antonio Tombolini on 02.12.08 at 09:22

@red-made, sei grande! E’ proprio quello il punto! Il food che si erge a protagonista fine a se stesso, privandosi del contesto che gli dà senso. Ok, direzione di ricerca individuata.

#9 Antonio Tombolini on 02.12.08 at 09:23

@Filippo 1) il morale non è giù, il problema non è mio, semmai è dell’enogastronomia :-P 2) boh, leggo dal tuo link ma non ci vedo niente di così entusiasmante, sorry.

#10 Carlo Merolli on 02.12.08 at 11:26

Skip lo skip intro e torniamo alla base: e mi piace/dispiace riesumarla,
Esperya dico. Magari era troppo presto, magari mancavano i soldi o l’esperienza specifica, ma non l’ idea. Esperya cavalcava la coda lunga.
Magari non lo sapeva ancora o magari mancavano le riserve economiche per una resistenza che permettesse di sopravvivere e superare gli anni di crescita. La cosa é lunga anche perché ha tempi lunghi di attivazione, peró é un po´come il volano di una locomotiva che inizia piano e poi macina irresistibilmente.

Si ma questo che ha a che fare con il case in point ? molto, secondo me: E mi spiego : bloggare su cibo e vino – come dice Antonio – ha senso solo se io conferisco al lettore informazioni nuove e usabili.

Quindi: segnalazioni concrete di “cose” buone e valutazioni di
cose magari non buone ma largamente diffuse. Tradotto in soldoni : sí spazio blog per parlare di chi si é messo a fare formaggio di fossa sul terrazzo di casa e sí spazio all’ ultimo imbottigliamento del Tavernello.
No spazio alle grandi linee filosofiche, alle idiosincrasie personali, alle dietrologie della produzione. Si spazio all’ informazione oggettiva tipo Thrasfood, no al sentito dire, al riportato da, alla citazione non verificata.

Lo strumento agile in rete : beh anche li´non credo che bisogna inventarsi molto. Un sano motore di ricerca ed un calderone organizzato a la Wikipedia ??

#11 Carlo Merolli on 02.12.08 at 13:20

Errata : “La cosa é lunga anche perché ha tempi lunghi di attivazione,”
Corrige: “La coda é lunga anche perché ha tempi lunghi di attivazione,”

#12 Bibi on 02.12.08 at 21:33

umm…….ti seguo da un pò e in effetti devo dire che lo faccio perchè qui trovo novità intelligenti (o che a me paiono tali perlomeno) e critiche alle stesse novità o idee “nuove”.
sull’argomento del food in rete trovo qualcosa di interessante ma io in effetti sono una che si accontenta, in tema.
idea carina non può essere una tipa che ne fa specchio della sua professione improvvisata e testa ed esperimenta? in più riproduce da sola ricette di largo consumo e propone idee che mi sembrano buone.
che dici?
Bibi

#13 baldo on 02.13.08 at 03:13

Scusate l’intrusione, ma forse il problema e’ il troppo sperimentare, e la difficolta’ di trovare i piatti normali fatti decentemente… ormai e’ difficile trovare un tortellino buono pure a Bologna. E se lo trovi e’ probabile che sia nella parte lunga della coda. Sara’ un caso?

#14 andrea gori on 02.13.08 at 19:18

non è vero che cibo e vino sono sempre fini a se stessi sui blog!
vi siete persi per esepio:
http://sorsetti.wordpress.com/2007/12/27/il-vino-dei-blogger-13-vino-e-musica-riepilogo/

e sul cinema
http://vinodaburde.simplicissimus.it/2007/10/31/ratatouille_e_il_vino_due_riflessioni/

nonchè diversi post di kelablu che difficilmente parlano di food e basta

#15 Carlo Merolli on 02.14.08 at 15:59

Antonio, elabori su “Bene. E allora mi viene in mente, Carlo… perché non dotarsi di uno strumentino agile agile, in rete, per rendere più efficace questa ricerca, condividendo le scoperte di chi ha voglia di farlo?” o finisce lí ? :

#16 Antonio Tombolini on 02.14.08 at 19:15

No, non finisce lì Carlo. Elaboro. E sarà oggetto del mio prossimo post, estote parati :-)

#17 Antonio Tombolini on 02.14.08 at 19:17

Bibi scrive:
> idea carina non può essere una tipa che ne fa specchio della sua professione improvvisata e testa ed esperimenta? in più riproduce da sola ricette di largo consumo e propone idee che mi sembrano buone.
che dici?

@Bibi… posso dire che non c’ho capito gnente? :-D
Spiega per favore, grazie!

#18 Un foodblog al giorno… — Simplicissimus on 02.15.08 at 20:31

[...] dei foodblog che popolano attualmente la lista dei feed che seguo abitualmente. Il perché l’ho detto qua (e mi hanno aiutato a metterlo a fuoco alcuni di voi nei commenti). Ragion per cui ho deciso di [...]

#19 andrea gori on 02.17.08 at 22:12

ehi antonio dai un occhio a questa specie di DIGG del vino e del cibo olandese…
http://foodrank.eu/

#20 Bibi on 02.18.08 at 15:06

certo che spiego volentieri.
seguo un paio di blogger in particolare una, che ha fatto della produzione e sperimentazione di cibi e accostamenti vinicoli la sua professione e la condivide giornalmente appunto su di un blog. ovvero lei non segnala nulla ma FA. scrive solo di cose che sperimenta personalmente, anche con eventuali varianti, e che puntualmente intavola.
è Sandra, se ti va di darle un’occhiata io la trovo interessante:
http://www.untoccodizenzero.it/
:)
Bibi

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