Un piccolo aiuto, per un mio amico

Il mio amico si chiama Davide Guernieri, e mi ha scritto chiedendomi una mano. Quel che posso fare è rilanciare da qui il suo messaggio. Seguitemi, per favore.

Alcuni di voi avranno forse letto, nei giorni scorsi, di una di quelle tante ordinarie tragedie di cui sono infarciti i notiziari: in questo caso un incidente aereo occorso in Venezuela il 4 gennaio scorso. C’erano 14 persone a bordo, tra cui anche italiani. Succede.

Tra gli italiani, mi racconta però con una mail di lucido incontenibile dolore Davide, c’era anche Bruna, sua sorella, col marito Paolo, e con le due figlie, Emma e Sofia: tutti scomparsi, nessuna speranza di ritrovarli.

Ma non è per cercare un conforto impossibile da dare ad un dolore come questo che Davide mi scrive. Mi scrive piuttosto perché qualcuno, qualche esperto di aeronautica che per caso si trovasse a passare di qui, o qualcuno che potrebbe indirizzarcelo, possa aiutare Davide e la sua famiglia a fugare i dubbi che li assillano, e perché possiate capire passo la parola a lui, alla sua mail.

Stiamo vivendo questi giorni nell’attesa di qualche notizia di ritrovamenti che ci permetta almeno di avere qualcosa su cui piangere le nostre lacrime.

Stanno purtroppo anche sorgendo moltissimi dubbi:

  • sulla dinamica dell’incidente
  • sull’efficenza dell’azione di ricerca
  • sull’attendibilità delle notizie che arrivano in Italia

Ti chiedo di inoltrare con i modi ed i tempi che riterrai più opportuni (se lo riterrai opportuno e non magari anche controproducente) un appello a quanti possano darci informazioni, indicazioni, notizie e contatti di qualsiasi genere per toglierci questi dubbi.

Le domande che ci frullano per la testa in questi giorni (e notti soprattutto) sono:

  • Possibile che l’aereo sia entrato in mare ed affondato senza perdere nessun pezzo galleggiante (bagagli, salvagente, ecc.)?
  • Se il supposto ammaraggio non è riuscito l’aereo ha picchiato duramente sulla superficie dell’acqua e si è distrutto in migliaia di pezzi: dove sono?
  • Possibile che nessun satellite stesse inquadrando quella zona nel momento dell’incidente?
  • Possibile che su quella tratta possano cadere aerei come mosche (qualcuno mi ha parlato di uno al mese) e qui in ITALIA nessuno, neanche i Tour Operator, dica nulla?

Per qualsiasi idea, suggerimento e contatto: antonio@simplicissimus.it

[I dubbi di Davide e della sua famiglia non sono solo suoi, a quanto pare]

5 risposte a “Un piccolo aiuto, per un mio amico”

  1. Davide,
    noi non siamo di grande aiuto ma vi siamo vicini e per quanto possa essere ridotta al lumicino, ci auguriamo che la speranza in qualche modo si trasformi presto in “buone” notizie.
    Un abbraccio
    Francesco e Pia

  2. Ciao Antonio, lascio volentieri un breve commento per i tuoi amici in qualità di pilota.
    Ho volato fino ad un paio di anni fa sul velivolo LET-410 UVPE-9 e quindi posso provare a rispondere ad alcune delle domande che vi state ponendo in questo periodo.
    L’aeroplano in questione è un bimotore turboelica di categoria Jar25, non pressurizzato, con un peso massimo al decollo di 6600kg ed un carico pagante di circa 1700kg (a seconda delle versioni). Costruzione interamnete metallica.
    Cellula e motori sono di fabbrcazione Ceca, il velivo si è affermato nel tempo come velivolo sicuro ed estremamente robusto.
    In caso di ammaraggio per piantata di entrambi i motori (fatto estremamente improbabile), assumendo che non fosse inficiata la controllabilità del velivolo è possibile continuare a manovrare e a rallentare fino a una velocità minima inferiore agli 80KTS. Considerando anche la forma della fusoliera a carrello retratto si può ammarare e probabilmente senza gravi conseguenze strutturali.
    Non essendo pressurizzato però il velivolo comincerà ad allagarsi abbastanza velocemente lasciando solo pochi minuti per l’evacuazione. Le versioni più diffuse del Let410 hanno solo due uscite di emergenza, una in coda a sinistra ed una avanti a destra vicino il sedile del copilota e dei passeggeri seduti in prima fila. solo il Let410 UVPE-20 ha due uscite di mergenza supplementari sutto le ali per un totale di 4.
    Ho sentito al telegiornale che i piloti avrebbero lanciato un “May Day” se è vero dalla registrazioni delle torri di controllo si dovrebbe sapere la posizione approssimata dell’ammaraggio, se poi ci fosse un tracciato radar allora sarebbe tutto molto più facile. A bordo del velivolo come dotazione standard è installato un ELT (emergency locator transmitter) questo può essere attivato manualmente dai piloti oppure in caso di impatto con fattori di carico superiori ai 2.5 G si attiva automaticamente.
    L’efficacia dell’ELT si limita alla superficie mentre sott’acqua considerando le caratteristiche delle onde VHF risulta inefficace.
    Potrebbe risultare utile far visionare i libretti di manutenzione dell’aeromobile da un perito aeronautico, in tal modo si possono scoprire molte cose sulla storia di tale velivolo e di eventuali responsbilità della compagnia.
    Qesto è tutto, per esperienza personale vorrei consigliarvi di prendere in cosiderazione solo fatti concreti e verificabili in quanto come accade spesso saranno molte le persone a parlare ma solo pochi con fatti veritieri e concreti.
    Spero di essere stato di un qualche aiuto.

    Marco

  3. da un lancio dell’agenzia Dedalonews di oggi:
    “E’ stata accertata l’identità del corpo dell’uomo trovato su di una spiaggia venezuelana il 13 gennaio. Gli esami condotti a Caracas hanno identificato i resti in quelli del copilota del Let 410, il capitano Osmel Alfredo Avila Otamendi, di 37 anni.”

  4. Ciao antonio!Io ho fatto un corso per operatore di torre di controllo!Come dice marco a bordo ci dovrebbe essere l’ELT ma purtroppo in caso di affondamento risulta inutile.Posso dirti che l’emergenza non scatta subito dopo il may day ma deve seguire fasi dettate dal protocollo ICAO.Senza scendere in particolari l’allarme scatta dopo 30′ l’ultimo contatto radio!Ela fase di sicuro allarme viene fatta partire solamente quando,falliti tutti i tentativi di contattare il pilota,si sia certi che l’aereomobile abbia esaurito il carburante.Questo per dire che l’aereo puo essere a molta distanza dall ultimo punto di contatto(Report)Ho letto adesso che si sta pensando anche all’ipotesi del rapimento.Sembra un po azzardata in quanto il pilota dispone del trasponder,serve a varie cose,tra le altre a mandare messaggi in codice in casi di impossibilita di usare la radio.Potete informarvi se per caso il pilota ha lanciato il codice 77.00(Grave emergenza a bordo)

I commenti sono chiusi