Odiare Pierangelini

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“Cucino per esprimermi, il mangiare non mi interessa, non assaggio mai, non mangio mai i miei piatti, non mi interessa, lascio che li mangino gli altri, a me non interessa”

Ci avevo mangiato cinque anni fa, al suo celebrato Gambero Rosso di San Vincenzo. Molto male. E il servizio era stato pessimo, lento, scortese, e con errori marchiani (compreso il tentativo di rifilarmi di soppiatto un vino di annata diversa da quella richiesta ed esposta in carta).
E tuttavia non ne avevo mai parlato: un errore, si sa, una giornata storta, ecc. ecc…, ok.

Sospettavo che il personaggio, lui, Fulvio Pierangelini, fosse un bluff, ma mi sono astenuto dal sostenerlo, per – diciamo così – insufficienza di prove.

Oggi, questa mattina, la rivelazione: ho ascoltato letteralmente rapito la sua delirante intervista a Radio3 (non la trovo ancora disponibile da linkare nel sito, sorry il buon Fabrizio, nei commenti, ha scovato il link all’intervista da cui si desume che quella da me ascoltata domenica scorsa è la replica di un’intervista rilasciata dal Nostro un anno fa)  da cui si apprende, frammisto ad altre perle, quanto segue (cito all’impronta):

  • io ho un rapporto intellettuale col cibo, cucino per esprimermi, il mangiare non mi interessa, non assaggio mai, non mangio mai i miei piatti, non mi interessa, lascio che li mangino gli altri
  • i miei piatti migliori non li metto in carta, devo difenderli, non posso metterli alla mercè del primo che capita
  • quando vado al mercato mi lascio rapire ad esempio da una patata, la tocco, la sento, ne carpisco l’anima, e io gli do la mia, ecc. ecc… (a questo punto mia figlia, che era lì, è scoppiata a ridere, e non sono riuscito a cogliere tutto il resto, sono spiacente)
  • vorrei passare un inverno ad andare nelle case di vorrebbe venire a mangiare da me per guardare nella sua dispensa e nel suo frigorifero, per valutare se è giusto che possa venire a mangiare nel mio ristorante
  • oh, sì, il Sassicaia, noi cerchiamo di bere sempre il Sassicaia
  • lo so, sono un tipo scomodo, dico sempre quello che penso e mi faccio molti nemici. Certo ho anche alcuni amici, ma pochi, come ad esempio Veronelli-Bonilli-Vizzari-Marchi-Paolini-(… segue elenco completo dei critici gastronomici dell’ultimo trentennio), ma per il resto…
  • la musica è tutto per me, non saprei vivere senza ecc. ecc. (il conduttore annuncia il brano scelto dal famoso chef, un brano emblematico di questo suo legame profondo con la musica. Parte un Barry White d’annata)

Ovviamente c’è dell’altro, molto altro, assolutamente da non perdere. Per farsi quattro risate, lì per lì. Per lasciarsi poi prendere da un po’ di amarezza, per come un bluff possa fare tanta strada. Per infine dirsi, sereni, che in fondo, nel mondo della cucina, e della cosiddetta alta ristorazione, non si vede perché dovrebbe andare diversamente che in altri àmbiti della vita: ci sono cose belle, serie, vere, e ci sono i bluff. Pierangelini è un bluff. Pazienza. Tanto basti per non parlare più di Fulvio Pierangelini, e guardare al resto, voltando pagina.