Odiare Facebook

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Stop FacebookEbbene sì, adesso basta, lo dico: ho resistito, ho aspettato, ho cercato di capire. Ho rischiato perfino di ingannare me stesso: Ma come, piace a tutti, lo usano tutti, non può essere così sbagliato!

E invece no: il re è nudo, e Facebook non serve a niente.

Da quando ho creato un account su Facebook (saranno ormai due mesi, o giù di lì) non sono riuscito a farci altro che:

  • accettare inviti di amici
  • installare applicazioni (per lo più stupidissime) su invito degli amici
  • provare queste applicazioni per scoprirne regolarmente l’inutilità
  • visualizzare malgré moi pubblicità di ritardanti dell’eiaculazione precoce o (nel migliore dei casi) di servizi di dating
  • disinstallare le applicazioni
  • rifiutare l’invito ad installare nuove applicazioni

Ora basta. All’inizio pensavo che i miei fossero pregiudizi: mi sembrava uno strumento contro-natura, rispetto alla natura della rete, intendo. Il tentativo in definitiva violento di voler ridurre la rete a sé, o se preferite il tentativo delirante di voler espandere sé a coincidere col tutto della rete. Invece se la rete ha un senso esso risiede nella pluralità dei luoghi e delle connessioni, nella pluralità e nella fluidità delle connessioni, small pieces loosely joined.

Non erano pregiudizi, ora mi sento di dirlo: Facebook rema contro l’essenza della rete, non fa per me. Magari cambierà, ma per ora, sorry, me ne vado.

[Nel frattempo segnalo che Gaspar se n’è andato anche lui da Facebook, per le scelte pubblicitarie che sta facendo. Mentre di diverso parere – a favore di Facebook, ma per lo stesso motivo per cui io ne scappo (“è il social network definitivo”) – è Giovy]