Una rosa, o un pettirosso, è senza perché

Nane CantatoreLui è Nane Cantatore, uno di quei 10-12 amici cui affiderei le mie ultime 50 lire certo di ritrovarne almeno altrettante in caso di bisogno. Ricercatore e docente di filosofia alla Sapienza di Roma, ha appena avviato un corso di Filosofia dell’Economia, e ha deciso di supportarlo, a beneficio di studenti e fans, con apposito blog, naturalmente hosted by SBF. Il blog si chiama Etwas fehlt (qualcosa manca).

Potessi frequentarlo ci andrei. Non potendo, mi scarico regolarmente le lezioni di Nane dal blog. Per darvene un’idea, ecco come Nane presenta la seconda lezione, che ha appena postato:

La seconda lezione del corso istituzionale parla del principio di ragione, del perché Heidegger fa notare che Leibniz ha inventato l’assicurazione sulla vita, del perché ci si chiede perché e del perché una rosa, o un pettirosso, è senza perché.

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12 comments ↓

#1 Nane on 10.23.07 at 10:57

Grazie della segnalazione, dell’attenzione e soprattutto dell’ospitalità. Ma devo puntualizzare una cosa: il corso è del mio amico Edoardo Ferrario, uno di quei docenti che fanno onore all’università italiana. Le lezioni appena postate sono le sue prime due; io faccio semplicemente un seminario all’interno del corso, per un totale di sette lezioni a semestre (le prime tre sono on line, come saprai).

#2 Lorenzo di Pianogrillo on 10.23.07 at 12:35

Come non ricordare la Cena Filosofica (primo convegno di filosofia conviviale) da MArco Boscarato qualche anno fa…Ti ricordi, Antonio? Hai ancora del materiale? Tu e Nane avete tenuto banco per ore con il miglior repertorio delle vostre pregevoli stronzate filosofiche.
:-) Io ero troppo bevuto per aggiungere qualcosa che ristabilisse una minima ponderalità all’evento…Meno male, dirai tu.C’era un vino magnifico,cos’era?

#3 Antonio Tombolini on 10.23.07 at 12:40

Il vino era la prima prova del magnifico Montepulciano d’Abruzzo prodotto da Cristiana Galasso, Feudo d’Ugni. Vino che ora è stabilmente disponibile presso l’enoteca-ristorante della mia signora (siccome il suo olio, caro barone). E dunque: cos’altro ci occorre, se non un nuovo tema, per dare il via alla seconda Cena Filosofica in quella sede? Un tema? Beh, Nane, pensaci tu che ci organizziamo!

#4 Lorenzo di Pianogrillo on 10.23.07 at 12:57

Verissimo…come ho potuto dimenticare Cristiana Galasso (Cla, se non ricordo male), brutto fesso che sono…Vino strepitoso. Bravissima Cristiana, che poi ho conosciuto al Vinitaly nel 2005 (quando ancora perdevo tempo e soldi a Verona).
Professor Cantatore, (…possibile che questa l’abbia già sentita…? :-) ) prego favorisca un tema che sarà sviluppato con cura e devozione. Io sarò sicuramente membro dell’ “Inquieta brigata”, di Reboriana memoria.
Manipolo di membruti…insomma…:-)

#5 Nane on 10.23.07 at 17:58

Il tema è presto detto: dell’utile e dell’economico. Del rapporto tra l’utile e il piacevole (e dell’uso dei piaceri, secondo la lectio foucaultina), del fine, del mezzo e di quello che sta in mezzo; della morte come limite dell’utile (e qui siamo a Bataille), come ciò che, in quanto sempre mio, non è mai commerciabile (e qui c’è di mezzo Heidegger), dell’utilità di parlare della morte a tavola. Ma inviterei anche il nostro Ferrario, che vale la pena di incontrare. Contenti?

#6 Lorenzo di Pianogrillo on 10.23.07 at 19:22

Non si poteva immaginare nulla di meglio, caro Nane.
Come dire… proprio quello a cui pensavo. :-)
Direi che si può procedere, dopo aver accertata un adeguata riserva di Montepulciano d’Abruzzo, non si sa mai, qualcuno avesse sete. Marco Boscarato si sentirà mancare, ma…da quando pubblica libri lui stesso non potrà certo tirarsi indietro. :-)

#7 Antonio Tombolini on 10.24.07 at 18:08

E no! Marco Boscarato dovrà muoversi lui stavolta (anche perché me l’ha promesso!) e raggiungerci a cena presso i prestigiosi locali dell’Enoteca Sorelle Dalpiano, che si pregerà di ospitare l’evento.
Titolo provvisorio della serata “Utile e Dilettevole”?

#8 Nane on 10.25.07 at 18:14

Proposta di titolo: l’utile, il buono, il bello, il vero: alla faccia di Croce.
Menu:
Schinken geschickt (prosciutto arrosto, ovvero dell’invio destinale e dell’amministrazione domestica)
Zuppa di patate in crosta di pane al sesamo (ovvero, di ciò che sta sotto, dell’abisso e del fondamento)
Arrosto e bollito (ovvero, del lusso secondo Platone)
Formaggi vari (ovvero, del valore del tempo).
Che ne dite?

#9 Lorenzo di Pianogrillo on 10.26.07 at 00:22

E le animelle? Dove sono le animelle? Cibo filosofico per eccellenza…Starebbero tanto bene tra l’invio intestinale e l’amministrazione pubblica, nel senso di ciò che è sotto ma contemporaneamente sopra, vale a dire nel mezzo, ovvero dove finisce il Tutto. Insomma, per dirla in breve…Beh…
Ingrediat si necessit…anche Croce.

:-)

#10 Nane on 10.26.07 at 14:59

Vada per l’interiora; non animelle, però, ma fegatini, e di maiale, visto che sono quanto di più simile all’umano. Fegatini, per principiare: la rigenerazione di Prometeo.

#11 cristiana galasso on 10.31.07 at 21:02

Solo oggi rifaccio capolino sulla rete dopo due mesi di intensa vendemmia.
Ma che bella sorpresa ritrovare amici persi di vista da un po’ e ritrovarli a ricordarsi benevolmente di me, ommeglio nostalgicamente del mio vino. E sarò felice di rinnovare il ricordo con una nuova esperienza alla prossima cena filosofica.
Una rosa, o un Lusignolo, è senza perché.

#12 marco on 02.15.08 at 18:52

Credo sia importante che il corso si prefigga, quale obiettivo primario, quello di insegnare gli studenti il metodo migliore per fare la festa ad un maiale: il porconsorzio.
E’ peraltro finanche auspicabile che, a concludere degnamente la festa, entri in scena il contra-patior.