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STAMATTINA mi sono svegliato con un’idea grandiosa: ma cribbio, mi sono detto, GLI AGENTI LETTERARI! Sì, gli agenti letterari! È vero, ho provato a parlarci di digitale e a ipotizzare collaborazioni millanta volte da diecimillanta anni fa, e niente, muro di gomma, quasi peggio dei grandi editori. Epperò, pensavo tra me e me stamattina, costoro rappresentano un sacco di autori, e un sacco di libri, molti dei quali gli editori di carta non pubblicano, e li hanno lì a rendere niente.
Cosa di più facile, di più win-win, che dire agli agenti “AGENTE! Eccomi qua: pubblichiamo intanto l’ebook dei libri che vuoi promuovere di più, che ritieni migliori tra quelli su cui hai il mandato dall’autore, vendiamoli, facciamo un po’, un bel po’ per uno, tipo che io (Simplicissimus) mi faccio carico di tutte le spese di produzione distribuzione e promozione, e ti do indietro il 50% dei miei ricavi, tu te ne tieni un po’, e il resto lo dai all’autore!“. “Oppure, ho pensato un po’ più tardi, se preferisci, caro Agente, delle spese di produzione e promozione vi fate carico tu e l’autore, e io vi faccio la distribuzione su tutti gli store: mi date il 10%, il 30% lo lasciate allo store che vende, e vi resta da dividervi un bel 60% tondo tondo, mica male no?“. I diritti di carta li lasciamo all’autore, cioè all’agente, e con l’ebook in giro che fa un po’ di vendite e comunque circola, magari diventa più facile convincere anche qualche editore di carta. Oppure ancora, dopo la pubblicazione dell’ebook, se decidiamo insieme che ne vale la pena, pubblichiamo anche la versione cartacea in digitale e la mettiamo in vendita su Amazon.it, senza resi da gestire ecc…

Ho contemplato l’idea per un paio d’ore, il tempo per convincermi che è una vera figata. Detto fatto: informiamoci, sondiamo il terreno, verifichiamo se è vero che gli agenti hanno questo bel po’ di titoli che non produce nulla e non circola. E vediamo se l’idea piace, se vedono davvero il lato win-win della proposta.

Sorpresa: faccio a tempo a sentire il primo degli agenti in lista che mi dice “ssssttt… non dire niente che se no è la fine! C’è già Amazon che ci fa una proposta del genere, ma non vuole che si sappia in giro, e neanche noi!“. E sul fatto che vogliano tenerlo segreto non c’è dubbio: basta googlare Amazon White Glove per scoprire che non c’è nessuna pagina ufficiale dedicata al progetto.

OVVIAMENTE il vostro blogger preferito è qui a spifferarvi prontamente il tutto, tranne il nome della fonte. Ecco come funziona il progetto Amazon White Glove (guanto bianco), una specie di silent fracking del mondo editoriale.

ALLORA: il presupposto è che ufficialmente i grandi editori e gli agenti letterari debbono apparire tutti uniti contro Amazon. Solo a questa condizione infatti possono bellamente fare con Amazon qualsiasi tipo di accordo, anche in danno degli autori.
Ecco allora gli editori stracciarsi le vesti contro Amazon su questioni su cui Amazon ha ragioni da vendere: prezzi alti per gli ebook (alla Hachette), DRM, l’imperialismo americano che viene a dettare legge in casa nostra, e se andiamo avanti così signora mia tutte queste belle librerie indipendenti fisiche chiuderanno tutte e tutte queste altre belle cose indifendibili qua. E non parliamo poi di quell’orribile cosa che è il self-publishing, serbatoio di tutti i mali del mondo, vaso di Pandora letterario pieno di libri che pretendono di farsi leggere a prescindere dal “visto si stampi” di un vero editore!

BENE. Poi Amazon va dall’agente letterario e gli dice “Sentimi a me, mettiamo ‘sti libri che non pubblica nessuno in vendita su Kindle, come ebook. Io mi prendo il solito 30%, il resto te lo prendi tu e lo dividi col tuo autore“. E gli agenti firmano, e fanno firmare gli autori, che così accettano di uscire col loro ebook come self-publishers. Tutto bene dite voi?

MA BENE UN CORNO! Su questo progetto col cavolo che editori autori agenti si incazzano davvero, come si dovrebbe, con Amazon! Perché c’è un piccolo dettaglio: Amazon esige l’esclusiva su quel titolo. Nessun altro potrà venderlo, manco l’autore per conto suo. Se poi ci aggiungete che un ebook Kindle non è cross-platform, questo vuol dire danneggiare sia la concorrenza che la circolazione del libro perché possa essere fruito da tutti quelli che lo vogliono, indipendentemente dall’hardware e dai sistemi che utilizza.

Ecco, su questa cosa sarei pronto, io che ammiro esplicitamente Amazon per quasi tutto quel che fa, al contrario dei tanti che nel mondo dell’editoria ne straparlano male a vanvera, sarei pronto ora a fare ricorso all’Antitrust su questa cosa. I Grandi Editori mi daranno di sicuro una mano…

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Ecco cosa si potrebbe fare da subito se gli editori smettessero di ingabbiare e rendere inusabili i loro ebook in formato EPUB aggiungendogli i famigerati DRM (di Adobe, o in casi molto più limitati, di altro tipo):

  1. L’utente potrebbe comprare ebook da qualsiasi libreria online, una volta qua e una là, e avere una propria libreria digitale con tutti i libri che possiede, per gestirli come crede, indipendentemente da dove li ha comprati. Creare tool di gestione di queste librerie digitali personali sarebbe già un business in se stesso. Grazie ai DRM non si può fare, ma Amazon con Kindle lo fa.
  2. I motori di ricerca semantica potrebbero indicizzare tutto il contenuto di tutti i libri: creare tool di ricerca/raccomandazione/analisi della lettura/analisi strutturale dei testi/indici analitici e un sacco di altre bellissime cose si potrebbe fare. Grazie ai DRM no, ma su Kindle sì.
  3. Tutti potrebbero leggere il libro da una pluralità di device, avendo il testo sincronizzato su tutti. Grazie ai DRM non si può fare, Kindle lo fa.
  4. Le evidenziazioni e sottolineature, così come le note e i commenti, potrebbero arricchire i libri per tutti, indipendentemente dalla piattaforma di fruizione, e chiunque potrebbe creare siti e applicazioni di vero e diffuso social reading. Grazie ai DRM non si può, ma su Kindle sì.
  5. Il mercato degli ebook illustrati interattivi e multimediali, e soprattutto quello degli audio-ebook, potrebbe finalmente partire perché la loro produzione, finalmente su formato standard (EPUB3), sarebbe economica e tutti i dispositivi avrebbero software adatti a leggerli. Grazie ai DRM non si può.
  6. E ovviamente l’utente potrebbe comprare scaricare spostare dove gli pare e leggere i suoi ebook senza i casini che provocano i DRM nel processo di acquisto. Grazie ai DRM comprare un ebook è un atto di eroismo e di fiducia sul futuro, su Kindle no, funziona tutto più liscio.
  7. Eccetera.

La realtà invece è che tutti i grandi editori, e molti dei piccoli editori che per sentirsi più fichi fanno finta di essere grandi, usano i DRM di Adobe. Questo, e solo questo, consente ad Amazon (e ad Apple e a Kobo) di lavorare su formati e piattaforme proprietarie per “rinchiudere” i propri utenti dentro i loro ambienti di acquisto e fruizione.

Ah, dimenticavo: per ottenere questo bel risultato quegli editori PAGANO ad Adobe una bella sommetta per ogni singolo download che viene fatto, perché darsi la zappa sui piedi non è nemmeno gratis. Geniale no?

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Continuo a leggere a destra e a manca fior di analisi sul fatto che l’ebook, signora mia, non crescerebbe mica più come una volta. Poi scopri che tutto questo fior di analisi si basa sempre e solo sui dati di una associazione americana (una delle-), la AAP, che, tra le tante limitazioni, ne ha una: non ha i dati di vendita ebook di Amazon Kindle. Ad un commentatore avveduto basterebbe molto meno di questo per concludere che quei dati non servono letteralmente a niente, ma tant’è.

Io, quanto ai numeri, preferisco far parlare quelli che conosco di prima mano, quelli di Simplicissimus Book Farm, la cui attività principale consiste nel distribuire ebook: aggregare titoli presso editori (STEALTH) e selfpublishers (Narcissus) per distribuirli su tutte le librerie online disponibili, trattenendo una commissione (il 5% sulle vendite generate da STEALTH e il 10% sulle vendite generate da Narcissus).

Alcune avvertenze:

  • I dati che esporrò coprono un arco di tempo che va, in pratica, da quando anche in Italia è nato il mercato degli ebook (fine 2010 – inizio 2011), agli ultimi dati certi disponibili, quelli al 31 marzo scorso, dunque recentissimi.
  • I dati che esporrò riguardano solo il mercato italiano, e non comprendono i numeri che cominciamo a ricavare, da circa sei mesi a questa parte, dagli investimenti fatti sull’estero.
  • I dati che esporrò sono di due tipi:
    1. il numero di titoli distribuiti (quanto è grande e come cresce il catalogo dei titoli italiani distribuiti da Simplicissimus Book Farm). Qui parliamo SOLO di titoli unici e a pagamento (non si contano due volte i titoli in più formati e non si contano quelli gratuiti);
    2. il valore delle transazioni generate da questo catalogo ogni mese (in questo caso ricorrerò, per rispetto della riservatezza dei dati cui sono obbligato nei confronti dei miei soci, ad un numero indice, ponendo uguale a 100 il valore in Euro delle transazioni generate nel Gennaio 2011).

Ma lasciamo che a parlare siano i grafici.

Nel grafico seguente si può osservare la crescita del numero di titoli acquisiti e distribuiti per conto di Editori (Publishers) e Selfpublishers (Narcissus):

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Come si può notare, il numero dei titoli da noi distribuiti è passato dai 300 di Gennaio 2011 agli oltre 30mila di Marzo 2014: si è centuplicato in 3 anni e due mesi. Siamo ormai di gran lunga il maggior distributore italiano per numero di titoli distribuiti (oltre il 40% di tutti quelli disponibili in Italia).

Se osserviamo lo stesso dato nella sua distribuzione mensile, scopriamo che siamo diventati 5 volte più bravi a raccogliere nuovi titoli da editori e selfpublishers: 300 nuovi titoli nel mese di Gennaio 2011, 1500 nuovi titoli nel solo mese di Marzo 2014:

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Ma quante vendite hanno generato nel tempo questi titoli, mese per mese? Ecco il dato:

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Se noi siamo stati bravi a raccogliere titoli da distribuire presso editori e selfpublishers, il mercato è stato ancora più bravo di noi: le vendite mensili di ebook in valore sono aumentate in 3 anni e due mesi di ben 15 volte! Fatti 100 gli euro venduti in un mese nel gennaio 2011, quelli venduti in un mese a marzo 2014 sono diventati 1500.

Forse questi dati, uniti alla considerazione che il mercato italiano del libro vale, tanto per dare un parametro, circa un settimo di quello tedesco, sono sufficienti a spiegare perché abbiamo deciso di investire sull’espansione all’estero dei nostri servizi, assumendo persone (area managers per STEALTH per acquisire editori e community managers per promuovere il selfpublishing di Narcissus.me) di diverse aree linguistiche: a noi sembra che la crescita del mercato ebook non sia poi così male ;)

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