STEALTH sales

Una premessa

  • I dati di cui parlo qui sono relativi a STEALTH, la piattaforma di distribuzione di Simplicissimus Book Farm, che aggrega e distribuisce il 37% dei titoli disponibili sul mercato (più di uno su tre).
  • Le considerazioni che faccio poggiano tutte su una generalizzazione che dal mio punto di osservazione ritengo molto verosimile, anche se non dimostrabile: non dispongo infatti dei dati relativi alle altre piattaforme di distribuzione (piccolo appello che resterà ascoltato: forse non sarebbe male condividerli tra noi, questi dati, invece di andare a comprare stime sbagliate e inverosimili da cosiddetti specialisti che non hanno dati di prima mano come noi abbiamo…), e c’è sempre la possibilità (che tuttavia ritengo altamente improbabile) che si comportino in maniera molto diversa da STEALTH.

Alcuni fatti

  • Nel corso dell’ultimo anno (dati al 29 aprile) le vendite degli ebook distribuiti da STEALTH sono aumentate del 400% in quantità (numero di ebook) e del 250% in valore (il prezzo medio si è abbassato).
  • Se però escludiamo le vendite effettuate attraverso gli store dei Big Guys (Amazon, Apple, Google, Kobo, Barnes & Noble), l’aumento è “solo” dell’82% in quantità e del 50% in valore.

Tesi

  • Sbaglio se dico che i retailer di ebook italiani (e non solo i cosiddetti indipendenti alla Ultima Books o alla Bookrepublic, ma anche quelli dipendenti da grandi gruppi, come Media World, IBS, Feltrinelli) hanno un grosso problema?
  • Sbaglio se dico che in una situazione in cui gli ebook vengono sempre più comprati, come è ovvio, nello store che l’utente trova già preinstallato sul lettore ebook, o sullo smartphone, o sul tablet che ha comprato, il problema non è risolvibile e il mercato se lo divideranno sempre più i Big Guys (che già oggi hanno una quota di mercato dell’80%)?
  • E infine (e soprattutto) sbaglio se dico che questo segnala la necessità (e l’opportunità) di individuare creativamente nuove strade e nuovi canali per la promozione degli ebook, che non siano quelli della velleitaria, e in fondo anche un po’ ridicola, competizione contro i Big Guys? In altre parole: siamo proprio sicuri che un ebook debba/possa essere comprato solo in un ebook store a questo dedicato?

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Mauro Sandrini picture

Mauro Sandrini è uno che ci sa fare, questo lo sanno tutti i lettori del suo fortunatissimo Elogio degli e-book (manifesto dell’autopubblicazione), uscito più di due anni fa. Ora vuole stupirci col suo nuovo libro, Tanto Tantra [scarica l'anteprima], e io so già che ci riuscirà.

Vi svelo il retroscena: mi ha preannunciato il libro, Tanto Tantra, mandandomelo in anteprima un mese fa (il libro è uno spasso). E me lo ha annunciato come esperimento: vuole dimostrare come (disponendo di un buon libro da veicolare) sia possibile in rete costruire un best-seller, e come sia possibile farlo da self-publisher. Ma non basta: mi ha chiesto di essere suo complice in questo esperimento, ed eccomi qua.

Il primo atto, Come si costruisce un best seller ai tempi degli ebook? si svolgerà oggi pomeriggio alle 17, con una diretta web (via hangout, a questo indirizzo), condotta dal mitico libraio (ora meta-libraio, ma ne parleremo) Ciccio Rigoli, alla presenza dell’Autore (il sullodato Mauro Sandrini) e del sottoscritto. A più tardi!

[Bonus Link: è uscita oggi una mia intervista sul self-publishing per Affari Italiani]

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Il ministro Profumo ha firmato il 26 marzo scorso un decreto, in cui sembra finalmente prendere una decisione, seppur alquanto temporeggiatrice: libri digitali o misti dal 2014/2015, con deroga ai due anni successivi (quindi in realtà dal 2016/2017). Taglio inoltre (e questa è la parte per me più interessante) ai tetti di spesa complessiva per libri obbligatori entro i quali i docenti devono mantenersi nel decidere quali libri adottare.

Gli editori dell’AIE (l’Associazione Italiana Editori) si sono arrabbiati. Evabbè, uno dice OK, mettiamo pure in conto che chi sta guadagnando dalla carta e dal vecchio sistema non sia disponibile a soffrire in silenzio e si arrabbi, e cerchi di difendere lo status quo. Ma signori miei, c’è modo e modo di arrabbiarsi. C’è un modo dignitoso di arrabbiarsi e di far valere le proprie posizioni, e un modo scomposto imbarazzato e indegno di farlo. Il comunicato ufficiale dell’AIE (leggetelo!) mi sembra ascrivibile alla seconda categoria, quella delle arrabbiature scomposte fino al grottesco. Eccovi un saggio delle motivazioni avanzate:

… non è dimostrato da nessuna parte che l’impatto sempre più pervasivo degli strumenti elettronici sui ragazzi non sia nocivo per la salute…

Occhio dunque, che non è dimostrato da nessuna parte che l’ebook non faccia venire il cancro!

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Copertina Gianluca Nicoletti

Trova finalmente cinque minuti per fare una cosa utile, e dai un’occhiata alla pagina in cui Gianluca Nicoletti, conduttore di Melog, presenta la sua trasmissione di oggi, che sto finendo di ascoltare ora, dedicata alla Giornata Mondiale dell’Autismo che si celebra oggi.

Gianluca ne parla a ragion veduta, padre come è di Tommy, un ragazzo autistico. Io no, non lo sono. E tuttavia penso che questa realtà meriti di essere conosciuta da tutti. Vatti a cercare il podcast della puntata di Melog di oggi (mentre scrivo non è ancora online), e ascoltala. Scoprirai diverse cose interessanti. Ad esempio:

  1. l’autismo è una vera e propria malattia genetica, oggi praticamente priva di prospettive di guarigione, anche se esistono forme di autismo che sono invece sintomo di altre patologie
  2. la terapia più accreditata e raccomandata dai medici per i bambini e i ragazzi autistici è la terapia cognitivo-comportamentale. Però lo Stato non la rimborsa alle famiglie: preferisce rimborsare alle famiglie di autistici le spese per le terapie logopedistiche e psicomotorie: peccato che siano del tutto inutili per l’autistico.
  3. l’autismo non è autismo infantile: in assenza di terapie risolutive si resta autistici anche con tanto di barba baffi e pulsioni erotiche. Avete un’idea di cosa significhi accudire un diciottenne autistico in famiglia? Beh, fatevela leggendo Una notte ho sognato che parlavi, il libro in cui Gianluca Nicoletti racconta il quotidiano della vita familiare con Tommy, il suo figlio adolescente autistico. Ne uscirai diverso/a.
  4. se sei in qualche modo responsabile della vita della tua comunità locale (paese, comune, quartiere, condominio, municipio…) devi fare qualcosa perché gli ambienti della tua comunità siano a misura anche di persone autistiche.
  5. da ultimo, la cosa più importante: se sei un genitore e hai anche solo il minimo dubbio circa il fatto che tuo figlio possa essere forse autistico, non perdere un minuto di tempo: datti subito da fare per avere una diagnosi al più presto possibile e conoscere la realtà. Far passare ad un bambino autistico gli anni dell’infanzia a scuola con i cosiddetti normali come se niente fosse equivale a una vera e propria tortura di cui potresti in futuro pentirti amaramente.

E grazie Gianluca.

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logoSBF

Tra le new entry in Simplicissimus Book Farm c’è Marta D’Asaro, che si è presa la briga di farci da Art Director. E l’abbiamo messa subito all’opera sulla cosa più importante: la nostra stessa faccia. Volevo che questa fase, per noi di grandi cambiamenti, fosse testimoniata anche da una nuova faccia, un primo assaggio del rinnovamento che anche in termini di design imprimeremo a tutti i nostri siti e a tutte le nostre applicazioni e servizi. Insomma, anche questa è la nostra Pasqua e la nostra Pèsach: le difficoltà non mancano, ma guardiamo e procediamo oltre.

Su in alto trovate il risultato finale del lavoro di Marta, quello che da ora in poi sarà il nostro nuovo logo (anche se lo monteremo un po’ alla volta, e per un po’ convivrà con quello vecchio). Se vi va di dare un’occhiata ad una sintesi del percorso che ho fatto con Marta per arrivarci, godetevi questo bel PDF. E buona Pasqua :)

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