Ebook, che dite, avrò toppato alla grande?

Mi hanno appena inviato il ritaglio di Metro, quotidiano gratuito distribuito a Milano, dove c’è Marco Ferrario di Bookrepublic.it che dice i suoi, di numeri, sugli ebook in Italia nel 2011.
Io, i numeri, li avevo dati qualche giorno fa qui. Le differenze ci sono, e mica da poco!

Vediamo un po’:

  • Io parlo di 3,7milioni di Euro, Marco Ferrario dice che invece il mercato ebook 2011 in Italia è stato di “6-8 milioni di Euro”: si tiene un po’ largo (e magari io sono un po’ troppo precisino lavorando alla virgola, non so), ma comunque vede doppio rispetto a me.
  • Io parlo di 500mila ebook venduti, Marco Ferrario dice che invece sono “700-800 mila”: anche qui ampi margini di tolleranza, ma soprattutto, anche qui, secondo Ferrario siamo quasi al doppio rispetto a quel che vedo io.

Come stanno realmente le cose? Immagino che i numeri di Ferrario siano tratti dalla ricerca che lui stesso presenterà insieme ad A.T. Kearney il 2 febbraio prossimo. E allora mi chiedo: serve davvero una “autorevole società di ricerche di mercato” per fornire dati che si tengono un margine di oscillazione di 2milioni su 6 (30%), o di 100mila su 700mila (15%)? Mah, resto scettico, e resto in compagnia dei miei dati empirici, meno roboanti, ma a me pare più veri: l’ebook, e chi ci lavora, non ha bisogno di imbellettarsi per adescare clienti, vengono e verranno sempre più, da soli. E imbellettare i dati è sempre, secondo me, un segno di debolezza.

E adesso Marco, a te: sbugiardami per favore, te ne prego, che se se ne vendono di più anche da subito sono più felice anch’io :)

post<li>

Ebook, ecco cosa sta succedendo in Italia

Ecco cosa sta succedendo in Italia riguardo agli ebook, almeno a giudicare dal mio personale (e interessatissimo) punto di osservazione, salvo errori ed omissioni :)

[AVVERTENZA: sto per dare i numeri, chi ritenesse di usarli (foss'anche solo per deriderli) è pregato di citarne la fonte, non vorrei mai che alcuno fosse coinvolto in valutazioni che, lo ripeto, sono esclusivamente mie.]

Straight to the point, senza troppi giri di parole:

  1. Le vendite di ebook in Italia hanno totalizzato in tutto il 2011 circa 3,7 milioni di Euro, centomila euro più centomila euro meno. Ovvero meno dello 0,3% del mercato totale dei libri trade (fiction e non-fiction). Per circa 500mila ebook venduti nel corso dell’anno. Circa 1400 di media al giorno. Poco o tanto? Tanto, fidatevi: l’argine è rotto, entro il 2015 gli ebook rappresenteranno anche in Italia almeno il 20% del mercato. E dico almeno.
  2. Fino al 30 novembre 2011 Ibs guidava incontrastata la classifica delle librerie che vendono più ebook, anche se tallonata abbastanza da vicino da Feltrinelli, in rimonta. Diciamo che Ibs pesava probabilmente, fino a quella data, almeno il 40% delle vendite ebook totali.
  3. Dal 1 dicembre 2011 non è più così: nel mese di dicembre, al suo primo mese di attività, il Kindle Store di Amazon ha raggiunto e superato le vendite di Ibs.it, praticamente facendo aumentare, in un solo colpo, del 50% il mercato totale degli ebook. Vuol dire che nel 2012 il mercato degli ebook varrà all’incirca il quadruplo del 2011. E forse di più, se gli editori si decideranno ad a) aumentare drasticamente i titoli disponibili; b) abbassare i prezzi sotto la soglia massima dei 7 euro.
  4. Apple non è ancora partita come si deve con iBooks, ma lo sta facendo già in queste prime settimane del 2012, e c’è da attendersi che questo comporti una ulteriore accelerazione per il mercato: un canale in più, e molto importante, per gli ebook standard, e un canale in più, e che canale, per gli enhanced books da produrre col nuovo tool di authoring di Apple, rilasciato due settimane fa, iBooks Author: questo apre il campo a interi settori (illustrati, reference, guide, scuola) che finora, a causa delle limitazioni dell’EPUB, non avevano potuto aggiungersi all’offerta ebook.
  5. Stesso ragionamento vale per il lancio di Kindle Fire anche in Italia, che avverrà probabilmente già in primavera.
  6. La nostra piattaforma di distribuzione STEALTH ha distribuito (all’incirca) il 30% degli ebook venduti in volume (numero di download) e il 20% circa in valore (fatturato: i libri distribuiti da STEALTH costano mediamente molto meno di quelli distribuiti dalle altre piattaforme).
  7. Feltrinelli ha condotto, e sta conducendo (disclosure: col nostro supporto) un esperimento molto interessante di integrazione hardware-ebookstore con l’ultimo modello di ebook reader della francese Bookeen, il Cybook Odyssey Feltrinelli Edition, dal touch finalmente molto performante.
  8. Stesso esperimento stiamo conducendo direttamente anche noi, col Cybook Odyssey Ultima Books Edition.
  9. Ultima Books, la nostra libreria online, ha avuto un’impennata decisa a partire da ottobre 2011, anzi, per la precisione dal 30 settembre 2011, data in cui abbiamo pubblicato online la nuova versione con gli scaffali personalizzabili ecc… Probabilmente è ora, all’incirca, la quarta o quinta libreria online, ed è in rimonta :)
  10. Narcissus sta crescendo: gli ebook autopubblicati con Narcissus (e in vendita in tutti gli store, compreso il Kindle Store) vendono complessivamente quanto un “medio editore”.

Cosa faremo noi di qui in avanti?

  • STEALTH si espanderà all’estero: distribuirà editori stranieri, e venderà quelli italiani in mercati stranieri. Insomma, come usa dire, sarà una piattaforma di distribuzione globale, in competizione con le altre piattaforme globali alla Overdrive, o alla Ingram, per capirci.
  • Ultima Books avrà presto in vendita nello store italiano titoli in altre lingue. E aprirà progressivamente bottega in altri paesi.
  • Narcissus diventerà globale anche lui: una piattaforma di self-publishing multicanale su scala globale, come si merita.
  • Ci mettiamo a fare anche gli editori, con alcune collane tematiche, affidate ciascuna alle cure di un amico esperto. La prima a debuttare, in febbraio, sarà la collana Viaggio d’inverno, diretta da Alessandro Zignani. Altre ne seguiranno. Per vedere se e come si può fare l’editore in maniera diversa ai tempi della rete. Anche per capire meglio i loro problemi quando li abbiamo come clienti.
  • E altre cosette che non sto a dirvi qui :)

[PS Qui parlo di ebook, e quindi trascuro del tutto la situazione del mercato, e le nostre attività, relativamente a quotidiani, riviste, enhanced books. E scuola, settore in cui sta per cominciare il terremoto, estote parati! Magari ne parliamo un'altra volta.]

post<li>

Ciccio, il libraio del futuro (DRM Tutorial)

Così si fa il libraio ai tempi della rete. E lo dico contro i miei interessi (c’è il caso che mi chieda un aumento di stipendio…). Grande Ciccio, bravissimo, the way to go.

[LEGENDA: Francesco Saverio aka Ciccio Rigoli è il libraio di UltimaBooks.it. Andate a fargli i complimenti qui, se volete.]

post<li>

Regala Odissey! (se devi spammare, fallo seriamente, e io lo faccio)

Cybook Odissey Ultima Books Edition

La schermata iniziale del Cybook Odissey, Ultima Books Edition

E così non sai che fare per Natale. Non sai cosa regalarti e/o cosa regalare.
Facile:

  1. Vai su UltimaBooks.it e ordina il nuovissimo Cybook Odissey Ultima Books Edition
  2. Aspetta che ti arrivi (un paio di giorni, tre al massimo)
  3. Accendilo e inserisci i dati della tua rete wifi
  4. Aggiorna il software alla prima accensione, come ti viene richiesto dal dispositivo
  5. Inserisci il tuo Adobe ID, per poter leggere anche gli ebook protetti con DRM
  6. Tocca lo spazio “Ultima Books” sulla schermata iniziale del tuo Cybook Odissey (vedi foto in alto) per entrare direttamente da lì nella tua libreria preferita
  7. Compra gli ebook che vuoi, scaricali e leggili quando vuoi
  8. Fai lo stesso ogni volta che viene in mente un libro da cercare, purché ci sia una wifi nei paraggi

Bello no?

Ah, e non starmi a dire “eh, ma vuoi mettere Kindle!“, perché, sappilo:

  1. Il nuovissimo Cybook Odissey costa un po’ di più (129 contro 99) ma è migliore del Kindle (il touch è più veloce, lo schermo è uguale uguale)
  2. Ultima Books, la libreria a cui puoi accedere dal Cybook Odissey, ha tutti gli ebook disponibili in italiano, tanti quanti Kindle, anzi, un po’ di più

post<li>

Ultima Books, la rivoluzione è compiuta (o quasi…)

Ultima Books custom mobile shelves

L’avevo annunciato qua, avevo detto che ci sarebbero volute un paio di settimane, e invece ci sono voluti un paio di mesi, evabbè, si sa, la rivoluzione non è una cena di gala ecc… ma finalmente ci siamo!

Il risultato però secondo me è semplicemente strepitoso.
Ma andiamo con ordine.

Da che mondo è mondo, se vai in un negozio la mercanzia che vedi è quella che il bottegaio ha preparato per te: la vetrina, gli scaffali alle pareti, quelli sul retro del bancone, la merce piazzata vicino alla cassa, a volte, vedi autogrill, i percorsi obbligati perché tu veda esattamente quelle cose in quella sequenza, se no non te ne puoi andare.

L’ecommerce, nonostante i progressi, non si è mai di molto allontanato da quella impostazione. Certo, nessuno può obbligarmi online a percorrere tutti gli scaffali prima di andarmene, se ci provi, voilà, un clic e via, sono già in un altro sito, in un’altra bottega. Epperò tutti, ma dico tutti, ma dico proprio TUTTI!, compresi i Sacri Numi dell’Ecommerce (da Amazon a Ebay a tutti gli altri) si adeguano alla regola per cui il commercio, ai tempi della rete (al contrario della comunicazione e dell’informazione), è ancora incredibilmente push: voglio spingere quel prodotto, perciò te lo sparo in vetrina; quel produttore mi paga un contributo, perciò lo metto in primo piano; quell’editore fa una promozione, perciò i suoi libri vanno in homepage; voglio spingere quell’autore, e quindi te lo metto nella newsletter, ecc…

Non vedo eccezione alcuna, andate a guardare, e poi tornate qua (rimaniamo ai libri, ma la cosa può essere estesa a tutte le merceologie): Amazon.it, ibs.it, LaFeltrinelli.it, Bol.it, Bookrepublic.it, …

Fatto? Visto? Tutti fanno la stessa cosa: spingere spingere spingere.

Noi no. Noi con Ultima Books da oggi no, non più. Andateci, e poi tornate qua, non senza averci giocato un po’: UltimaBooks.it.

Fatto? Visto? Strepitoso no?

Certo, se arrivo lì che non ci sono mai andato e nessuno mi conosce, il libraio mi fa vedere qualcosa, quello che lui pensa possa essere interessante, soprattutto per lui, ma… cavoli, la prima cosa che fa è che mi dà le chiavi della sua bottega, mi fa mettere le mani sulla vetrina, e sugli scaffali! Posso aprirli e chiuderli a piacimento, posso crearne di nuovi, posso spostarli su e giù come mi pare! E se mi registro, la volta successiva mi riconosce e quando torno su UltimaBooks.it non troverò più (solo) le proposte del libraio, ma anche e soprattutto i miei scaffali, una vera e propria libreria permanente personale, che mi farà trovare automaticamente aggiornato il mio personalissimo scaffale, con tutte le novità su quell’argomento, su quella categoria, su quella chiave di ricerca personalissima che volevo tenere d’occhio (un autore, un luogo, il titolo della mia tesi di laurea, …). WOW! Mai visto prima!

Ecco perché la rivoluzione è compiuta: un piccolo passo per UltimaBooks, un enorme passo per il commercio intero. Il potere non è più in mano al venditore, ma al compratore; e se il venditore vuole vendere dovrà affidarsi al compratore, ai suoi gusti e alle sue scelte, alle sue curiosità e ai suoi stimoli, e mettergli a disposizione il sistema migliore e più piacevole di soddisfarli.

Allora perché quel quasi nel titolo di questo post? Cosa manca ancora alla rivoluzione del commercio perché, grazie all’ecommerce, possa dirsi compiuta e all’altezza dell’era digitale?

Ovvio: manca ancora la possibilità di condividere e scambiarsi gli scaffali personali. Sarà il nostro terzo passo. Spero entro febbraio 2012. Da quel momento i nostri amici bibliofili potranno non solo aprire e chiudere, spostare, creare ed eliminare scaffali, con scelte che restano persistenti ad ogni nuova visita in libreria. Potranno anche decidere se e quali scaffali personali mettere in condivisione, per suggerirli ai loro amici o a tutti indistintamente, e ci sarà una classifica degli scaffali più utili e gettonati, e per creare la mia libreria ideale personale potrò attingere a tutti gli scaffali condivisi dagli utenti che lo vorranno.

Io, per me, lo trovo un percorso affascinante, tanto che sarebbe un peccato tenercelo solo per noi. Per questo, compiuto anche il terzo passo, metteremo la tecnologia che rende possibile tutto questo a disposizione di tutti: di tutti i nostri colleghi librai online, ma anche di tutti i nostri colleghi mercanti online. E quando l’ecommerce avrà compiuto questo passo, chissà, magari ci verrà in mente di fare qualcosa di simile anche nel commercio offline, nelle botteghe “fisiche”, non è mica impossibile…

post<li>

Ebook e Biblioteche

Domani pomeriggio dovrò intervenire al 57° Congresso Nazionale AIB (Associazione Italiana Biblioteche), dove si parlerà ovviamente di ebook.

Nel tentativo di preparare qualcosa di sensato per il mio intervento, ho ripescato nei meandri delle mie clouds un appunto digitale del 6 novembre 2010, che avevo tenuto per me, in cui cercavo di rispondere alla domanda “come può funzionare un servizio di prestito digitale?“. A me sembrava ovvio dovesse essere così, e invece il mondo pare andare in tutt’altre (e più complicate) direzioni. Ciononostante a me sembra ancora oggi ovvio che debba andare… come dico io ;)
Domani riproporrò pubblicamente questa mia visione, magari è la volta buona che mi convincono del contrario :)

[Legenda: "Alexandria" è il nome in codice che avevo scelto per il servizio di digital lending ad uso delle biblioteche di Simplicissimus Book Farm. Non è ancora in piedi, e il nome probabilmente sarà un altro]

post<li>

Amore e Lavoro



IMG_1326, inserito originariamente da antonio.tombolini.

Al Ristorante Montecaruso da Cicilardona, a Roma, si mangia una delle migliori cacio e pepe della capitale. Ma quello che mi colpisce ogni volta che ci vado è la piccola frase che chiude il menu:

Lo chef ubbidisce e fa tutto con amore“.

Il solo fatto che qualcuno abbia avuto la grandezza d’animo e la genialità di volerla lì, stampata sul menu, quasi mi commuove.

post<li>

Editori, non aprite quella porta (ovvero gestione della pirateria for Dummies)

20111101-055708.jpgLa notizia, come spesso capita in questi casi, non manca di intrinseca ironia: l’editore di BitTorrent for Dummies, John Wiley and Sons, denuncia 27 utenti BitTorrent per aver condiviso copie della sua collana for Dummies. Cosa significa tutto ciò? Mixed feelings:

  1. Quei libri sono tra i più piratati da sempre. Se l’editore decide proprio ora di perseguire gli utenti (è il primo caso di questo genere negli ebook) è perché il business degli ebook si sta facendo adulto.
  2. Quale sia l’esito finale di una strategia di persecuzione legale della pirateria basta chiederlo ai discografici: studi legali arricchiti, risorse sottratte allo sviluppo del business, bad reputation presso gli utenti (ovvero nient’altro che i potenziali clienti), espulsione definitiva dal loro stesso mercato, a favore dell’iTunes di turno. Senza neanche la possibilità di potervi rientrare: i competitor di Apple si chiamano Amazon, Google, ecc… Insomma, un disastro.
  3. Speravo che gli editori di libri, coi loro autori ed agenti, compresa la lezione subita dai loro colleghi musicali, non cadessero nella trappola dei DRM, ma così non è stato. Spero ancora che evitino la trappola della caccia al pirata a mezzo tribunali, ma letta questa notizia comincio a dubitare un po’.

post<li>

Il suicidio di Google [Reader]

Google Reader, il più diffuso e potente aggregatore e lettore di feed della rete, si rinnova (anche Google si sta facendo prendere dalla smania della sedicente bella grafica, sintomo già di per sé preoccupante) e, pensate un po’, in un colpo solo cancella la possibilità di condividere i post più interessanti.
Così io non potrò più segnalare (commentandole) le cose che ritengo più interessanti a quelli che seguono me, né io potrò giovarmi delle segnalazioni di quelli di cui mi fido.

Questa cosa è di una gravità assoluta: non per me, ovviamente, il servizio è gratis, e come tale non tollera pretese da parte degli utenti. Grave per Google, intendo, che perde una delle features chiave di quel bel pezzo di software.
Si dirà che però è stata aggiunta la possibilità di condividere su Google+ … Eccapirai, aggiungo io! Intanto per me non vale, perché uso un account Google Apps che non è utilizzabile per G+. E poi così si riduce Google Reader ad un’appendice di Google+.

Insomma, Google Reader è diventato per me inutilizzabile. Si avanzino i suggerimenti per un trasloco urgente ad altro feedereader, grazie.

post<li>

Il dito di Mantellini e la luna di Heidegger

Massimo Mantellini prende spunto da un paio di battute sugli ebook per arrivare ad una riflessione assai profonda (link alternativo qui). Forse la più profonda ed essenziale cui varrebbe la pena di dedicare il pensiero umano nella nostra epoca: il pensiero della tecnica.
La tecnica: quella cosa che ci divide in tecno-fan e tecno-fobi, o in net-entusiasti e net-delusi, come proposto da Mantellini. Ma quella tecnica che – aldilà al di là delle tifoserie – costituisce di fatto l’essenza della nostra epoca, ovvero, come avrebbe detto Heidegger, il manifestarsi dell’essere dell’esserci: l’essere, nella nostra epoca, si manifesta essenzialmente come Tecnica.
Questo ben aldilà oltre delle facili ma fasulle sistemazioni che non sistemano proprio niente, come quella classica cui si ricorre consolatoriamente: la tecnica non è né buona né cattiva, si dice, la tecnica è uno strumento, e dipende da come la si usa. Balle, ci dice Heidegger dai primi del novecento; balle, ci dice oggi Mantellini, arrivandoci per altre vie. Certo, la tecnica non è né buona né cattiva, ma solo perché è aldilà al di là del bene e del male, è il modo d’essere inevitabile e irrinunciabile che ci tocca in sorte a vivere di questi tempi.

La questione dovrebbe dunque essere “ma cos’è allora questa Tecnica così intesa, cosa vuol dire che non è uno strumento, ma il modo in cui siamo, intimamente ed essenzialmente, con tutti i pericoli che questo comporta?“. Heidegger ci lavorò per decenni, indicando con la parola “Gestell” (letteralmente “scaffale”, “impianto”, in italiano, ma più seriamente qualcosa come “framing” in inglese) l’essenza della Tecnica. Chi volesse cominciare a farsene un’idea potrebbe cominciare da Wikipedia.

Peccato che la maggior parte dei commenti al post sembra finora concentrarsi sul dito di Mantellini, quello con cui parla degli ebook, anziché guardare alla luna di Heidegger, la questione della tecnica, cui quel dito, sia detto heideggerianamente, ad-dita.

post<li>